Differenze tra le versioni di "Essenza trascendente della santità/Cose sante"

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Corretto: "un insieme"
m (Corretto: "un insieme")
 
Chiediamoci ora come e quando il rotolo della Torah diventa santo.<br/>
Apparentemente, ciò accade al momento in cui lo [[w:Scriba#Lo scriba ebreo|scriba]] scrive l'ultima lettera dell'ultima parola. Fino a quel punto, il rotolo è come "i Pentateuchi su cui vengono istruiti i bambini. Non ha la santità di rotolo della Torah e non lo si legge in pubblico". Cosa accade quando viene scritta l'ultima lettera? Se Maimonide fosse stato un aderente all'interpretazione ontologica della santità, egli avrebbe sostenuto che, con il completamento dell'ultima lettera, una qualche sopraggiunta proprietà ontologica si assimila a quello che fino a quel momento era soltanto unaun insieme di pelli e inchiostro, e lo rende santo. Sebbene non si posso comprovare testualmente che Maimonide non sostenesse tale posizione, chiunque sia familiare col suo corpus di scritti sicuramente la troverà improbabile. Allora cosa succede quando l'ultima lettera viene scritta correttamente? Con la scrittura di tale lettera, affermiamo qui, la nostra collezione di pelli e inchiostro ottiene lo ''status'' di rotolo della Torah '''''[[w:Casherut|kosher]]'''''. A causa di tale status, agli ebrei viene comandato do trattare il rotolo "con estrema santità e grande rispetto". Così tanto, continua Maimonide, che "è proibito vendere un rotolo della Torah, anche se uno non ha nulla da mangiare, e anche se uno possedesse molti rotoli, e anche per rimpiazzarne uno vecchio con uno nuovo". In generale, continua, "non è mai permesso vendere un rotolo della Torah eccetto per due motivi: per studiare la Torah col ricavato di denaro o per sposare una donna con esso. Ciò a condizione che uno non abbia nient'altro da vendere".<ref>''MT'' "Leggi dei ''Tefillin, Mezuzah'', e del Rotolo della Torah", 10:2.</ref>
 
Non c'è nulla in questo brano che non si trovi nelle fonti di Maimonide, e non c'è nulla in esso che provi conclusivamente se egli considerasse la santità del rotolo della Torah come ontologica o istituzionale. Tuttavia, data l'analisi sulla sua interpretazione della santità delle persone, delle nazioni e dei luoghi fin qui presentata, sembra che l'onere della prova debba spettare a colui che desideri attribuire a Maimonide l'interpretazione che la santità del rotolo della Torah sia in un qualche senso essenzialista e ontologico, non teleologico e istituzionale.