Abulafia e i segreti della Torah/Studi e insegnamento 2: differenze tra le versioni

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{{Lingua ebraica|ואני היום ב י ער פונןו, וחוברו אל י במדרש י ארבעהטורי אבן ואל המו ש תםוהילדי ם אהל ה ראבעת םתנן לה ם אהלהי ם דמע וה שכ ל כבל שכל וחכמה [...] וע ל כן הקרב י תם אל משמעתי בכ לכיו לתי וחד שתי להם ש ו מת וק ראתי ם בשםדניא ל וחני ה דעת ומביני מדע , וא שר כח בה םעלו מד ב י הכ למהל ךלול מד םפרס ול שו ןדוקשםי . וא רבעת הי לדים האלה דניא לננ יחה מי שא לכזריה בבוא ם חל ו סת תח תנפכ י השיכנ המוק עליםה " עד י קשרוי פח חסמ " ( תהלי ם זי:כב), וב קש ו להדיםח מע לולשחןיי' אלהי ישרא לבללתי היות יםזונ ים מיזו השכי נה בע ת ששא רני ב האדם אוכלים עש ב שאר ה י מר ותא כבוד םתבנבי ו תרשאוכל עשב [… ] וכ ראות הי לדים האלה כי חז קהיד מונעיה םהמאמתוכ בר שת ו בשימם פי הם ול שונם תהלך בארץ ופ חד ו ורעדו ושבו ונ הל ו העם כע ם והכהן ככהן ולפ י חכמתם. ול איהה כע ם ככהן ונהרו אליי' ו לא טובו כמנה גניב ישרא ל עםרוקב,ו עמדו על יחן ב וב תנחוני םיבו קש ו ממנ י פלר ו שדוסת" מו רה הנבוכםי" עם קתצ סתרי תו רה אש רידי בנ ו עמיניני םמו עקי ם אמד ליהו ת הלם לראייה ולזכות, ול פ , ה ול מי לץ, להעלות בי דם קצ ת המחכמה אש ר השותק קהנפ שםלד עת הלוהשי ג אמתתה למען יכריוא ו תםנ . ק וי פצרו בי מא ד על זהגוב רה חשקת ם אל חהכמה מא ד שבמעם קצ תסנתרהי , אז גב רההפצר לפ י החש קאונ י פנ מ י חשק י ב ם לאצירתי להשי בם נכ למים משלאםת ועשיתי חפצםכנ פש ם ו כתבתי ז הפיהרו שעבו בר ם ו בעבו ר כלדוהמי ם הלם בחשק השכ . ל}}
Si veda anche Idel, "Maimonides’s Guide of the Perplexed and the Kabbalah", 217–18. Per una descrizione aggiuntiva dei quattro ragazzi, si veda anche il poema conclusivo di ''Sitrei Torah'', cur. Gross, 199. Su Abulafia e la ''Guida'', cfr. anche Nathan Hofer, "Abraham Abulafia’s ‘Mystical’ Reading of the Guide for the Perplexed", ''Numen'' 60 (2013):251–79.</ref>}}
Vorrei sottolineare che le ultime due parole del brano, ''ḥešeq ha-śekhel, si riferiscono alla discussione nella ''Guida dei perplessi'' 3:51 di Maimonide. Questo desiderio intellettuale, come anche il loro sforzo di comprendere Dio, mostra che i quattro studenti erano motivati ​​da qualche forma di impulso intellettuale che era caratteristico dell'élite secondaria e del rabbino Nathan ben Saʿadyah Ḥarʾar, un altro studente che Abulafia era destinato a incontrare in Capua un anno dopo, per trascendere gli attuali studi ebraici tradizionali, compreso quello della ''Guida dei perplessi''. Come questo Nathan, sul quale avremo più da dire più avanti, specialmente nell'[[Abulafia e i segreti della Torah/Appendice B|Appendice B]], alcuni giovani ebrei attivi nella seconda parte del XIII secolo erano insoddisfatti non solo degli studi rabbinici, ma anche di quelli filosofici. Abulafia presentò un'alternativa ad alcuni di questi giovani ebrei, combinando la filosofia con quella che considerava Cabala, sostenendo che sebbene quest'ultima trascendesse la prima, era interessato a un tipo di tradizione più esperienziale.
 
Tuttavia, secondo il brano di ''Oṣar ʿEden Ganuz'', quello che inizialmente fu un grande successo per quanto riguarda l'insegnamento dei quattro giovani, si trasformò presto in un fallimento. Ciò accadde dopo che Abulafia lasciò Capua a seguito del completamento del suo libro e prima che partisse per il suo infruttuoso tentativo di incontrare il papa a Roma. Sfortunatamente, non abbiamo informazioni dettagliate sulla natura dell'opposizione che Abulafia incontrò a Capua alla fine del 1279 o all'inizio del 1280, che convinse i quattro studenti a ritrattare. Presumo che il suo secondo soggiorno a Capua fosse durato meno di un anno.
 
Più interessante è il fatto che presenta gli studenti che ebbe nelle due città di Bisanzio come studenti infruttuosi. Non vedo alcun motivo per cui uno dovrebbe inventarsi i propri fallimenti in due paesi diversi. Quando esaminava l'elenco delle città, Gershom Scholem presumeva che non vi fosse alcuna logica intrinseca, poiché lo intendeva in modo cronologico.<ref>Scholem, ''The Kabbalah of Sefer ha-Temunah'', 103.</ref> La mia ipotesi è che la logica effettiva della lista di cui sopra non è cronologica; cioè, Abulafia non elencava i luoghi in cui insegnava secondo l'ordine dei suoi viaggi e soggiorni, ma secondo l'ordine crescente del suo successo nell'insegnare la ''Guida'' agli studenti lì, a cominciare dal peggiore, come vedeva la situazione retrospettivamente nel 1286. Se si adotta la proposta di una gradazione ascendente dal peggiore al migliore, Capua ha i peggiori, poi vengono gli studenti bizantini, dopo forse i romani, dove il successo fu di breve durata poiché i due studenti riuscirono ma morirono, poi i successi maggiori nelle due province della Penisola Iberica, ed infine i suoi sette allievi a Messina, luogo dove scrisse la suddetta relazione. Il problema con questo elenco non è quindi l'ordine delle città che cita, ma la possibilità di confermare l'accuratezza della testimonianza di Abulafia da fonti indipendenti esterne.
 
 
 
 
<!--- mie note ingl. da inserire tradotte --
 
153 Scholem, ''The Kabbalah of Sefer ha-Temunah'', 103.
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