Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Città metropolitana di Torino/Ceres/Ceres - Chiesa di Santa Maria Assunta

Indice del libro


  • Costruttore: Giuseppe Lingua di Torino (TO)[1]
  • Anno: 1891
  • Restauri/modifiche: Carlo Serratrice di Torino (metà del XX secolo, modifiche)[2], Alessandro Alfieri (2005, restauro conservativo)[3]
  • Registri: 15
  • Canne: 602 circa[4]
  • Trasmissione: meccanica sospesa[5]
  • Consolle: a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
  • Tastiere: 1 di 56 note (Do1-Sol5, Divisione Bassi/Soprani: Do#3-Re3)
  • Pedaliera: a leggio di 17 note (Do1-Mi2), di cui 12 reali e 5 ritornellanti
  • Collocazione: in corpo unico su cantoria in controfacciata
  • Note: registri azionabili mediante manette a spostamento laterale con incastro alla destra della tastiera
  • Accessori: Terza mano a manetta, Tasto al pedale a manetta, Tiratutti di Ripieno a pedalone, Combinazione libera alla lombarda a pedalone. 2 pedaletti frontali sopra la pedaliera per: Unione tasto al pedale, Terza mano
Colonna di sinistra - Concerto
Tromba 8' Bassi
Tromba 8' Soprani
Viola 4' Bassi
Violino 8' Soprani
Flutta traversiera 8' Soprani
Flauto in ottava 4' Soprani
Voce umana 8' Soprani
Flauto in duodecima 2.2/3'[6]
Colonna di destra - Ripieno
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
Decimaquinta 2'
Decimanona e vigesimaseconda 1.1/3'
Vigesimasesta e vigesimanona 2/3'

NoteModifica

  1. Strumento collocato nella cassa ospitante il precedente organo settecentesco, risalente al 1784 circa e attribuibile a Giuseppe Antonio Zali
  2. Aggiunta del registro Flauto in duodecima a trasmissione pneumatico-tubolare
  3. Intervento che comportò probabilmente l'elettrificazione del registro Flauto in duodecima
  4. Le canne di facciata sono appartenenti al precedente organo settecentesco
  5. Elettrica per il registro Flauto in duodecima
  6. Registro aggiunto con l'intervento di metà Novecento

BibliografiaModifica

Silvio Sorrentino, Organalia: 100 organi della Provincia di Torino, Torino, 2009.

Collegamenti esterniModifica