Inquinamento/Idrocarburi policiclici aromatici

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Gli idrocarburi policiclici aromatici, conosciuti anche con l'acronimo IPA, sono idrocarburi costituiti principalmente da due o più anelli aromatici come il benzene associati fra loro con una struttura di tipo planare; l'esempio più conosciuto è il naftalene.[1]

Struttura tridimensionale del corannulene

Dove si trovanoModifica

Gli IPA sono dei composti pericolosi per l’ambiente a causa della loro persistenza. Si possono formare naturalmente a seguito di processi di combustione delle foreste e del legname ma anche da carburanti e prodotti petroliferi.        

Si ritrovano quindi nei terreni esposti, nei sedimenti marini e fluviali, negli organismi bentonici, nei mitili e in tutti quei prodotti vegetali che presentano il fenomeno dell’accumulo.

A causa della loro elevata idrofobicità, gli IPA che raggiungono l’acqua vengono velocemente adsorbiti, rimanendo così nei sedimenti, che diventano una vera e propria riserva di inquinanti. Spesso l'inquinamento è dato da miscele di più componenti diverse o da singole sostanze, a seconda della sorgente che li ha generati. Quindi, cambiamenti nella composizione dei diversi composti consentono di ricavare dal sedimento maggiori informazioni riguardo l’andamento temporale dell’inquinamento e anche sui processi che hanno originato gli IPA.

Anche gli alimenti possono accumulare quantità non trascurabili di IPA generati principalmente dalla combustione, come per esempio nella produzione di cereali o di oli vegetali, nell’affumicatura e nella cottura alla griglia di carne e pesce.

Nell’ambiente acquatico, l’origine principale di IPA è data dalla caduta di materiale aerodisperso in fiumi e laghi e quindi poi nei mari e negli oceani. La quantità di IPA presenti nei sedimenti marini riflette, quindi, spesso l’industrializzazione del territorio limitrofo.

Gli IPA sono largamente presenti in mare e rappresentano un potenziale rischio per la fauna marina, visti i loro effetti tossici. Tra gli IPA maggiormente presenti nelle matrici ambientali, vi sono il benzo(a)pirene, il benzo(k)fluorantene, il benzo(b)fluorantene, l'indeno(1,2,3-c,d)pirene, il dibenzo(a,h)antracene, il benzo(j)fluorantene ed il benzo(a)antracene.

Nel 2020 un gruppo di ricercatori del Cnr-Irbim ha rilevato la presenza di diversi idrocarburi tra quelli sopra riportati, in un corallo largamente diffuso nel mar Mediterraneo. L'accumulo di tali inquinanti nel corallo di per sé può avere un effetto "positivo", perché sottrae i contaminanti dall'ambiente, ma possono ovviamente avere effetti diretti sull'animale arrivando a causarne la morte in caso di contaminazioni elevate.[2][3]

Effetti sulla saluteModifica

Gli IPA hanno noti effetti negativi sull'ambiente, sulla salute umana ed animale, come tossicità evidente per alcuni organismi acquatici ed uccelli, alta tossicità cronica per la vita acquatica, contaminazione dei raccolti agricoli.

Diversi IPA sono stati classificati dalla IARC (1987) come "probabili" o "possibili cancerogeni per l'uomo", mentre il benzo(a)pirene nel 2008 è stato riclassificato nel gruppo 1 come "cancerogeno per l'uomo".[4]

L'influenza degli IPA sui cambiamenti climaticiModifica

Il cambiamento climatico è uno dei principali problemi di questo secolo e si prevede che gli effetti più intensi saranno nelle zone polari. Un esempio particolarmente rilevante è la zona artica del Canada settentrionale. Infatti, l'urbanizzazione e l'industrializzazione sono i principali motori del cambiamento climatico globale e il Canada ha subito un passaggio di enormi cambiamenti nell'uso del suolo e nell'attività economica. Tutti questi fattori influenzano l'emissione e la distribuzione di IPA nell'ambiente canadese.[5]

Si prevede che l'aumento dei cambiamenti climatici provocherà un aumento delle emissioni degli incendi che sono già la più grande fonte di IPA su scala nazionale. Eppure, gli impatti non si fanno sentire allo stesso modo in tutto il paese e le emissioni di incendi colpiscono in modo sproporzionato le regioni occidentali e settentrionali del Canada a causa delle posizioni delle sue foreste e della direzione dei venti. Il trasporto a lungo raggio di polveri minerali generate dalla desertificazione e dalle emissioni di combustione di biomassa può contribuire a trasportare quantità maggiori di IPA, ma l'entità dei flussi transfrontalieri deve essere ancora rivelata. A livello nazionale, la combustione del legno residenziale è l'unico settore con emissioni sostanziali di IPA segnalate e, sebbene si prevede che questa attività subirà pochi cambiamenti nei prossimi decenni, i progressi nelle tecnologie di stufe e caminetti possono influire sulle emissioni di IPA.

Le prospettive per gli IPA sono incerte, si sa però che la loro presenza porterà a cambiamenti climatici molto importanti, come incendi e scioglimento dei ghiacciai.

Misure per ridurre l'esposizioneModifica

Per limitare l'esposizione agli IPA è consigliato di prestare particolare attenzione all'utilizzo di stufe, camini e grill: questi dispositivi dovrebbero essere dotati di prese d'aria adeguate, bisognerebbe utilizzare delle cappe efficienti e ventilare il locale. In ogni caso, è preferibile cuocere cibi alla griglia in ambienti aperti.

NormativeModifica

La valutazione della qualità dell'aria segue il Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155, il quale recepisce la Direttiva sulla Qualità dell’Aria Ambiente e Aria più Pulita per l’Europa n. 50/2008 del 21 maggio 2008.[6]

NoteModifica

  1. https://www.britannica.com/science/polycyclic-aromatic-hydrocarbon
  2. https://www.corrierenazionale.it/2020/08/31/inquinanti-ipa-minacciano-il-corallo-mediterraneo/
  3. https://www.agi.it/scienza/news/2020-08-17/scienza-coralli-inquinamento-9434755/
  4. Lista di tutti gli agenti cancerogeni attualmente valutati dalla IARC, su monographs.iarc.fr.
  5. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749121000038
  6. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_283_ulterioriallegati_ulterioreallegato_4_alleg.pdf