Differenze tra le versioni di "Guida maimonidea/Forma e contenuto"

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Il ''Libro dell'Agricoltura'' della ''Mishneh Torah'' si conclude con un brano halakhico che sta a cavallo della linea tra il ruolo complementare dell’''aggadah'' ed il suo ruolo critico. Il brano appare nell'ultimo capitolo della "Leggi sull'Anno Sabbatico e l'Anno del Giubileo", che si occupa dello ''status'' della tribù di Levi. Tale tribù non ricevette un apporzionamento di terra in Israele; ricevette invece dei campi nelle città dette di "rifugio" e si affidò ai donativi degli altri Israeliti.<ref name="Haggah"/> Maimonide giustificò lo status particolare dei Leviti come segue: "Perché alla Tribù di Levi non fu concesso il diritto di una parte della Terra d'Israele ed il suo bottino, insieme ai suoi fratelli? Perché essi furono separati dagli altri per adorare il Signore, servirLo ed insegnare le Sue rette vie e i Suoi giusti giudizi ai molti." ("Leggi sull'Anno Sabbatico e l'Anno dei Giubileo", 13:12). Poi prosegue, nella ''halakhah'' finale del libro, a definire tutto ciò che è stato implicato precedentemente nel capitolo:
{{q|Non solo la Tribù di Levi, ma anche ogni singolo individuo di coloro che vongono al mondo, il cui spirito lo spinge e la cui conoscenza gli concede la comprensione di distinguersi per poter stare difrontedi fronte al Signore, servirLo, adorarLo e conoscerLo, che cammina dritto come Dio gli ha comandato, e libera il proprio collo dal giogo delle molte speculazioni che i figli dell'uomo sono soliti perseguire — tale individuo è consacrato al Santo dei Santi, e la sua porzione ed eredità sarà nel Signore per sempre nei secoli dei secoli. Il Signore gli concederà in questo mondo quello che gli basta, lo stesso che ha cancesso ai sacerdoti e ai Leviti. Così disse invero David, la pace sia con lui, ''Il Signore è mia parte di eredità e mio calice; Tu, o Eterno, tieni al sicuro quel che mi è toccato in sorte'' (Salmi 16:5)|"Leggi sull'Anno Sabbatico e l'Anno dei Giubileo", 13:13}}
 
Queste parole non sono semplicemente un'estensione della posizione dei Leviti rispetto agli altri; essi possono essere considerati una contestazione dell'intera idea del diritto ereditario, determinando che una particolare tribù israelita avesse una condizione unica e privilegiata davanti a Dio. La critica dello status tribale e famigliare è reso più potente dall'estensione da parte di Maimonide della sua opposizione estrema, che comprende "ogni singolo individuo di coloro che vongono al mondo; quindi, non soltanto gli Israeliti. Ogni persona allora ha la possibilità di porsi di fronte a Dio ed essere Santo dei Santi. Un cambiamento così profondo di consapevolezza, mediante cui una persona viene liberata dal giogo del mondo e si sposta verso un'esistenza più elevata, non è qualcosa di ereditario; è piuttosto il prodotto della propria completa santificazione e operato esistenziale.<ref name="Haggah"/>
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