Indagine Post Mortem/Capitolo 5: differenze tra le versioni

 
Inoltre, molti studiosi hanno sostenuto che se gli autori dei Vangeli si fossero inventati sia la tomba vuota che i suoi testimoni, difficilmente avrebbero scelto le donne come prime testimoni. Il motivo è che nell'antica società ebraica le testimonianze delle donne erano considerate virtualmente prive di valore (Lapide 1984, pp. 95-97 cfr. Flavio Giuseppe: "Dalle donne non si accettino prove, a causa della leggerezza e temerarietà del loro sesso" ''Ant.'' 4.219 ). Pertanto, l'unica ragione plausibile per cui ciò sia stato affermato nei Vangeli ({{passo biblico2|Marco|16:1-8}}, {{passo biblico2|Matteo|28:1-7}}, {{passo biblico2|Luca|24:1-8}}, {{passo biblico2|Giovanni|20:1-2}}) è che successe (Craig 2008).
 
Contro l'argomento basato sulle testimonianze delle donne, Crossley (2013) obietta che l'argomento non è così forte come sembra perché non abbiamo a che fare con un tribunale in {{passo biblico2|Marco|16:1-8}}. Inoltre, i Vangeli indicano il ruolo di primo piano delle donne nel ministero di Gesù, il che suggerisce che le donne potrebbero svolgere un ruolo significativo almeno per alcuni cristiani, proprio come [[w:Ester (personaggio biblico)|Ester]] e [[w:Giuditta|Giuditta]] erano ricordate come figure significative nella tradizione ebraica. "Basta che una parte del cristianesimo primitivo fosse stata interessata all'importanza delle donne perché questa storia venisse generata." In ogni caso, in termini narrativi, il primo testimone noto in Marco non sono le donne, ma l'uomo vestito di bianco che potrebbe aver fornito tutta l'autorità richiesta dal pubblico di Marco.
 
Risposta: l'uomo vestito di bianco è irrilevante perché non fu lui a testimoniare della tomba vuota a coloro che non erano presenti. Anche se il Vangelo di Marco non ritrae un tribunale, è evidentemente scritto con uno scopo evangelistico per persuadere le persone a credere. Mentre tra i circoli cristiani potrebbero esserci alcuni che riconoscono il significato delle donne, Habermas (2013, p. 479) osserva che Crossley non rileva il punto principale qui, che il messaggio veniva insegnato a un mondo mediterraneo più ampio, molti dei quali non condividevano questa prospettiva. I primi cristiani lo riconoscono in modo tale da non menzionare le donne negli elenchi ufficiali delle "apparizioni della risurrezione" in 1 Corinzi 15 e nei sermoni degli Atti. Anche Vermes (2008, p. 144) nota l'atteggiamento di superiorità maschile adottato dagli apostoli nell'udire la relazione di testimoni femminili sulla tomba vuota ({{passo biblico2|Luca|24:11}}: "Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne"). Il motivo per cui non tolsero le donne anche dai Vangeli è che "il ricordo del loro ruolo era così persistente che non poteva essere rimosso" (Osiek 1993, p. 106).
 
Inoltre, Habermas (2013) osserva che la tomba vuota di Gesù ha goduto di molteplici attestazioni, antiche e indipendenti:
{{q|Scholars find that, including Mark, there are either three or four independent accounts here. Many scholars recognize that Mark utilized an earlier passion tradition that included the empty tomb account. The last two reasons especially show that Mark did not invent this story.|p. 478}}
Molti studiosi datano la precedente tradizione della passione non più tardi degli anni 40 e.v. (Bauckham 2006, p. 243). Anche il primo credo pre-paolino in {{passo biblico2|1Corinzi|15:4}} implica una tomba vuota (Habermas 2013; Ware 2014).
 
Infine, i primi ebrei oppositori dei cristiani ammisero che la tomba era vuota; offrivano solo una spiegazione alternativa per la tomba vuota, affermando che i discepoli rubarono il corpo (la spiegazione degli avversari si riflette in Matteo 28:11-15; Giustino Martire, ''Dialogo con Trifone'', 108: "I suoi discepoli lo rubarono di notte dalla tomba, dove fu deposto quando venne slegato dalla croce, e ora ingannano gli uomini affermando che è risorto dai morti ed è asceso al cielo"; Tertulliano, ''De Spectaculis'', 30). Come osserva O'Collins (2011, p. 148), nessuno contestò che la tomba fosse vuota; l'unica disputa era il motivo per cui era vuota.
 
Gli scettici si chiedono come sappiamo che i resoconti riguardanti la risurrezione hanno più attestazioni, sostenendo che i diversi autori di questi resoconti potrebbero aver copiato da diverse parti del resoconto di un "testimone" difettoso. È stato affermato che il resoconto della tomba vuota da parte di Marco sia stato influenzato da storie ellenistiche in cui i corpi degli eroi venivano spesso rimossi (Yarbro Collins 1992, 1995). È stato anche affermato che diversi resoconti della tomba vuota dipendono tutti da Marco, che s'inventò la tomba vuota (cfr. anche Crossan 1994; Kirby 2005, p. 300). Vermes (2008, pp. 105-106) si lamenta che mentre {{passo biblico2|Marco|16:8}} afferma che le donne non dissero nulla a nessuno, {{passo biblico2|Matteo|28:8}} dice che le donne accorsero per portar notizia ai suoi discepoli. Gli scettici sostengono che, poiché è inconcepibile che Marco possa aver creduto che il silenzio delle donne fosse temporaneo senza continuare la narrazione da 16:8, le donne devono essere state silenti per molto tempo e quindi la storia della tomba vuota era probabilmente di recente origine nel 70 e.v. (Goulder 2005, p. 192; Kirby 2005, pp. 239-240). Kirby afferma anche che la pietra rotonda che copriva la tomba di Gesù come ritratta da Marco, era comune dopo il 70 ma rara ai tempi di Gesù, e suggerisce che la storia sia retrodatata dal 70 ai giorni di Gesù (Kirby 2005, pp. 242-243 , 258, n. 27).
 
In risposta, i presunti paralleli con le storie ellenistiche sono stati smentiti per aver ignorato differenze significative. In particolare, nelle storie ellenistiche la "tomba vuota" funge semplicemente da punto focale per il culto dell'eroe mentre il ''corpo non risorto'' dell'eroe si trova in qualche altro luogo fisico noto, mentre quelli che si credeva fossero immortali (ad es. [[w:Romolo|Romolo]], Apollonio) di solito non morirono (quindi nessuna tomba) ma ascesero direttamente al cielo (Bolt 1996; nota due eccezioni in cui gli eroi furono apparentemente assunti in cielo dopo la loro morte: (1) la versione della fine di [[w:Achille|Achille]] nell’''[[w:Etiopide|Etiopide]]'' e (2 ) la storia di [[w:Eracle|Eracle]] in [[w:Diodoro Siculo|Diodoro Siculo]], e fa notare che in questi casi il corpo non arrivò mai alla tomba e la traslazione avvenne al momento del funerale).
 
Craig sostiene che diversi filoni di narrazioni possono essere visti nei resoconti della risurrezione in diversi Vangeli notando "l'accordo sporadico e irregolare" tra loro. Ciò indica che c'è più di una fonte, e cita Borg che sostiene: "se la tradizione appare in una fonte antica e in un'altra fonte indipendente, allora non solo è precoce, ma è anche improbabile che sia stata inventata" (Copan e Tacelli 2000, p. 167). In particolare, egli osserva che il racconto di Giovanni riguardo all tomba vuota è così diverso da quello di Marco che è molto probabile che il racconto di Giovanni sia indipendente da quello di Marco (''ibid.'', p. 167, n. 5). Inoltre, non è plausibile che per 30 anni nessuno nella chiesa di Gerusalemme abbia chiesto della tomba se le donne avessero taciuto per tutto il tempo (''ibid.'', p. 177). Hurtado sostiene:
{{q|Mark 16:8 does not depict the women as disobeying and failing to do what they were told to do—to go to Peter and the Twelve with news of Jesus’ resurrection. Instead, ‘they said nothing to anyone’ should be read as meaning that they said nothing to anyone else on their way back to the disciples, ‘for they were afraid.’|Hurtado 2016b}}
 
Bryan (2011, p. 79) confronta questo brano da un altro punto del racconto di Marco. {{passo biblico2|Marco|1:40-45}} descrive Gesù che guarisce un lebbroso e gli dice: "Guarda di non dir niente a nessuno, ma va', presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro" (1:44). Bryan osserva: "in questo caso l'interpretazione di Marco di ‘non dir niente a nessuno’ chiaramente non esclude affatto la comunicazione con qualcuno, ma implica piuttosto una preparazione o una concentrazione sulla comunicazione con le persone giuste, in questo caso, ‘i sacerdoti’." Sebbene una pietra tonda per una tomba fosse scarsa ai tempi di Gesù, era disponibile per i ricchi, come i membri del Sinedrio (Copan & Tacelli curr., p. 169n9); ciò è coerente con i racconti dei Vangeli che Gesù fu sepolto da Giuseppe d'Arimatea, che era un membro del Sinedrio. Anche se la pietra era la più comune pietra quadrata "a forma di sughero", Von Wahlde sottolinea:
{{q|...it may very well be that people rolled the ‘cork-shaped’ stones away from the tomb. Once you see the size of a ‘stopper’ stone, it is easy to see that, however one gets the stone out of the doorway, chances are you are going to roll it the rest of the way.<ref>Cfr. [https://www.biblicalarchaeology.org/daily/biblical-sites-places/jerusalem/how-was-jesus-tomb-sealed/ "How was Jesus Tomb sealed?"]</ref>}}
Carrier (2005a, pp. 105-232) obietta affermando che ciò che i primi cristiani credevano sulla risurrezione di Gesù era che gli fosse stato dato un nuovo corpo mentre il vecchio corpo rimaneva nella tomba. È stato notato nell'Introduzione che questa visione dei due corpi è stata confutata da Ware (2014), che ha dimostrato che ''quando usato con riferimento ai morti fisici (come nel caso di Gesù)'', il termine ''egeirō'' si riferisce inequivocabilmente alla rianimazione o rivivificazione del cadavere. Risponderò ora ad altri argomenti che Carrier offre per la sua posizione.
 
 
 
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