Confessione di fede di Westminster/cfw33

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33. Il Giudizio finaleModifica

1.Modifica

Dio ha fissato un giorno in cui Egli giudicherà il mondo con giustizia attraverso Gesù Cristo (570), al quale è stato dato ogni podestà e giudizio dal Padre. In quel giorno, saranno giudicati non solo gli angeli apostati, ma, allo stesso modo, compariranno dinnanzi al Tribunale di Cristo tutte le persone che sono vissute sulla terra, per rendere conto dei loro pensieri, delle loro parole e delle loro azioni, in base a ciò che hanno fatto nel corpo, sia in bene che in male (Originale inglese e latino con riferimenti biblici).

2.Modifica

Il fine per il quale Dio ha stabilito questo Giorno, è la manifestazione della Sua misericordia nella salvezza eterna degli Eletti e della Sua Giustizia nella dannazione dei reprobi, che sono improbi e contumaci. Allora, infatti, i giusti saranno introdotti nella vita eterna e riceveranno la pienezza della gioia e del refrigerio che verrà loro dato dalla presenza del Signore, mentre gli empi, che ignorano Dio e non ubbidiscono all'Evangelo di Gesù Cristo, saranno gettati nei tormenti eterni e puniti con la perdizione eterna [lontano] dalla presenza del Signore e della gloria della Sua potenza (Originale inglese e latino con riferimenti biblici).

3.Modifica

Come Cristo vuole che siamo fermamente persuasi che vi sarà un futuro giorno del Giudizio, sia per dissuadere tutti dal peccato, sia per la maggiore consolazione dei pii nelle loro avversità, così Egli vuole che quel giorno rimanga per tutti sconosciuto, in modo che abbandoniamo ogni sicurezza carnale e siamo sempre vigilanti (poiché ignoriamo a che ora il Signore verrà), e possiamo essere quindi sempre pronti a dire: 'Vieni, Signore Gesù, vieni presto. Amen' (Originale inglese e latino con riferimenti biblici).

Firmatari della ConfessioneModifica

Charles Herle, Prolocutor, Cornelius Burges, Assessor, Herbert Palmer, Assessor, Henry Robroughe, Scriba, Adoniram Byfield, Scriba.

Articoli applicativi ed attualizzazioneModifica

  1. Il Ritorno del nostro Signore sulla terra è chiaramente insegnato nelle Scritture. Numerose volte, infatti, Egli ha promesso di tornare. La Sua venuta sarà personale e visibile. Egli verrà in gloria in un tempo sconosciuto all'uomo. (Apocalisse 7:12,20; Giovanni 14:3; Atti 1:11; Apocalisse 1:7; 1 Tessalonicesi 4:16; Matteo 16:27; Colossesi 3:4; Luca 12:40; Apocalisse 16:15; Marco 15:32-35; 1 Tessalonicesi 5:2).
  2. Nel tempo della seconda venuta del Cristo, tutti i morti saranno fatti risorgere ed il mondo verrà giudicato (Giovanni 5:28-29; 2 Tessalonicesi 1:7-10; Salmo 96:13; Salmo 98:9).
  3. Respingiamo l'insegnamento che il Regno di Dio possa solo essere introdotto dal ritorno di Cristo, o che Cristo non stia ora regnando come Re su ogni cosa (Matteo 28:18; Efesini 12:20-22; Filippesi 23:9-11; Colossesi 1:18).
  4. Il Giudizio finale per il cristiano sarà una valutazione della sua ubbidienza a Dio e del modo in cui aveva usato i doni ed i talenti che Dio ha affidato alla sua cura. Tutto ciò che sarà trovato imperfetto verrà bruciato, e la sua fedeltà verrà retribuita (2 Corinzi 5:10; Romani 14:10-12; 1 Corinzi 3:9-15; 1 Corinzi 4:5; Matteo 25:14-40).
  5. I credenti devono rimanere in vigilante e gioiosa attesa dell'ultimo giorno, nel quale condivideranno la vittoria finale di Cristo sul male e faranno esperienza della pienezza di gioia che si trova alla presenza di Dio, per sempre (2 Pietro 3:11-13; Salmo 16:11).