Colico/Le chiese

Chiese parrocchialiModifica

Colico PianoModifica

Chiesa di San GiorgioModifica

La chiesa di San Giorgio costituisce la principale parrocchia del Colichese. Originariamente aveva sede nell'attuale Piazza San Giorgio, ma successivamente è stata costruita la nuova chiesa tra Via Municipio, Via Giuliani e Via Parravicini.

VillaticoModifica

Chiesa di San BernardinoModifica

La chiesa di San Bernardino si trova tra Via Villatico, Via Campione, Via Fontanedo e Via Perlino. La devozione dei paesani a San Bernardino da Siena, noto per aver curato gli appestati, portò all'intitolazione della chiesa locale.

CurcioModifica

Chiesa dei Ss. Angeli CustodiModifica

La chiesa si trova tra Via alla Chiesa e Via Palerma. La prima pietra della chiesa della parrocchia, fondata il 3 dicembre 1934, fu posta nel 1938 e i lavori della nuova chiesa iniziarono solo nel 1946 per concludersi nel 1957.

LaghettoModifica

Chiesa di San FedeleModifica

La chiesa di San Fedele si trova tra Via San Fedele e Via dei Ronchi. La chiesa fu ampliata negli anni 1854-57 e restaurata negli anni 1965-68. Nel 1957 fu innalzato il nuovo campanile.


OlgiascaModifica

Chiesa di San Nicola di BariModifica

La chiesa si trova al centro dell'abitato.

Abbazia di PionaModifica

Fra i più celebri monumenti romanici della Lombardia, l'Abbazia di Piona, storicamente collegata a quella di Vallate, i cui suggestivi ruderi sono visitabili a pochi chilometri dal paese, in direzione di Morbegno, rappresenta uno dei complessi conventuali più suggestivi, sia per il fascino dell'ambiente naturale, sia per la presenza di testimonianze artistiche molto rilevanti. La chiesa, sorta nella metà del XI secolo, ma soggetta ad ampliamento già nel secolo successivo, presenta una facciata a capanna, con una grande finestra centrale a tutto sesto. L'interno è costituito da un'unica navata. All'ingresso troviamo due leoni in marmo reggenti acquasantiere, ma che in origine dovevano sostenere una colonna o un pulpito. Di notevole interesse artistico il ciclo pittorico, risalente al XIII secolo, presente dell'abside: nel centro del catino troviamo la grande figura di Cristo che sostiene un libro aperto attorniato dai quattro simboli degli evangelisti, mentre nell'area sottostante sono rappresentati i dodici apostoli; nella volta, attorno alla figura del Cristo benedicente fra angeli, troviamo ancora raffigurati i dodici apostoli, divisi in gruppi di sei, in gesto di acclamazione. Dietro l'edificio della chiesa si erge il rudere di un'abside di origine altomedievale, la cui destinazione originaria è incerta. Il campanile esterno, sul fianco nord, risale invece al XVIII secolo. A destra della facciata si accede, attraverso un portale ad arco acuto, al chiostro, risalente al XIII secolo, di particolare fascino: lungo il perimetro del cortile corrono quarantuno colonne e quattro pilastri di marmo, i cui capitelli, finemente decorati con motivi di foglie, fiori ed animali, sostengono un piano superiore con ghiere in cotto e in fasce in marmo bianco, rosso e nero interrotte da eleganti bifore. All'ingresso del chiostro si trova un affresco, risalente al XV-XVI secolo, raffigurante l'apparizione di Cristo alla Madonna, mentre sopra all'ingresso del portico che porta alla chiesa è raffigurato un busto di Cristo. Sotto il portico, a ridosso della chiesa, in uno stile semplice e dal tono popolare, si trova un calendario affrescato, elemento decorativo singolare di cui esistono pochi esempi in tutta Europa. Si tratta di una lunga fascia divisa in due registri: in quello superiore sono rappresentati i singoli mesi attraverso le occupazioni agricole caratteristiche, settembre, ad esempio, è caratterizzato dalla preparazioni delle botti, luglio dalla battitura del grano; in quello inferiore è rappresentata una serie di undici santi raffigurati nel momento del martirio. L'affresco risale ad un'epoca precedente la costruzione del chiostro ed era situato in origine all'esterno della chiesa.

Chiese non parrocchialiModifica

Chiesa di San RoccoModifica

La piccola chiesa, intitolata originariamente ai Santi Fabiano e Sebastiano, sorge fuori dall'abitato sulle pendici del Monte Legnone, quasi a metà strada tra il corso del Perlino e quello dell'Inganna, all'altezza di cinquecento metri. L'impianto è romanico, come evidenziato dall'abside semicircolare, ma a partire dal 1401 subì diversi rimaneggiamenti. Conserva, specialmente nell'abside, tracce pittoriche abbastanza consistenti, dovuto a un ignoto, ma capace pittore che dovrebbe aver operato nei primi anni del XV secolo. Particolarmente notevoli il Cristo in mandorla, o Pantocratore, ai cui lati stanno i profeti Geremia ed Isaia. Nel corso di una campagna di restauro svoltasi negli ultimi anni, è stato rinvenuto un'interessante affresco raffigurante l'Ultima Cena.