Differenze tra le versioni di "La dimensione artistica e cosmologica della Mishneh Torah/Ritorno"

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| 13. Credo con fede assoluta nella [[w:risurrezione|risurrezione]] dei morti all'ora che sarà volontà del Creatore, benedetto sia il Suo Nome e glorificata sia la Sua rimembranza nei secoli dei secoli.
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Finora siamo in un territorio ben mappato.<ref>Vedi Kellner, ''Maimonide on Judaism'', 101.</ref> Ciò che è notevole per i nostri scopi è che questa svolta verso la riabilitazione delle relazioni tra le persone dipende da un'infusione dal ''Libro della Conoscenza''. Dio comanda assistenza all'ebreo in difficoltà perché si prende cura dei credenti, il che significa che noi, prendendoci cura dei credenti, imitiamo la provvidenza di Dio.<ref>Come funziona la provvidenza di Dio è spiegato nella ''Guida'' iii.17-19 (pp. 464-80). Essenzialmente, la provvidenza viene rimossa da coloro che sottoscrivono credenze errate, non come punizione data all'individuo, ma perché la ricettività al traboccamento divino, di cui consiste la provvidenza, dipende dall'attualizzazione dell'intelletto, che significa, come minimo, attenersi alle dottrine giuste, corrette. Se ne può leggere qualcosa nell'ambito della citazione di Ezechiele che conclude "Leggi dell'Omicida e della Conservazione della Vita": "Come io vivo... egli deve vivere", cioè la conservazione della vita, per non parlare della vita nel mondo a venire, dipende dall'essere umano che rende la propria vita il più possibile simile alla "vita" di Dio, cvhe significa la coltivazione dell'intelletto.</ref> Il suddetto scenario pertanto è una vignetta di ''imitatio Dei''. L'inizio della redenzione della società sta nel sentire la lontana musica di "Leggi delle Qualità Etiche" di cui ''imitatio Dei'' è la nota fondamentale. La moralità individuale quale base di una società funzionante, specificamente l'aspetto di essere clementi verso coloro che ci nuocciono, è l'idea con cui termina "Leggi delle Qualità Etiche": "Soltanto ciò rende possibile la vita civile ed i rapporti sociali."<ref>"Leggi delle Qualità Etiche", 7:8.</ref> Nel ''Libro dei Torti'', questa è una leva per mettere la società sulla giusta via, una via costruttiva. Inoltre, afinchéaffinché gli sia dato aiuto nelle difficoltà, ''A'' deve avere un minimo di comprensione di "Leggi delle Fondamenta della Torah", anche ad un livello rudimentale. In questa legge divina, la divinità opera per la rigenerazione dello stato.
 
L'eco più importante del ''Libro della Conoscenza'' proviene da "Leggi del Pentimento". Aiutando ''A'', ''B'' deve superare l'odio (comunque causato) e lo fa con l'idea del pentimento in mente. Pentimento è il motore della riabilitazione; è l'attivazione della capacità autoriflessiva che è la forma di un essere umano conferita dell'intelletto agente e l'ingrediente attivo nel bene che il profeta porta giù dalla scala, nella grotta. Tramite ciò, la discesa del profeta promuove un'ascesa sociale, dato che conferisce direzione agli affari umani, in contrasto con tutti gli altri processi sublunari di generazione e decomposizione, che sono un prodotto costante dei moti degli elementi irriflessivi secondo le leggi delle loro proprie nature e moti delle sfere, e non hanno ''telos''. Sembra improbabile che sia una coincidenza che il ''Libro dei Torti'' finisca con l'idea del desiderio di Dio per il pentimento del malfattore piuttosto che per la sua punizione. Come abbiamo detto, per Maimonide il pentimento è una precondizione per la redenzione, ed il messaggio sicuramente è che la redenzione inizia qui.<ref>Hadad vede un parallelo strutturale tra "Leggi del Pentimento", quale ultima sezione del ''Libro della Conoscenza'', e gli ultimi quattro libri della ''Mishneh Torah''. Non c'è ragione per cui "Leggi del Pentimento" non possa compiere il duplice dovere di patrono di entrambi: sia dei libri sui sacrifici e la purezza, sia dei libri sui comandamenti uomo-uomo – vedi "Nature and Torah in Maimonides" {{he}}, 292-5.</ref>
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