Differenze tra le versioni di "Scienze della Terra per le superiori/Il modellamento marino"

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[[File:Propagation du tsunami en profondeur variable.gif|thumb|right|verticale=1.2|Quando la profondità diminuisce, al diminuire della velocità delle onde la loro altezza aumenta.]]
Quando le onde si avvicinano alla linea di riva e la profondità diminuisce, tende a diminuire la velocità per l'attrito con il fondale, e quindi diminuisce anche la lunghezza d'onda (intuitivamente: con il diminuire della velocità i fronti d'onda sitendono ad "affollanoaffollarsi" in uno spazio più ridotto), e diminuisce quindi anche l'''energia cinetica'' delle onde. Per un fenomeno fisico noto (il ''principio di conservazione dell'energia''), l'energia cinetica si trasforma quindi in ''energia potenziale'' (che è energia "di posizione"): questo avvienepuò avvenire solo aumentando l'altezza delle onde. Le onde quindi, quando si avvicinano a riva, acquisiscono una maggiore altezza che si traduce in una maggiore ''energia potenziale''. Questa energia potenziale si trasforma di nuovo improvvisamente in ''energia cinetica'' quando l'onda si frange a riva, conferendo all'onda frangente una '''capacità erosiva''' sulla costa, in grado di smuovere il sedimento sciolto e di trasportarlo, oltre che di esercitare una azione di disgregazione sulle rocce. Questo fenomeno (che avviene inper realtàtutti peri letipi di onde inche generale)si èpropagano su una superficie liquida. Risulta però particolarmente evidente e pericoloso (come vedremo nel capitolo dedicato ai terremoti) nelle '''tsunami''', o '''onde di maremoto''' che si producono in seguito a '''terremoti con epicentro sottomarino''' o anche a '''frane sottomarine e costiere''': queste onde hanno una notevole velocità (centinaia di km/ora) e lunghezza d'onda (fino a centinaia di chilometri). La loro altezza (in mare aperto pochi centimetri o decimetri), per il rallentamento improvviso aumenta enormemente sotto riva, fino a decine di metri, con effetti devastanti.
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File:Tsunami formation .png|Schema dell'innesco di un fenomeno di tsunami, in questo caso da un terremoto sottomarino causato da attività tettonica.
File:Tsunami-kueste.01.vm.jpg|Schema che illustra il comportamento di un'''onda di maremoto'' (''tsunami'') quando si avvicina alla costa. In realtà lo schema è valido anche per le onde "normali": cambia ovviamente la scala del fenomeno.
File:2004 Indonesia Tsunami Complete.gif|Animazione che mostra la propagazione dello tsunami catastrofico originatosi in Indonesia nel 2004. Le onde di maremoto, attraversando tutto l'Oceano Indiano, raggiunsero le coste del Madagascar e della Somalia (seppure attenuate) ancora con effetti devastanti.
File:Tsunami-dart-system3.jpg|Boa facente parte del Deep-ocean Assessment and Reporting of Tsunamis (DART), con sistema di monitoraggio delle variazioni di livello del mare. Le tsunami in mare aperto hanno altezze molto limitate, che richiedono sistemi di rilevamento molto accurati.
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