Utente:Andryzotti/Sandbox

AgromafieModifica

Il termine agromafie, coniato da Legambiente, sta ad indicare attività illecite che coinvolgono tutto il mondo dell’agricoltura. Esse vengono realizzate tramite investimenti di denaro sporco nelle coltivazioni e nel resto della filiera agroalimentare al fine di riciclaggio. Negli ultimi decenni in particolare il fenomeno si è espanso fino a coprire ogni singola parte del mondo agricolo. I guadagni provenienti dalle agromafie costituiscono il 10% del bilancio annuo totale delle organizzazioni mafiose: secondo l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura, il business delle agromafie assicura un guadagno di oltre 24 miliardi di euro annui.

Sfruttamento dei lavoratori e caporalatoModifica

Le mafie attraverso il caporalato sfruttano i lavoratori sottopagati, spesso immigrati, controllano il trasporto e la distribuzione delle merci fino alla vendita nei mercati. Secondo un recente rapporto, ci sono circa 450 mila persone che vengono sfruttate in ambito lavorativo, di questi 130 mila vengono trattati come schiavi, lavorano in nero e ricevono una paga misera. Così facendo le mafie lucrano sulla vendita dei prodotti, risparmiando sulla manodopera.

Contraffazione dei prodotti italianiModifica

Sono famosi i casi di contraffazione di prodotti quali il Parmigiano Reggiano e l'olio di oliva. Secondo un’analisi del 2019 fatta da Euipo, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi dell'Unione europea, il danno complessivo causato dalla contraffazione alle piccole medie imprese regolari ammonta a 2,5 miliardi di euro. Inoltre, nella maggior parte dei casi, questi prodotti vengono realizzati con materie prime decisamente scadenti insieme a numerosi additivi chimici.

Il fenomeno dell'Italian soundingModifica

L'Italian sounding é il fenomeno che riguarda la produzione e la commercializzazione di prodotti che a prima vista sembrano italiani ma in realtà vengono prodotti all'estero e spacciati per originali. Si stima un fatturato di 100 miliardi di euro annui, provenienti principalmente dalla contraffazione dei prodotti caseari, casi famosi sono quelli del Parmesan cheese e della Mozzarella. Il fenomeno é dannoso soprattutto per il commercio italiano e le piccole e medie imprese italiane, le quali si trovano private di gran parte della fetta di mercato riguardante il commercio degli alimenti.