Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Etiopia"

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===La Somalia e la guerra dell'Ogaden<ref> Cooper, Tom:
''Ogaden war'', Acig articles</ref>===
''Ogaden war'', Acig articles</ref>===L'Etiopia è terra povera e poco conosciuta, eppure la sua storia millennaria è molto lunga e interessante. Anche nel settore militare, come si vedrà. Ma prima, deviamo nella vicina Somalia, perché la sua storia si è incrociata pesantemente con la vicina.
 
La storia prese una diversa piega allorché il 15 ottobre 1969 a Mogadiscio si ebbe un colpo di stato che seguì l'assassinio del presidente in carica. Sciolto il parlamento (l'Assemblea nazionale) venne formato un Consiglio supremo rivoluzionario e i partiti e la costituzione messi a tacere, con l'arresto anche del primo ministro.
L'Etiopia era la più antica delle nazioni africane indipendenti, nonostante l'occupazione italiana per alcuni anni. All'epoca si chiamava Yaityopya Nigusa Nagast Manguist (Empire of Ethiopia), ed era erede di una tradizione di oltre 1.000 anni di regno, nonostante la minaccia continua degli arabi; anche in tempi moderni, con l'Egitto che negli anni '60 era un serio contendente per le acque del 'Nilo blu'. L'Etiopia aveva sofferto di prima persona il fallimento della Lega delle Nazioni nel bloccare l'aggressione fascista, e se ne ricordava bene nel sostenere il principio della Sicurezza collettiva caro alle Nazioni Unite, tanto da partecipare alla guerra di Corea nel 1951-53 e poi nel 1960-64 per il Congo. Lo stesso QG dell'Organizzazione dell'Unità Africana era ad Addis Abeba. L'Etiopia aveva potuto sopravvivere con la sua cultura cristiana arcaica (copta) tra nazioni animiste e soprattutto, musulmane. In tempi moderni arrivarono 300 soldati americani come istrutturi ed esperti di intelligence (qui vicino ad Asmara), giunti già nel 1942 costruendo lì la più grande stazione radio-ricevente in HF del mondo. Negli anni successivi l'assistenza americana continuò tanto che nel 1970 c'erano già stati 25.000 uomini addestrati direttamente negli USA e dopo l'ottobre di quell'anno si rinforzò ancora di più la collaborazione per addestrare totalmente l'esercito da 40.000 uomini delle forze militari etiopi. Ma governare l'Etiopia non era facile, con circa 40 gruppi tribali di cui gli Amhara e Tigreani erano il 40% della popolazione. Ma le persone che vivevano nelle coste erano oramai prevalentemente islamiche o islamizzate. Alla fine l'evidente sbilanciamento di ricchezze e di potere nelle mani degli Amhara causò rivolte e problemi, e l'Imperatore reagì accentrando il potere nelle sue mani. Nel 1960 vi fu un tentato golpe e in generale la situazione, con una terra immensa e arretrata sottoposta a differenti livelli di modernizzazione e di attrito con le proprie millennarie tradizioni. Per giunta ci si mise l'appoggio esterno egiziano ai musulmani d'Etiopia
 
Quindi i problemi erano oramai addensati attorno al Corno d'Africa. Due nazioni di opposti 'schieramenti', povere e influenzate dall'attività estera. Quanto agli Etiopi, la loro Forza aerea imperiale era costuitacostituita da soli 3.000 effettivi, con uno squadrone di Camberra B.Mk 52, 4 comprati nel 1968 e due superstiti nel 1977 ai tempi dell'Ogaden, solo per essere distrutti al suolo dai primi attacchi somali. Per il resto c'erano uno squadrone con 10 F-5A e 2 B, consegnati da USA (dal '66) e anche dall'Iran (dal '72); 12 F-86 erano stati consegnati inizialmente più altri provenienti dall'Iran dal 1970, uno squadrone COIN con 8 T-28A e 8 Saab 17, uno da attacco leggero e addestramento con 8-12 T-33A. Molto consistenti, come ci si poteva attendere dalla conformazione del territorio, circa 50 trasporti in due squadroni con 22 C-47 e 54, C-119, più 15 Saab 91 con uno squadrone e almeno 3 SA.316 Alouette di un uno squadrone di elicotteri. Le basi: Debre Zeit, Bishoftu, Jijiga, e Harar, più altre minori come Agordat e Gondar. In seguito vi sarebbero stati sviluppi interessanti: per esempio, nel 1985 alcuni F-5A vennero restituiti all'Iran. Nel frattempo c'erano 8 F-5E consegnati nel '75, più altri 9 e 3 F-5F sottoposti ad embargo. Questi sarebbero diventati poi famosi perché ebbero come destino d'essere impiegati in un'unità Aggressor dell'USN. Forse li abbiamo visti sullo schermo nella parte dei temibili MiG-28 nella pellicola 'Top Gun'.
 
A tutti gli effetti, l'Etiopia precedette per tanti aspetti l'Iran nelle sue vicissitudini. Selassie I era un imperatore sempre più impopolare e dopo la difficoltà di organizzare la repressione dei guerriglieri in Eritrea, avvenne un colpo di stato il 12 settembre 1974. Superstite di mille disavventure e dell'invasione degli italiani (in quella che è considerata largamente come la più 'fascista' delle guerre di Mussolini), Selassie finì i suoi giorni circa un anno dopo, giustiziato dal nuovo regime assieme ad alcuni dei suoi supporter. La confusione fu grande sotto il cielo d'Etiopia, povera e grande terra in un angolo di mondo dimenticato. Era una terra non solo povera, ma anche con una grande percentuale di persone analfabete. Non un buon inizio da cui sviluppare una nazione moderna. Per cercare di darsi un'idea su come procedere (abbattuto il tiranno, non si sapeva cosa fare, in buona sostanza), si formarono varie fazioni, ma soprattutto venne formato la Dergue o Derg, il Comitato, retto da due maggiori, Mengistu Haile Mariam e Atnafu Abate. Era questa coppia di diarchi che organizzò anche al colpo di stato del 23 novembre 1974 che costò il potere e la vita del gen. Amdom.
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