Differenze tra le versioni di "Il Nome di Dio nell'Ebraismo/Presenza e discorso"

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Nella ''[[w:Preghiera di Manasse|Preghiera di Manasse]]'' (III p.e.v-3 e.v.) si legge: "Tu che hai fatto il cielo e la terra con tutto ciò che li orna; Tu hai messo ceppi al mare con la Parola del Tuo Comando; Tu hai chiuso l'abisso e lo hai sigillato col Tuo Nome tremendo e glorioso" ([http://www.ortodoxia.it/Preghiera%20di%20Manasse.htm 1:2–3]). Questo testo, in modo interessante, riesce a combinare il comandamento verbale della creazione con il suggellamento del Nome. Così com'è, il testo suggerisce un'identità della Parola di Comando e del Nome tremendo e glorioso, anche se questo non è affatto certo. Va tenuto presente che questo testo è ancora di data e provenienza incerta e può essere sia ebraico che cristiano.<ref>"Il recente recupero di una versione ebraica in un manoscritto medievale della [[w:Geniza del Cairo|Geniza del Cairo]] non sembra fornire prove per aiutare a risolvere il dibattito" (Davila, 2007, 76).</ref>
 
''Similitudini'' (l'ultima parte di [[w:Libro di Enoch|1 Enoch]], ora datata all'incirca verso il I secolo p.e.v.<ref>Si veda il [[Il Nome di Dio nell'Ebraismo/Perdere il Nome|Capitolo 2]].</ref>) descrive un "giuramento" che sembra contenere il Nome, e che fonda e garantisce la creazione dall'inizio alla fine (1En 69:13-25).<ref>C'è ancora molto dibattito sulla natura del giuramento in ''Similitudini'', come anche sui termini forse correlati ''biqa'' e ''akae''. Per unaauna discussione approfondita recente si vedano Nickeslburg e VanderKam (2012, 304–310). Ben Dov e Ratzon (2015) hanno offerto una chiara rivalutazione della questione, sostenendo in parte che il potente nome di 69:13-14 era originariamente in possesso di [[:en:w:Kasbeel|Kasbe’el]], essendo [[w:Arcangelo Michele|Michele]] una successiva interpolazione. Il nome quindi potrebbe non essere nemmeno quello di Dio. Olson (2004, 271) indica un notevole parallelo nello ''Zohar Shemot'' 9a-9b, che afferma che בך è un nome divino, correlato (per il suo valore di gematria) al nome di ventidue lettere. Tuttavia, ciò certamente dice di più sullo ''Zohar'' e la sua possibile conoscenza delle ''Similitudini'' che non sull'intenzione delle Similitudini'' stesse.</ref> A questo passo è stata attribuita molta più importanza di quanto sia dovuta nel contesto, essendo citato per intero sia da Fossum che da Gieschen. Sebbene il Nome sia apparentemente contenuto nel Giuramento, è inequivocabilmente il Giuramento che è responsabile della creazione, non il Nome. Il Nome è, forse, la fonte del potere del Giuramento, ma questo non rende il Nome stesso l'agente della creazione più di quanto la benzina sia un agente di viaggio.
 
Infine, il ''[[w:Liber antiquitatum biblicarum|Liber Antiquitatum Biblicarum]]'', un testo latino del I o II secolo e.v. noto anche come ''[[w:Pseudo-Filone|Pseudo-Filone]]'', afferma che: "L'oscurità e il silenzio furono prima che il mondo fosse fatto, e il silenzio parlò e l'oscurità apparve. Quindi il tuo nome fu pronunciato nel riunire insieme ciò che era stato sparso" (60:2).<ref>Questo testo è stato notato da Fossum (1985) ma apparentemente senza individuare questo passaggio, notato per la prima volta da Endo (2002, 139).</ref>
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