Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Luigi Pulci"

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Verso il 1474 il clima della cerchia medicea, dapprima molto influenzato dal suo umore bizzarro e giocoso, si modifica notevolmente per l'importanza assunta dai filosofi platonici dell'Accademia (Ficino, Pico, Landino). Pulci entra in conflitto con questi personaggi e ha un'aspra polemica con Ficino sull'immortalità dell'anima. Si inimica inoltre Matteo Franco (Firenze 1448 – Pisa, 6 settembre 1494), un poeta di corte che gli dedica dei versi violenti. Per questi motivi viene messo ai margini della corte fiorentina.
 
QuestoQueste etraversie, leinsieme alle difficoltà finanziarie che colpiscono i fratelli Luca e Bernardo intorno al 1470, costringono Pulci ad allontanarsi da Firenze (per missioni diplomatiche a Camerino, Foligno e Napoli) e a entrare al servizio del condottiero Roberto di San Severino, che segue in vari viaggi (Milano, Pisa e Venezia). Nel marzo del 1481 è nominato capitano di Val di Lugana, feudo del San Severino. Ammalatosi durante un viaggio, muore a Padova nel 1484 sotto l'accusa di eresia.<ref>''Nota biografica'' in {{cita libro | autore=Luigi Pulci | titolo=Morgante e opere minori | editore=Utet | anno=2004 | città=Torino | curatore=Aulo Greco | volume=vol. 1 }}</ref> È sepolto fuori dal muro che circonda il sagrato della chiesa di San Tommaso apostolo, «vicino ad un pozzo», «senza alcuna sacra cerimonia, come uomo di poca, o niuna religione».<ref>{{cita libro | autore=Giovambattista Rossetti | titolo=Descrizione delle pitture, sculture ed architetture di Padova | città=Padova | anno=1780 | p=273 }}</ref>
 
== Il ''Morgante'' ==
Il ''Morgante'' esce in una prima edizione in 23 cantari l'11 novembre 1478, che però è andata perduta. Rimangono invece copie delle due edizioni successive: una ancora in 23 cantari pubblicata a Firenze tra il 1481 e il 1482, e quella definitiva del 1483, a cui si aggiungono altri 5 cantari, per un totale di 28.<ref>''Nota bibliografica'' in {{cita libro | autore=Luigi Pulci | titolo=Morgante e opere minori | editore=Utet | anno=2004 | città=Torino | curatore=Aulo Greco | volume=vol. 1 }}</ref> I primi 23 cantari sono ispirati al già ricordato ''Orlando'', mentre gli ultimi cinque, che narrano la morte di Orlando a Roncisvalle, riprendono il contenuto di un altro cantare popolare, ''La Spagna in rima''.<ref>{{cita libro | Giuseppe | Petronio | L'attività letteraria in Italia | 1969 | Palumbo | Palermo | p=221}}</ref>
 
{{trama libro|testo=Orlando abbandona Parigi e la corte di Carlo Magno in cerca di avventure nella terra di Pagania. Il re, vecchio eormai rimbambitoanziano, è ormai preda dei raggiri di Gano di Maganza, nemico giurato del paladino. Durante il suo viaggio, Orlando salva un convento di suoremonastero dall'attacco di tre giganti: due vengono uccisi mentre il terzo, Morgante, si converte al cristianesimo e diventa compagno del cavaliere. Seguono varie avventure, durante le quali le loro strade si incrociano con quelle altri cavalieri della corte di Carlo. L'episodio culminante è l'incontro di Orlando e Morgante con il mezzo gigante Margutte, un furfante. Sia Morgante sia Margutte fanno una fine bizzarra: il primo muore per il morso di un piccolo granchio, mentre il secondo soffoca dalle risate alla vista di una scimmia che gli ha rubato gli stivali. Nella parte finale del poema, Orlando muore a Roncisvalle mentre Rinaldo, giunto sul campo di battaglia grazie all'aiuto del diavolo Astarotte, dà man forte all'esercito franco. Il traditore Gano viene infine catturato e sottoposto a suplizio. L'opera si chiude con la morte e l'apoteosi di Carlo. }}
 
=== Lingua e stile ===
I cantari hanno tutti la stessa struttura. Ognuno inizia con un'invocazione, (solitamente alla Vergine,) in cui vengono anticipati gli argomenti, e si chiude con i ringraziamenti al lettore e la promessa di proseguire il racconto il giorno seguente. Lo stile è più orientato alla recitazione che non alla lettura: il poema veniva infatti letto, mano a mano che veniva composto, di fronte alla corte medicea.<ref name="Petronio220">{{cita libro | Giuseppe | Petronio | L'attività letteraria in Italia | 1969 | Palumbo | Palermo | p=220}}</ref>
 
La lingua è molto vivace e incorpora gli elementi più vari, provenienti dal dialetto e dalla parlata popolare. Questo procedimento si inserisce nella comune ricerca, portata avanti dagli umanisti, di sperimentare lingue letterarie composite. Pulci sceglie consapevolmente le soluzioni linguistiche che utilizza, forzandole al di là dei codici previsti dai generi letterari. Questo gusto per la mescolanza verrà utilizzato in seguito anche da [[../Teofilo Folengo|Teofilo Folengo]] e, fuori dall'Italia, da François Rabelais.<ref name="Petronio222" /><ref>{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=L'Umanesimo, il Rinascimento e l'età della Controriforma | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | p=70 }}</ref>