Taumaturgia messianica/Capitolo 2: differenze tra le versioni

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Si considerino i miracoli nell'Antico Testamento, che avvennero tramite profeti come Elia ed Eliseo. Questi miracoli erano opere della potenza divina. Dio li fece realizzare. Elia ed Eliseo non li realizzarono con un loro potere innato. Dobbiamo dire esattamente la stessa cosa di Gesù? No, perché Gesù fece affermazioni che andavano oltre quelle dei profeti dell'Antico Testamento. Egli è il Figlio unico del Padre, e il suo nome è onorato accanto al nome del Padre e dello Spirito come nome divino ({{passo biblico2|Matteo|28:19}}). Quando comprendiamo i miracoli di Gesù nel contesto di chi egli è, vediamo che sono opere che Gesù fece per la sua potenza divina, non semplicemente opere di Dio fatte tramite un profeta umano:
 
{{q|. . . il Figlio dà la vita a chi vuole|{{passo biblico2|Giovanni|5:21}}}}
 
{{q|Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo.|{{passo biblico2|Giovanni|10:17-18}}}}
 
 
{{Vedi anche|Ecco l'uomo|Gesù e il problema di una vita|Indagine Post Mortem|Serie cristologica}}
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[[Categoria:Taumaturgia messianica|Capitolo 2]]
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