Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Etiopia"

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Corretto: "abbattimenti"
m (Corretto: "aeree")
m (Corretto: "abbattimenti")
A quel punto i caccia Eritrei vennero sperimentati in prima linea. Il loro compito era però difficile: abbattere i Su-27. Il 25 febbraio 4 MiG-29 attaccarono due Su-27 a Badme. I Sukhoi erano volati da mercenari russi esperti (malgrado il numero di ore di volo ridotto durante gli anni '90) e non solo si accorsero della minaccia mortale che gli incombeva, ma evitarono l'attacco con missili R-27 a medio raggio. Poi ricambiarono, sparando salve di missili contro i MiG-29, ma anche qui senza successo. I MiG dovettero però scappare e i Sukhoi li inseguirono, abbattendo il MiG volato dal vecchio capo della ERAF, Zion Hagdu, di cui non si sa il destino. Quest'azione, potenzialmente mortale, venne rovinata dalla scarsa efficacia dei missili R-27 o dall'efficienza dei sistemi RWR che li scoprirono in tempo, dando modo ai piloti di intraprendere manovre evasive, forse uscendo dal loro raggio d'azione. Il risultato fu ovviamente molto deludente per gli Eritrei, che persero uno dei loro preziosi MiG. Appena 24 ore dopo, un Su-27 pilotato da una donna, tale cap. Aster Tolossa, scortava diversi MiG-21 impegnati in un attacco. Scoprì un MiG-29UB eritreo e cercò di costringerlo a rientrare assieme,come preda (l'aereo non aveva armi). Quest'aereo era pilotato dal vecchio istruttore della 'pilotessa', ma rifiutò di seguirla a Dabre Zeit. Lei gli sparò almeno due missili, mancandolo, poi lo finì con una raffica da 30 mm. Non è chiaro se il pilota si salvò o meno, ma l'episodio è stato documentato persino da un reportage fotografico. In ogni caso non è certo che davvero vi fosse tale pilota-donna ai comandi, anche se così era stato riferito.
[[File:Asmara-Panorama.jpg|300px|left|thumb|L'Asmara]]
Mentre si stava discutendo in sede diplomatica e al tempo stesso si combatteva ai confini, il 18 marzo 1999 gli Eritrei catturarono un Mi-35 con i due mercenari russi e 8 miliziani del Tigri, dopo che si era perso ed atterrato dietro le linee nemiche per errore (non avendo evidentemente GPS o GLONASS a bordo). Non si sa che ne fu dell'equipaggio, ma l'elicottero rimase nell'ERAF. Un altro scontro avvenne tra Su-27 e MiG-29, ancora con il lancio di diversi AAM (nessuna delle due parti sorprese l'altra, ancora una volta), e pare che un paio di MiG vennero abbattuti. Nel frattempo fino a 8 aerei da caccia etiopi e 3 elicotteri vennero persi per azione nemica o per incidenti. Gli Eritrei dichiararono abattimentiabbattimenti di MiG-23 e Mi-35 fino al 14 giugno almeno, poi vi fu un notevole cambiamento.
 
Nel frattempo gli Eritrei tentavano di comprare almeno 4 MiG-29 di rimpiazzo e anche Su-25, sia in Russia che in Georgia e Moldavia. Dopo un'altra tregua, il 4 maggio 2000 i dialoghi di pace vennero dichiarati falliti per ragioni 'tecniche'. Fu allora che gli Etiopi lanciarono un altro attacco, l'ultimo, a Barentu. Vennero usati aerei di tutti i tipi, anche i Su-25 appena arrivati (uno dei quali dichiarato abbattuto il 15 maggio). Un Mi-35 venne abbattuto durante un attacco con 4 bombe da 250 kg, da una postazione ZU-23. La contraerea era in effetti spostata secondo la vecchia tattica di muoverla lungo le usuali rotte degli elicotteri e aerei nemici, cercando di sorprenderli e ottenendo spesso dei successi. I successi degli elicotteri etiopi in questo periodo, anche con il lancio di missili, hanno anche portato a ipotizzare la presenza di due Ka-50, ma pare che si sia trattato di un 'falso allarme'. Il 16 maggio, altra battaglia tra MiG e Sukhoi, anche qui con i secondi vittoriosi; un MiG venne abbattuto e un altro si schiantò all'atterraggio a causa dei danni subiti da un R-27, pare entrambi abbattuti (il primo con uno o due R-73) da un pilota etiope. Il 19 maggio i MIG-23BN colpirono ancora. Questi vecchi combattenti, in effetti i protagonisti del lungo e doloroso conflitto nel Corno d'Africa, stavolta colpirono Sawa, che pure era ben difesa, e nonostante la presenza dei pericolosi SA-6 causarono danni e non subirono perdite, nonostante si pensasse che quell'obiettivo non fosse attaccabile dell'EtAF per le sue forti difese. Il 20 maggio un sito SA-6 venne a sua volta distrutto a Mendefera; ma il 24 gli eritrei dichiararono 4 MiG abbattuti e altri due durante un attacco ad Adi Keyib.