Utente:Thomas Ecchili/Sandbox

CICLONI EXTRATROPICALIModifica

I cicloni extratropicali sono estese perturbazioni, il cui diametro può misurare fino a 3000 km. Si formano in prossimità delle medie latitudini, tra i tropici e i circoli polari, e si muovono da Ovest verso Est. Se ne formano circa 234 ogni inverno e ognuno dura circa 6 o 7 giorni.


Formazione ed evoluzioneModifica

FrontiModifica

Questi cicloni sono una conseguenza dell'incontro a bassa quota di una massa d'aria fredda e secca (proveniente dalle zone polari) e una calda e umida (proveniente dalle zone tropicali); quando le due masse d'aria si incontrano entrano in contatto lungo superfici di confine, dette fronti, senza mescolarsi.

I fronti possono essere di due tipi:

  • fronti caldi, quando è l'aria calda a muoversi, scivolando sopra a quella fredda
  • fronti freddi, quando è l'aria fredda a muoversi, infilandosi sotto a quella calda

Ciclogenesi e sviluppo del cicloneModifica

Il processo di formazione dei cicloni extratropicali viene chiamato ciclogenesi: inizialmente si formano un fronte caldo e uno freddo, poi quello freddo avanza con velocità maggiore, respingendo il fronte opposto e sollevandolo da terra.

Una volta formato, il ciclone segue un percorso di sviluppo sul quale esistono due teorie principali: la più vecchia è il cosiddetto Modello Norvegese: quando l'aria calda è completamente sollevata da terra, il fronte freddo occlude la perturbazione, formando un fronte occluso. La fase finale è detta stadio di dissoluzione, quando l'aria calda risalita scarica tutta la sua umidità mediante la pioggia, diventa più secca e pesante, annullando la depressione e si ristabilisce il fronte stazionario più a nord o a sud del precedente. La seconda teoria è il Modello di Shapiro-Keyser, le cui differenze rispetto al modello precedente sono la frattura del fronte freddo, il tipo di occlusione e i fronti caldi.


EffettiModifica

Le conseguenze di un ciclone tropicale possono essere molteplici: possono portare clima mite con un po' di pioggia e venti dai 15 ai 30 km/h, oppure possono essere a nucleo freddo e scatenare piogge torrenziali e venti superiori a 120 km/h.

In un ciclone extratropicale maturo, una zona conosciuta come virgola, situata a nord-ovest del sistema, può essere una regione con forti precipitazioni, temporali frequenti e tempeste di neve.

Squall lineModifica

Inoltre è possibile la formazione di una squall line (una banda di forti temporali) davanti a fronti freddi e depressioni a causa della presenza di umidità atmosferica e di divergenza, causando grandine e forti venti.

Grande tempesta del 1987Modifica

I cicloni extratropicali possono talvolta avere un improvviso sviluppo esplosivo. Un chiaro esempio di ciò è la Grande Tempesta del 1987, che è arrivata nel Regno Unito con venti di 22o km/h, mietendo 19 vittime, abbattendo più di 15 milioni di alberi e causando innumerevoli danni alle abitazioni.


FontiModifica

  1. #Terra con chimica, edizione azzurra Scienze Zanichelli
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Ciclone_extratropicale
  3. https://www.gmpe.it/node/158