Differenze tra le versioni di "Teoria musicale/Armonia"

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====Il Tritono====
 
L'introduzione del concetto di alterazione dell'intervallo tramite l'eccedenza o la diminuzione, ci portano a "scoprire" un ultimo, particolarissimo intervallo. Abbiamo enunciato una regoletta empirica per trovare il rivolto di un intervallo cioè '''9 - n''' per trovare il rivolto dell'ennesima. ma quale sottrazione si dovrebbe fare per avere un intervallo uguale al suo rivolto? '''9 - 4,5 = 4,5.''' un intervallo di quarta aumentata, o di quinta diminuita se lo si preferisce. Si chiama ''tritono'' e divide in due parti uguali il sistema tonale. E' un intervallo particolare anche per il suo suono, ripudati in antichità visto che venne addirittura chiamato ''diabolus in musica''. Un suono diabolico, sensuale e peccaminoso, che ha fatto da terreno fertile per il ''blues''
 
==Le scale==
 
Alla luce di tutto quell che è stato visto in merito alla materia ''armonia'' siamo in grado di riformulare ed approfondire alcuni concetti espressi nei capitoli precedenti e che per forza di cose dovevano essere presi per buoni così com'erano, senz aporci troppe domande, dal momento che non avevamo elementi per articolare risposte. La prima osservazione riguarda il concetto di ''''scala'''. Non possiamo più ridurre la scala ad essere "una successione di 7 note"; sappiamo per certo che le note non contano, o meglio contano in un secondo momento, ma nell'armonia tutto è relativo tranne i rapporti (leggi "intervalli") tra le stesse note. Possiamo così formuale una nuova e più precisa definizione di "scala"
 
'''Una ''scala'' è una regola che definisce gli intervalli esistenti tra un grado e l'altro della scala stessa'''
 
Esistono molti tipi di scale, ma alla fine sono pochissime quelle che contano, perchè tutte le altre altro non sono che derivazioni provenienti da successive modifiche. Le pchissime scal in questione sono due e sono quelle di '''modo ''maggiore'' e ''minore'''''
 
===I modi (vol. 2)===
 
Per motivare questa affermazione, dimentichiamo per il tempo di un paragrafo scarso cos'è il modo maggiore e minore, e diamo una nuova definizione di ''modo''. Un ''modo è una particolare scala''
 
====Esercizio====
 
Pensiamo di voler costruire una nostra scala, una scala fatta dai soli "tasti bianchi". Suoniamola partedo da DO. le note saranno:
 
'''a)''' DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI
 
Ora suoniamo la stessa scala partendo da RE, tanto sappiamo che le scale sono le stesse a prescindere dalle note che le compongono....
 
'''b)''' RE-MI-FA-SOL-LA-SI-DO
 
Eppure, ad orecchio sembra che ci sia qualcosa che non va. Non sembra essere la stessa scala!
 
====Soluzione====
 
Semplice: NON è la stessa scala. Dovendoci soffermare sugli intervalli tra le note, analizziamo le distanze in semitoni tra i gradi della scala '''a)''' e la scala '''b)'''
 
'''a)''' T-T-s-T-T-T-S
 
'''b)''' T-s-T-T-T-s-T
 
sono due scale diverse, e se volessi suonare la '''b)''' partendo da DO mi verrebbe fuori
 
DO-RE-MIb-FA-SOL-LAb-SI
 
i più smaliziati stranno già dicendo che in questa scala la terza e la sesta sono minori
 
====In conclusione====
 
Estendiamo questo eserciio, costruendo scale di tasti bianchi partendo da MI, FA ecc. otterremo 7 diverse scale, ognuna delle quali avrà alcuni intervalli maggiori o minori (e guardacaso questi intervalli non sono mai quarte o quinte). Queste 7 scale sono i '''modi'''.
 
'''E' comunque sbagliato definire un modo come "la scala di tasti bianchi fatta apartire da una determinata nota": questo è un espediente utilizzatbile costruire i modi, ma un modo è semplicmente se stesso, come già detto in precedenza ''un particolare tipo di scala''
 
I modi nascono nel lontano medioevo, quando papa Gregorio Magno raggruppò tutti i canti sacri (all'epoca l'unica forma di musica considerata veramente come musica) in una raccolta che prese il nome di ''Canti Gregoriani''. I canti Gregoriani si basavano su questi vari modi, che furono successivamente incorporati al sistema tonale, dando a ciuscono di essi il nome di una regione dell'Antica Grecia
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