Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Iraq"

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Tutto questo comporta un aumento di spese tali, che per il settore militare gli iracheni spenderanno quest'anno più dell'Iran. Ma la complessa realtà etnica dell'Irak e la scarsa conoscenza dell'inglese (per relazionarsi con gli americani) causano problemi difficili da considerare con i numeri. Gli ufficiali sono per tradizione gli unici che possono dare ordini e prendere decisioni, ma comunque limitate, e i sottufficali sono solo soldati arruolati da più tempo, in antitesi a molti eserciti del mondo; i soldati semplici eseguono solo gli ordini. Inoltre la logistica è afflitta dal fenomeno del commercio clandestino, con lo smercio di materiale di magazzino al mercato nero, mentre i sistemi più sofisticati vengono tralasciati e spesso non hanno più efficienza dopo poco tempo per l'incuria. Infine la disciplina è molto variamente interpretata a seconda dei comandanti, qui invece molto autonomi rispetto ai comandi superiori. Di fatto l'esercito rispetta le etnie e i clan. Inoltre l'Irak è di fatto spezzettato: il Nord è sotto controllo saldo dei Peshmerga kurdi, ora nell'esercito, che garantiscono stabilità, ma al contempo sono un potenziale nemico dei Turchi. Quindi, di fatto, l'unica parte normalizzata dell'Irak è a rischio di collisione con Ankara. Il che è tutto dire, visto che i Turchi abitualmente sconfinano nell'Irak settentrionale per colpire le basi kurde. Il futuro dirà se quest'esercito anti-sommossa è una scelta razionale per lasciare agli Americani la gestione delle questioni più militari, oppure un segnale di debolezza e somalizzazione dell'area. Di fatto solo un capo di grande carisma e potenza può tenere insieme l'Irak curdo, sunnita e sciita, e per ora non pare che il governo abbia modo di dare tale impressione. Nemmeno gli americani. Adesso l'amministrazione Obama ha annunciato il ritiro, possibilmente entro il 2011, dei circa 150.000 soldati, che sono costati fin'ora centiaia di miliardi di dollari affossando anche l'economia americana per effetto indiretto (gli USA hanno speso nel 2008 666 mld di dollari per i militari e le operazioni). Inoltre, attualmente vi sono polemiche enormi sulla spesa fatta per l'Irak. Bremer aveva chiesto già nel 2003 ingenti capitali. Attualmente l'unica cosa per ricostruire l'Irak di cui si ha notizia è la super-ambasciata americana a Baghdad, costata olre 2 mld. Il resto del Paese invece ha infrastrutture in decadenza come il livello di vita delle persone, specie le donne, che oramai sono state emarginate dalla vita pubblica a causa dell'influenza degli islamici e della condizione di vedove che moltissime di loro subiscono. La potenza irachena, una volta valutata la quinta al mondo (molto ottimisticamente), è oramai solo un ricordo.
 
L'Iraq, al marzo 2009, ritorna ancora nell'era del T-72, carro ben noto ai tecnici e ai carristi iracheni. Sarebbe addirittura vicino a essere siglato un ordine per ben 2.000 mezzi, più forse di tutti quelli mai avuti prima. Questi carri sarebbero stati aggiornati dalla Defense Solutions americana, con un costo di ben 3 mln per esemplare, dopo di ché sarebbero stati consegnati con canali FMS. Non è chiaro quale livello di aggiornamento giustichi un tale costo unitario, ma la notizia (PD news) parla anche del via liberolibera all'altro protagonista delle guerre in irak, il carro americano M1. Si autorizza da parte del Pentagono la cessione di 140 carri M1 Abrams aggiornati allo standard A1M, mentre appena luglio scorso erano stati rifiutati. I primi saranno in servizio con l'Irak nel 2010. Saranno pochi rispetto ai T-72, ritornati in servizio fin dal 2005. Ma è lecito chiedersi quale sarà ancora la comunanza dei sistemi dopo l'aggiornamento -presumibilmente esteso- da parte americana. In Irak i carri T-72 modificati saranno noti come T-91 in questa nuova forma. L'Irak spenderà nel 2008 8,5 mld di dollari nel riarmo dei suoi servizi, il terzo livello di spesa dopo l'Arabia Saudita (36 mld di dollari nel 2008, 39 quest'anno, poi 45 mld fino al 2013), e Israele che nonostante sia uno Stato più piccolo della Toscana ha chiesto per il 2009 13 miliardi di dollari, di cui o in aggiunta ai quali? 2,55 mld in Foreign Military Financing, da aumentare poi a 3,1 nel periodo 2012-18; il che consentirà ad Israele di mantenere la superiorità sui vicini, ovviamente con la conseguenza che anche gli interessi degli USA saranno ben rappresentati tramite tali ingentissimi finanziamenti. La spesa irachena sarà mantenuta su questi livelli fino almeno al 2014, per prendersi carico delle proprie esigenze difensive, dopo il ritiro americano (a parte forse qualche base strategica americana nel Paese).
 
Nel frattempo, continua la compera verso gli Hummer, i veicoli che fino a non molto tempo fa erano nelle notizie come vittime di attacchi e protagonisti di combattimenti. Entro Luglio US Army e USAF cederanno ben 8.500 mezzi agli iracheni, previo ricondizionamento al costo di 200 milioni di dollari. Nel frattempo gli Americani continuano gli studi per un Hummer di nuova generazione e nel contempo hanno rimpiazzato molti Hummer con i più protetti M-RAP. Questo dà l'idea di come le cose si evolvano: appena 15 anni fa i 'gipponi' erano considerati costosissimi e troppo pesanti, adesso si pensa a comprare mezzi tipo i Lince, che pesano il doppio.