Differenze tra le versioni di "Gesù e il problema di una vita/Capitolo 4"

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=== Impatto ===
L'ellenizzazione interessò quasi tutti i settori della vita in Palestina. Architettura, medicina, filosofia, arte e scienza greche divennero importanti, i vestiti greci divennero di moda e la lingua greca venne diffusa ovunque. A volte l'ellenizzazione veniva imposta, ma si sparse comunque di sua iniziativa. Se in carriera eri orientato verso l'alto, il modo di fare greco era molto attraente e la chiave per lavoro, istruzione, commercio e il progresso nella scala sociale. Ad un giovane erbreo la scelta doveva esser sembrata chiara: o rimanevi ai margini della cultura o ti "facevi greco" e sperimentavi l'eccitante corrente principale del mondo civilizzato.
 
Al tempo di Gesù, l'influenza della cultura greca era inevitabile, persino in Galilea. Cinque chilometri a nord di Nazareth stava la città di stile greco [[w:Zippori|Zippori]] (Σέπφωρις, ''Sépphōris''), che era in fase di ricostruzione agli inizi del primo secolo. Ci vien detto che il padre di Gesù,<ref>I vangeli e la dottrina cristiana affermano che il vero padre di Gesù è Dio: Maria lo concepì miracolosamente per intervento dello Spirito Santo (Vangelo di Giovanni), senza aver avuto unione di carne con il suo promesso sposo Giuseppe che, inizialmente intenzionato a ripudiarla in segreto, fu messo al corrente di quanto era accaduto da un angelo apparsogli in sogno e accettò di sposarla e di riconoscere legalmente Gesù come proprio figlio. Perciò la tradizione lo chiama "padre putativo" di Gesù (dal latino ''puto'', "credo"), cioè colui "che era creduto" suo padre (sulla scorta di {{passo biblico2|Luca|3:23}}, ma cfr. anche {{passo biblico2|Matteo|13:55}}).</ref> Giuseppe, era un carpentiere (''téktón'', anche "falegname") e, poiché Gesù seguiva il di lui mestiere, avrebbe potuto lavorare anche là, a Zippori, ed esser esposto alla cultura greca.
 
== La potenza romana ==
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