Indagine Post Mortem/Introduzione: differenze tra le versioni

 
=== Sulla questione se sia possibile per gli storici arrivare alla risurrezione di Gesù partendo da alcuni fatti storici ===
Passando alla prossima difficoltà relativa alla possibilità in linea di principio per gli storici di ragionare da alcuni fatti storici e arrivare alla risurrezione di Gesù, si può porre la seguente domanda: perché uno storico non può – in linea di principio – sostenere che ci sono ragioni e prove per pensare che (I), (II), (III) e (IV) siano vere:
:(I) C'erano persone che affermavano di aver visto Gesù risorto poco dopo la sua crocifissione,
:(II) ebbero qualche tipo di esperienza,
:(III) ciò che provarono non fu causato intramentalmente ma extramentalmente,
:(IV) l'entità extramentale non era un'altra persona ma lo stesso Gesù che era morto sulla croce.<br/>
::Ciò che segue logicamente da (I), (II), (III) e (IV) è
:(V) Pertanto Gesù risorse.
 
[[w:Larry Hurtado|Hurtado]] pensa che gli storici non possano "provare" che la risurrezione di Gesù sia avvenuta perché la storia si basa su analogie, e non c'è nulla di analogo alla risurrezione<ref>Hurtado solleva anche un'obiezione teologica dicendo che secondo {{passo biblico2|Atti|10:41}} Dio scelse di far apparire Gesù risorto solo ad alcune persone ma non a tutte, e quindi Dio non intende fornire una "prova". Hurtado non nota che in {{passo biblico2|Atti|1:3}} e {{passo biblico|Atti|17:31}} la "prova" è menzionata in riferimento alla risurrezione di Gesù. La mancanza di ulteriori testimonianze (per es., apparire a tutti) non significa la mancanza di prove (per es., apparire ad alcuni). Riguardo alla domanda sul perché il Dio della Bibbia non fornisca ulteriori prove, si vedano le citazioni di Moreland e O'Collins nella Sezione 1.2.</ref> (cfr. il principio di analogia in Troeltsch 1898/1991). Per quanto riguarda la tesi pro o contro la storicità della risurrezione di Gesù, Novakovic (2016, p. 128) ritiene che la difficoltà principale sia causata "dal mancato accordo su quale sia il compito della ricerca storica e fino a che punto possano le convinzioni di fede influenzare la valutazione delle prove disponibili." Spiega quanto segue:
{{q|For some, the term ‘historical’ means that an event took place in time and space regardless of whether it is caused by natural or divine activity, while for others the term ‘historical’ is applicable only to the events
whose occurrence can be demonstrated with historical arguments based on empirical evidence that are independent of someone’s religious beliefs.|''ibid.''}}
[[:en:w:Dale Martin|Dale Martin]] (2017) sostiene che, mentre gli storici possono ragionevolmente affermare che "Paolo e alcuni altri discepoli di Gesù credevano sinceramente di averlo visto qualche volta, da qualche parte dopo la sua morte", gli storici non possono ragionevolmente concludere nulla su ciò che videro questi primi cristiani (p. 212), solo che "ebbero una visione, o videro una figura da lontano che credettero fosse Gesù, o videro un gioco di luci che poi decisero fosse il corpo di Gesù" (''ibid.'').
 
=== Sulla questione del pregiudizio ===
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