Dialogo operativo/Obiettivi

Questo modulo è stato scritto per presentare brevemente e al maggior numero possibile di persone il dialogo operativo. Per questo motivo lo stile è tendenzialmente semplice, sintetico ed informale.

Quando il lettore arriva in fondo dovrebbe avere un'idea generale a proposito di origine, scopo, significato e concretizzazione del dialogo operativo.

MotivazioneModifica

Il dialogo operativo è un concetto che si sviluppa nella mente di alcuni che si trovano a dover vivere in uno scenario nuovo, senza precedenti paragonabili nella Storia sotto molti punti di vista (per esempio: globalizzazione, inquinamento, esaurimento risorse, sovrappopolazione globale).

D'altra parte i problemi nuovi si sommano a tutta una serie di problemi, ben noti, che non siamo stati ancora in grado di risolvere una volta per tutte e ci trasciniamo dietro ancora oggi (un po' vergognosamente) sin dall'alba della civiltà.

Insomma, i problemi che abbiamo sotto gli occhi ora, all'inizio del Terzo Millennio, richiedono un cambio di modo di pensare e agire da parte di tutti, sempre che si voglia risolverli, una volta per tutte. Oppure ci lamentiamo di tutto e tutti 24h/24h solo per passare il tempo o sfogare la nostra frustrazione?

OrigineModifica

Il dialogo operativo ha origine da un ragionamento che parte dalla riflessione sui limiti dei singoli e dell'individualismo, per arrivare alla necessità degli individui di diventare anche e non solo parte viva e attiva di qualcosa di più grande e meno limitato: il collettivo.

In parole povere, come individui singoli abbiamo un sacco di limiti: non possiamo fare tutto quello che vorremmo, non possiamo capire tutto, non possiamo volare e respirare sott'acqua, gli effetti delle nostre azioni sono limitati nel tempo e nell'intensità, sbagliamo spesso, ripetiamo spesso gli stessi errori, siamo sicuri di morire prima o poi.

Al termine di questo auto-esame di coscienza, la conclusione più costruttiva a cui si arriva è che, per esprimere e concretizzare qualcosa di meglio, nonostante tutti questi limiti, è necessario un modo di pensare e agire più maturo e più orientato al collettivo. Per vivere anche in maniera più fruttuosa le nostre limitate vite, che altrimenti sarebbero qualcosa di piuttosto sterile, effimero e insignificante.

Per esprimere quello che non possiamo esprimere come semplici individui e risolvere i problemi grandi che non possiamo risolvere come singoli, è necessario affiancare al nostro individualismo qualcosa di nuovo: il collettivismo.

Il dialogo operativo è uno strumento che nasce per concretizzare questa necessità.

ScopoModifica

Il dialogo operativo è un raggruppamento di concetti, qualcuno più antico, qualcuno più recente, che nasce con lo scopo di risolvere quell'insieme di problemi che agendo come singoli individui non abbiamo alcuna speranza di risolvere.

Se è vero e sotto gli occhi di tutti che l'unione fa la forza, è anche vero che

  • prima di fare gioco di squadra è necessario avere degli scopi/obiettivi comuni condivisi e dichiarati esplicitamente. E fin qui non c'è problema perché di cose che non vanno e su cui lavorare ce ne sono fin troppe (problemi comuni);
  • per collaborare in modo produttivo e concludere sul serio qualcosa di buono è necessario che gli individui che compongono ogni collettivo siano predisposti a farlo, siano sufficientemente maturi, disposti a cooperare e capaci di organizzarsi e cooperare efficacemente;
  • la potenza che deriva dall'unire le forze può essere consapevolmente o inconsapevolmente usata per fare danni, quindi bisogna tenere gli occhi aperti ed essere in grado di correggere dinamicamente il tiro dell'azione collettiva. Finché sbaglia uno solo, i danni sono limitati, ma quando sbagliano mille i danni sono notevoli. Ce lo insegna la Storia e lo vediamo tutti i giorni.

Il dialogo operativo raggruppa gli strumenti necessari a raggiungere questi scopi. Più che uno strumento singolo, quindi, è una specie di cassetta degli attrezzi con tutto quello che serve a un individuo per diventare anche collettivo.

ContenutoModifica

Dato che in linea generale gli scopi del dialogo operativo sono i tre di cui sopra, il suo contenuto è organizzabile nelle corrispondenti tre parti.

  1. Concetti generali di base
    1. Individuo, potenzialità e limiti
    2. Collettivo, potenzialità e limiti
  2. Strumenti di autogestione dell'Individuo
    1. Scelta
    2. Priorità
    3. Autocorrezione
  3. Strumenti di gestione del Collettivo
    1. Coscienza del Collettivo
    2. Strumenti di comunicazione
    3. Obiettivi del Collettivo

ConcretizzazioneModifica

Come tradurre in pratica tutti questi concetti vecchi e nuovi di cui sopra? Perché farlo?

Presa di responsabilitàModifica

È necessario che tutti si rendano conto del fatto che la maggior parte dei problemi (nota bene: non tutti i problemi, ma la maggior parte dei problemi) sono conseguenze dei limiti individuali.

Anche se non siamo direttamente responsabili di tutto quello di negativo che succede, lo diventiamo se non facciamo nulla e non proviamo a intervenire come potremmo fare. Quando sarà troppo tardi ci potremo pentire di non avere fatto nulla per stupida pigrizia o per paura, ma questo non cambierà nulla.

Non ci sarebbe bisogno che scriva qui un lungo elenco di esempi di cose da fare. Basta aprire un giornale e leggere qualche articolo di cronaca, politica o leggere un romanzo o ascoltare i racconti della gente che si lamenta o finalmente ascoltare il pianto e le grida di chi soffre.

Acquisita la consapevolezza del fatto che nei problemi delle persone c'è molto spesso una bella fetta di responsabilità, di noi, persone stesse, si fa il primo passo verso il costruirsi proprio questa consapevolezza, un certo senso di responsabilità e di maturità. È il primo passo da persone-esistenti a Individui-(auto)consapevoli, tanto per dare un nome a questi concetti.

Fase di avanzamento del modo di pensareModifica

Discutere, costruire e divulgare uno schema di pensiero leggero e dinamico, inter-culturale, inter-religioso e inter-ideologico che possa essere condiviso da tutti perché fondato su principi fondamentali indiscutibili. Base per poter collaborare alla risoluzione di problemi.

Oltre alla constatazione iniziale evidentemente documentata del fatto che ci sono un mucchio di cose che non vanno e che non possiamo risolvere se continuiamo a pensare ognuno al suo orticello e ad agire solo come individui, bisogna iniziare a costruire collettivi abbastanza solidi e flessibili per risolvere i problemi.

L'avanzamento del modo di pensare richiede che:

  1. gli Individui capiscano queste cose, cioè perché è necessario iniziare anche a essere Collettivi;
  2. gli Individui provino ad immaginare come vogliono che siano fatti e organizzati i Collettivi che bisogna costruire;
  3. gli Individui imparino a cooperare sul serio, imparino a fare gioco di squadra tenendo ben chiaro in mente perché lo stanno facendo;
  4. i Collettivi (famiglie, comunità, nazioni, umanità) prendano vita a partire dai loro obiettivi, coscienza e organizzazione.

Fase di avanzamento operativoModifica

Grazie alla diffusione dei nuovi schemi di ragionamento e cooperazione, sarà molto più semplice coordinare l'azione di Individui e Collettivi a vari livelli per la risoluzione di problemi concreti, assistenza delle fasce deboli di popolazione, sviluppo economico sostenibile e ulteriori piani di avanzamento della civiltà.

A livello di poche persone, famiglie, comunità, territori, nazioni, continenti, pianeti, sistemi solari, universo, c'è una lunga lista di problemi più o meno irrisolti che non abbiamo speranza di risolvere né come Persone, né come Individui slegati, per esempio:

difficoltà economiche, problemi di salute, disagio sociale, questione culturale/ignoranza, integrazione, intergenerazionalità, problema del lavoro, famiglie distrutte, tossicodipendenze, altre dipendenze, assistenza ai malati terminali e agli anziani, madri in difficoltà, disabili, corsa allo spazio, cura per il cancro, internet per tutti, riduzione inquinamento, bonifica discariche, sistemazione rete sentieristica, raccolta foglie e cacche di cane, assistenza canili e gufi feriti, progettazione spintronica, sviluppo anti-collisione automobilistico, ricerca sostituti per l'insulina, ricerca altre forme di vita nell'universo, settore dell'automobile piemontese in crisi, necessità di un maggior numero di tipizzati per le ricerche di donatori di midollo osseo contro la leucemia, eccetera eccetera eccetera.

Ognuno deve farsi un esame di coscienza e capire come è meglio investire il poco tempo che si ha a disposizione su questa Terra, poi decidere se vale o no la pena di affrontare questi problemi decidendo di far parte dei Collettivi, cosa fare e come cooperare con gli altri.

Non servono nuovi movimenti, nuove religioni, nuovi partiti, nuove associazioni, nuove leggi, nuovi libri, nuove tecnologie: l'unica cosa che serve è che iniziamo tutti a pensare e agire consapevolmente, in coscienza e con spirito di responsabilità.

È indispensabile che qualcuno faccia da avanguardia e apristrada per tutti gli altri, è praticamente impossibile che questo cambiamento epocale avvenga in tempi brevi, ma siamo sulla buona strada perché adesso abbiamo strumenti di comunicazione e un livello culturale medio come non c'è mai stato in passato.