Differenze tra le versioni di "Armi avanzate della Seconda Guerra Mondiale/Giappone-4"

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A Pearl Harbour 5 minisottomarini attaccarono in contemporanea agli aerei, ma non ottennero risultati. Andarono tutti affondati con 9 dei 10 marinai al loro interno. Era una missione suicida ante-litteram, e Yamamoto non era contento di questa iniziativa, consapevole che se fossero arrivati nella baia non avrebbero potuto tornare indietro anche solo per un fatto di autonomia pratica.
 
In ogni caso questi minisottomarini erano molto ben fatti rispetto ad altre unità come i 'CA' italiani. Si trattava di unità molto affusolate, d'attacco, chiamate Ko-Gata dal 1938. Ne vennero realizzati 42 e poi altri 15 con capacità migliorate. Erano lunghi 23,9 m, larghi 1,86 m, dislocamento 46 t, ufficiale e sottufficiale come equipaggio. Avevano un motore da 600 hp, con 48 batterie ma senza nessun generatore per la ricarica; era possibile navigare a circa 2 nodi per almeno 180 km immersi o in superficie, e di 32 km alla massima velocità di ben 23 nodi immersi (19 in superficie). I siluri erano due, a prua, da 450 mm in tubi pre-caricati e non accessibili. In seguito ebbero miglioramenti, come i cappelli per i lanciasiluri, passamano, protettore dell'elica, tagliacavi, per una leggera penalizzazione in velocità; in seguito vennero costuiticostruiti altri sommergibili in aggiunta ai 62 Ko-Gata costruiti; 15 He-Gata, 115 Tei-Gata, ben 215 Kairyu, 14 U-Kanamono e infine i Kaiten, i siluri pilotati. Decine di minisommergibili erano ancora in scalo a Kure nel settembre 1945<ref>Sgarlato N: ''Minisommergibili a P.Harbour'', Eserciti nella Storia mar-apr 2002</ref> e vennero demoliti negli anni successivi. I programmi all'epoca erano costruiti 115 Koryu (i Tei-Gata) e altri 496 erano in allestimento.
 
A proposito di tecniche d'attacco 'speciale', non vanno dimenticati i Kamikaze navali. Il siluro Tipo 93 pesante avrebbe potuto ospitare un pilota, e già nel '42 si pensava a come usarlo, da parte del s.ten Kuroki e di altri tecnici e militari. Il progetto portato avanti nel '42-43 arrivò alla conclusione con il Kaiten. Ma l'Ammiragliato non era interessato a missioni suicide, inaccettabili a quell'epoca della guerra. Ma durante il '43 si dovette cambiare idea, purché si facesse credere all'opinione pubblica che si trattava di un minisommergibile e non di un'arma suicida. Ma si installò anche una botola di uscita per il pilota che poteva abbandonare l'arma a 50 m di distanza dall'impatto. Venne così costruito il siluro Kaiten in 300 esemplari, definito come 'arma di salvezza nazionale', consegnato dal febbraio 1944 e poi seguito da altri tipi perfezionati come i Kaiten II (10), III (prorotipo), IV (50-100), e il Kaiten X con il siluro da 533 mm Tipo 92, e forse anche tipi 'artigianali'. Dopo molte difficoltà per reperire i materiali nell'autunno del '44 3 sommergibili vennero approntati con 4 Kaiten l'uno e prese il mare con il nme Kikosui l'8 novembre 1944. I Kaiten vennero lanciati ad Ulithi, ma non tutti ebbero successo. Alcuni si incagliarono sulla barriera corallina, uno venne affondato da un cacciatorpediniere con uno speronamento, un altro venne affondato da un aereo dei Marines, ma uno riuscì ad affondare la petroliera USS Mississinewa e mancando di poco un incrociatore. Contro la perdita dei minisommergibili e di uno dei sottomarini di lancio, il risultato era stato considerato incoraggiante. Ma le altre azioni non ebbero molto successo e i 150 Kaiten affondarono solo un cacciatorpediniere di scorta, una petroliera di squadra e una nave da sbarco. I piloti uccisi furono 8 e altri 15 morirono per incidenti di navigazione. Il fatto è che molti di questi piloti non pare abbiano voluto sacrificarsi in azioni con questi siluri, con circa 30 nodi di velocità.
 
I sommergibili non erano gli unici mezzi speciali navali. Anche i barchini esplosivi lo erano. I Giapponesi erano interessati sia dall'Esercito che dalla Marina. I Manu-Ni, da 5,6 m con motore automobilistico da 80 hp e 25 nodi; avevano 200 kg di bombe di profondità o 2 da 120 kg. Alcuni ebbero anche dei razzi ausiliari per l'attacco a breve distanza, raddoppiando la velocità. La Marina ebbe invece gli Shinyo, con prestazioni simili e carica esplosiva da 250-300 kg, spesso con razzi difensivi RAK-12 da 119 mm, o una Typo 93 da 13,2 mm. C'erano 1.100 barchini nell'ottobre del '44 assieme a due squadriglie motosiluranti. Durante un attacco di 45 barchini affondarono un paio di navi d'assalto anfibio, ne danneggiarono altre due oltre a 7 navi da trasporto. Ma gli Americani reagiranno con l'uso delle motosiluranti come navi da contrasto ai barchini nemici. I Manu-Ni erano migliori dei battelli della Marina. A parte questo vennero usati dei blindati da trasporto logistico e trasporto truppe, i Toku 4, il 'motoscafo speciale'. Era in realtà un cingolato anfibio da trasporto, realizzato solo in 18 esemplari. Venne armato con una mtg da 13,2 mm, e due siluri da 450 mm, e trasportato in zona da sommergibili, per attaccare le navi da trasporto Ma avevano solo 4,5 nodi di velocità e al dunque, nonostante l'idea di usarli a Boungainville, di fatto rimasero a difesa di Kure. Non mancarono infine i nuotatori d'assalto, soprattutto per la difesa contro gli sbarchi americani in Giappone (tra cui Okinawa), erano i 'guastatori subacquei suicidi' o Fukuruyu, addestrati dal novembre del '44 a Kawatana<ref>Sgarlato N: ''Kamikaze'', Eserciti nella Storia mar-apr 2006</ref>.
 
 
 
 
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