Differenze tra le versioni di "Embricazione del trauma in Hemingway/Soggettività e temporalità"

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Poco dubbio sussiste riguardo agli effetti del trauma vissuto dai partecipanti e dai testimoni della PGM. Scene di guerra di trincea popolate da corpi morti e in decomposizione, sguardi ciechi di veterani che marciano fuori dalla battaglia e rovine di edifici bombardati sono così impressi nel tessuto della cultura e servono come immagine collettiva degli effetti del trauma bellico. Narrative come ''[[:en:w:Death of a Hero|Death of a Hero (Morte di un eroe)]]'' di [[w:Richard Aldington|Richard Aldington]] e ''[[w:Niente di nuovo sul fronte occidentale|Im Westen nichts Neues (Niente di nuovo sul fronte occidentale)]]'' di [[w:Erich Maria Remarque|Erich Maria Remarque]] tentano di catturare i paesaggi sconvolti e distrutti – paesaggi mentali, fisici e geografici – della guerra. Queste narrazioni, simili a ''The Sun Also Rises'' di Hemingway, si concentrano sulla rappresentazione soggettiva dei traumi abietti della guerra, privilegiando comunque un tentativo di ordinamento obiettivo dell'esperienza bellica attraverso l'implementazione di elementi tradizionali della narrazione.
 
Le narrazioni scritte dopo la PGM sono divise tra l'impulso tradizionale della repressione e il credo psicoanalitico della ripetizione. David Craig e [[:en:w:Michael Egan (author)|Michael Egan]] suggeriscono che la PGM è meglio descritta dalla frase — la "obliterazione dell'umanità" (12). La "obliterazione dell'umanità" di Craig ed Egan appare come una preoccupazione predominante nella letteratura del tempo. Inoltre, Craig ed Egan osservano che, "la sporcizia, il terrore e le ferite della guerra erano stati altamente glorificati, fin dalla preistoria, da parte dei cronisti e dei bardi, a causa della necessità psico-sociale di reprimere i traumi e mantenere il morale ben temprato" (13). Pertanto, le narrazioni presagiscono una strutturazione del caos della guerra nel tentativo di mantenere e rappresentare l'ordine difrontedi fronte all'esperienza abietta della guerra.
 
In "A Farewell to Arms" (1929), la lordura e il terrore della guerra precedentemente glorificati prima dello sforzo bellico, sono presentati in un modo che richiama l'attenzione sull'impeto culturale della repressione che circonda i periodi di guerra. La narrazione si concentra sulle esperienze e sui ricordi di Fredric Henry. Nel romanzo, Henry è un autista di ambulanza ferito che si innamora della sua infermiera, Catherine Barkley. Ad un certo punto della storia, Henry tenta di fuggire dal campo di battaglia. Durante questa ritirata, Henry riflette sulle informazioni che ha sentito riguardo al nemico. Riflette che "last night on the retreat we heard that there had been many Germans in Italian uniforms mixing with the retreat in the north. I did not believe it. That was one of those things you always heard in the war" (216). Questo passaggio illustra l'impulso di reprimere e di ristrutturare la comprensione della guerra e del trauma. Il passaggio continua con Henry che afferma:
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