Differenze tra le versioni di "Essenza trascendente della santità/Cose sante"

ortografia
m (Corretto: "un insieme")
(ortografia)
 
 
Sarà ora utile, credo, riassumere questa discussione sulla natura della santità degli oggetti sacri secondo Maimonide col seguente testo preso da ''MT'' "Leggi sulla Trasgressione Relativa a Oggetti Sacri" [''me’ilah'']:
{{q|È appropriato che un uomo mediti sulle leggi della Santa Torah e comprenda il suo significato completo secondo le suasue abilità. Ciononostante, una legge in cui egli non trova ragione e non ne capisca la causa non deve essere banale ai suoi occhi. Che egli "non si precipiti per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di lui" (Esodo {{passo biblico|Esodo|19:24}}); né i suoi pensieri di queste cose siano come i suoi pensieri relativi a materie profane. Considera quanto la Torah sia severa nella legge della trasgressione! Ora se bastoni e pietre e terra e cenere diventano sacre con semplici parole, appena il nome del Signore dell'Universo venne invocato su di loro, e chiunque si comportasse con loro come fossero cosa profana commetteva trasgressione e doveva espiare anche se aveva agito involontariamente, tanto più l'uomo deve stare attento di non ribellarsi contro un comandamento decretato per noi dal Santo, che Egli sia benedetto, solo perché quest'uomo non ne comprende la ragione; oppure pronunci parole che non sono giuste contro il Signore; o consideri i comandamenti nella stessa maniera con cui considera affari ordinari...<ref>Fin qui cito la traduzione in Twersky, ''Introduction'', 409. Quanto segue da tale punto in poi si basa sul testo stabilito da Henshke, "On the Question of Unity", 38. Si vedano sia Twersky (pp. 407-15) che Henshke (''passim'') per discussioni estremamente importanti di questo passo.</ref> Tutti i sacrifici sono inclusi negli statuti (''ḥukim''); pertanto i Saggi dissero che il mondo dipende anche dal culto sacrificale, poiché è mediante l'esecuzione degli statuti e dei decreti (''mishpatim'') che il giusto merita la vita nel mondo a venire. La Torah comandò prima gli statuti, poiché dice: "Osserverete dunque le mie leggi ed i miei decreti, mediante i quali, chiunque li metterà in pratica, vivrà. Io sono il Signore" (Lev. {{passo biblico|Lev|18:5}}).}}
Questo naturalmente è un testo importante per comprendere la spiegazione di Maimonide riguardo alle ragioni dei comandamenti. Qui, tuttavia, dobbiamo concentrarci su un altro aspetto di questo brano: "bastoni e pietre e terra e cenere diventano sacre con semplici parole", ci dice Maimonide, "appena il nome del Signore dell'Universo venne invocato su di loro". Articoli assegnati al Tempio diventano santificati, ma "tutto" ciò che cambia in loro è il loro ''status'', la loro condizione, e nient'altro. Così, credo, bisogna leggere il passo. C'è un altro punto importante che questo passo ci aiuta a comprendere: la santità può non riflettere nulla di ontologico, n ulla di veramente "concreto" nel mondo terreno, ma ciò non lo rende irrilevante: "Considera quanto la Torah sia severa nella legge della trasgressione!" Articoli dedicati al Tempio non sono essenzialmente differenti dagli stessi identici articoli che non vengono così dedicati; ma la Torah è molto severa riguardo al trattamento improprio di questi articoli dedicati. La santità può sì essere "solo" istituzionale agli occhi di Maimonide, ma ciò non la rende banale.
 
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