Differenze tra le versioni di "Biografie cristologiche/Canoni e pratiche"

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*Primo, insiste che letture supersessioniste sono illegittime. La chiesa rifiuta qualsiasi posizione che affermi che essa sostituisce o rimpiazza la sinagoga sia come "nuovo Israele" sia come "vero Israele".
*Secondo, riconosce che le interpretazioni cristologiche dell’"Antico Testamento" sono fatte retrospettivamente; cioè i lettori non si devono aspettare di trovare riferimenti a Gesù nella pagine dell'Antico Testamento, a meno che tali lettori non presuppongano che quei riferimenti siano presenti. I cristiani vedono un riferimento a Gesù nella descrizione di Isaia dell’"uomo dei dolori" che "è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità", che "come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori... per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte... sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca" ([https://www.biblegateway.com/passage/?search=isaia+53%3A3-9&version=CEI;LND 53:3-9]). Nel Nuovo Testamento, [https://www.biblegateway.com/passage/?search=1+Pietro+2%3A21-25&version=CEI;LND 1 Pietro 2:21-25] allude alle parole di Isaia: "Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca... Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce." Per i cristiani Gesù è quindi l'incarnazione del servo sofferente di Isaia. Gli ebrei tradizionalmente interpretano Isaia 53:3-9 come si riferisse non ad un solo individuo futuro ma al servo di Dio, il popolo di Israele, redento dall'esilio. Isaia 41:8-9 riporta: "Ma tu, Israele mio servo, tu Giacobbe, che ho scelto, discendente di Abramo mio amico, sei tu che io ho preso dall'estremità della terra e ho chiamato dalle regioni più lontane e ti ho detto: «Mio servo tu sei, ti ho scelto e non ti ho rigettato.»<ref>Cfr. anche [https://www.biblegateway.com/passage/?search=isaia+44%3A1-5%3B45%3A4%3B48%3A20%3B49%3A3&version=CEI;LND Isaia 44:1-5; 45:4; 48:20; 49:3].</ref> Il documento vaticano permette entrambe le interpretazioni.<ref name="Vaticano"/>
 
Non solo la Pontificia Commissione Biblica riconosce l'aspetto retrospettivo delle interpretazioni della chiesa; ma riconosce anche che le letture ebraiche della Scrittura sono praticabili, anche quando non si accordano con le posizioni cristiane. La Commissione afferma: "L'Antico Testamento possiede in se stesso un immenso valore come Parola di Dio. Leggere l'Antico Testamento da cristiani non significa perciò volervi trovare dappertutto dei diretti riferimenti a Gesù e alle realtà cristiane."<ref>''IL POPOLO EBRAICO E LE SUE SACRE SCRITTURE NELLA BIBBIA CRISTIANA'' II.A.6.</ref>
 
Poiché il documento riconosce la legittimità delle letture ebraiche, logicamente si sposta verso il punto successivo e facendo così fa progredire il dialogo ebraico-cristiano ben oltre a dove si trovava:
{{q|L'attesa messianica ebraica non è vana. Essa può diventare per noi cristiani un forte stimolo a mantenere viva la dimensione escatologica della nostra fede. Anche noi, come loro, viviamo nell'attesa. La differenza sta nel fatto che per noi Colui che verrà avrà i tratti di quel Gesù che è già venuto ed è già presente e attivo tra noi.|II.A.5}}
 
Che la Chiesa Cattolica consideri ''kosher'' l'attesa messianica — un'attesa che non si riferisce a Gesù di Nazaret — è certamente e benevolmente generoso da parte sua. Infine, la Commissione raccomanda: "I cristiani possono imparare molto dall'esegesi giudaica" (''ibid.'', "Prefazione"), cioè dalle interpretazioni ebraiche dei testi condivisi da chiesa e sinagoga. Pertanto, la connessione stabilita tra le due comunità si estende oltre le Scritture, alla storia della loro interpretazione.<ref>Per un ulteriore commentario, si veda Amy-Jill Levine, "Roland Murphy, the Pontifical Biblical Commission, Jews, and the Bible", ''Biblical Theology Bulletin'' 33.3, 2003, pp. 104-113; anche "The Jewish People and Their Sacred Scriptures in the Christian Bible: A Jewish Reading of the Document", ''The Bible Today'', maggio/giugno 2003, pp. 167-172.</ref>
 
==Note==
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