Differenze tra le versioni di "Filosofia dell'amore/Amore come unione"

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==Amore come solida unione==
La visione unitaria afferma che l'amore consiste nella formazione (o nel desiderio di formare) un tipo significativo di unione, un "noi". Compito centrale per i teorici ''"unitari"'',<ref>Chiamo "unitari" quei teorici che propongono l'interpretazione "unitaria", di ''unione'', del "noi" come ''unione'' di due persone che si amano, nella definizione proposta in questo capitolo.</ref> quindi, è stabilire esattamente ciò che un tale "noi" comporti — se è letteralmente una nuova entità nel mondo, composta in qualche modo dall'amante e dall'amato, o se è semplicemente metaforica. Varianti di questo punto di vista risalgono forse ad [[w:Aristotele|Aristotele]] (cfr. Sherman 1993) e si possono trovare anche a [[w:Michel de Montaigne|Montaigne]] (1603/1877) e [[w:Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] (1997); sostenitori contemporanei includono Solomon (1981, 1988), Scruton (1986), Nozick (1989), Fisher (1990) e Delaney (1996).
 
Scruton, scrivendo in particolare sull'amore romantico, afferma che l'amore esiste "non appena la reciprocità diventa comunità: cioè non appena viene superata ogni distinzione tra i miei interessi e i tuoi interessi" (1986, p. 230). L'idea è che l'unione è un'unione di interesse (preoccupazione/riguardo), cosicché che quando agisco per tale interesse non è solo per il mio bene o solo per il tuo bene ma per il nostro bene. Fisher (1990) ha una visione simile, ma un po' più moderata, sostenendo che l'amore è una fusione parziale degli interessi, preoccupazioni, risposte emotive e azioni degli innamorati. Ciò che colpisce sia di Scruton che di Fisher è l'affermazione secondo cui l'amore richiede l'effettiva unione degli interessi degli innamorati, poiché diventa così chiaro che essi concepiscono l'amore non tanto come un atteggiamento che assumiamo verso l'altro ma come una relazione: la distinzione tra i tuoi interessi e i miei scompare sinceramente solo quando arriviamo insieme a condividere le preoccupazioni, le attenzioni, ecc., e il mio semplice atteggiamento verso di te non è abbastanza per l'amore. Ciò fornisce contenuto alla nozione di un "noi" come soggetto (metaforico?) di queste preoccupazioni e interessi condivisi e come quello per il quale agiamo.
Nozick (1989) offre una visione unitaria che differisce da quelle di Scruton, Fisher e Solomon in quanto Nozick pensa che ciò che è necessario per l'amore sia semplicemente il desiderio di formare un "noi", insieme al desiderio che la tua amata ricambi. Tuttavia, afferma che questo "noi" è "una nuova entità nel mondo... creata da una nuova rete di relazioni tra [gli amanti] che non li rende più separati" (p. 70). Nell'affermare questa rete di relazioni, Nozick fa appello agli innamorati che "raggruppano" non solo i rispettivi benessere, nel senso che il benessere di uno è legato a quello dell'altro, ma anche la loro autonomia, in quanto "ognuno trasferisce alcuni diritti precedenti di prendere determinate decisioni unilateralmente, in una "cassa comune" (p. 71). Inoltre, sostiene Nozick, gli amanti acquisiscono ciascuno una nuova identità come parte del "noi", una nuova identità costituita dal loro ''(a)'' desiderio di essere percepiti pubblicamente come una coppia, ''(b)'' la loro partecipazione al loro benessere riunito, e ''(c)'' la loro accettazione di un "certo tipo di divisione del lavoro" (p. 72):
{{q|Una persona in un ''noi'' potrebbe trovarsi a considerare un libro interessante da leggere, ma lasciarlo all'altra persona, non perché egli stesso non vi sia interessato, ma perché l'altra persona sarebbe più interessata, e uno di loro che lo legge è sufficiente ad essere registrato dall'identità più ampia ora condivisa, il ''noi''.<ref>Per una semplice interpretazione, ciò sembra bizzarro, poiché il "noi" formato da mia moglie e da me stesso non ha imparato a conoscere l'amore come unione solo perché mi ha lasciato il libro di Nozick da leggere. Forse Nozick dà per scontato che gli amanti discutano di questioni pertinenti ai loro interessi condivisi, cosicché in tal modo "noi" possiamo prendere in considerazione ciò che solo "io" ho letto.</ref>}}
 
 
==Note==
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