Torah per sempre/Ricostruzioni non-ortodosse: differenze tra le versioni

ortografia
(Corretto: "riguardo alla")
(ortografia)
I pensatori ebrei non-tradizionali dell'ebraismo tedesco del diciannovesimo secolo possono essere definiti "Ebrei Protestanti" e quelli nella prima parte del secolo rispondevano all'ondata di religiosità [[w:Romanticismo|romantica]] che, su ispirazione del filosofo [[w:Friedrich Schleiermacher|Friedrich Schleiermacher]] (1768-1834), aveva reso la religione rispettabile socialmente ancora una volta dopo lo scetticismo illuminista. Per prudenza o convinzione, molti ebrei si erano convertiti al cristianesimo. Quegli intellettuali ebrei che erano rimasti nella "fede dei padri" si sentirono obbligati a difendere l'ebraismo in termini di filosofie correnti; spesso usarono tali filosofie per minare asserzioni specifiche del cristianesimo.
 
[[w:Salomon Steinheim|Salomon Ludwig Steinheim]] fu medico ed erudito poliedrico, ma non rabbino. Studiò teologia alla nuova Università di Berlino nel 1810-11, ma la maggior parte della sua carriera fu dedita alla medicina e alla salute pubblica, iniziando solo nel 1833 le sue pubblicazioni religiose ebraiche. Sebbene una volta fosse stato vicino ai Riformatori, non si identificò né con l'ebraismo ortodosso né con quello riformato.; criticò il primo per i suo cermonialismocerimonialismo ed il secondo per la sua superficialità.
 
La prima di quattro parti del suo ''Die Offenbarung nach dem Lehrbegriff der Synagoge, ein Schibboleth'' ("Rivelazione Secondo la Dottrina Ebraica: Un Criterio")<ref>Selezioni dell'opera sono state tradotte in Haberman, ''Philosopher of Revelation''.</ref> – chiaramente una risposta a Fichte – apparve a Frankfurth am Main nel 1835. Steinheim ammirava Kant, ma sentiva che nel rendere l'idea di Dio dipendente dalla certezza di giudizi etici Kant aveva seriamente sottovalutato lo spirituale. Alle quattro antinomie kantiane aggiunse una quinta, quella tra ragione ed esperienza. La ragione (da lui intesa come giudizio a priori) si trovava costantemente in contrasto con l'esperienza, anche nel reame della scienza. Per esempio, la scienza presumeva che tutto avesse una causa, mentre l'esperienza dimostrava libertà.
1 933

contributi