Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Appendice"

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Alla fine, la persona che cerchiamo sta con la schiena rivolta verso di noi, la faccia verso gli altri della sua propria generazione. Poiché Gesù di Nazareth, come qualsiasi persona, visse intatta e totalmente nell'ambito della sua propria cultura e del suo periodo, inconsapevole di ciò che riservava il futuro. E mentre Gesù ed il suo messaggio si relazionano alle varie forme di cristianesimo che alla fine risultarono dalla sua missione, le loro interpretazioni di Gesù quale Cristo non sono identiche né con le sue personali credenze religiose, né tra di loro. La figura storica di Gesù sta invero al punto d'inizio delle successive interpretazioni cristiane. Per questa ragione, una valutazione accurata del suo reale contesto storico ha importanza per la teologia. Una cattiva storia produrrà una cattiva teologia. Ma la corrispondenza tra il Gesù storico e le successive confessioni di fede cristiane su di lui è indiretta piuttosto che diretta, mitigata piuttosto che immediata.
 
Gli evengelisti stessi dimostrano ampliamente questo punto. Il Gesù "storico" – cioè, Gesù come se lo immaginavano quando era in vita, tra i suoi contemporanei – fu il loro punto centrale. Ma ciascuno di loro lo videro dalla prospettiva del loro proprio tempo e luogo che, sebbene circa venti secoli più vicino del nostro, inevitabilmente influenzò la loro interpretazione. Attraverso le loro varie prospettive gli evangelisti "aggiornarono" Gesù, collocandolo nei loro propri contesti storici e religiosi — post-Tempio, anti-Farisei, mescolanza ebrea-gentile. Marco aggiustò e quindi interpretò tradizioni anteriori. Matteo redasse e accrebbe Marco. Stessa cosa fece Luca, sebbene differentemente. Giovanni è eccezionalmente differente da questi tre. Se consideriamo la gamma dei successivi Vangeli non canonici – il [[Vangelo di Tommaso]]; il Vengelo[http://www.intratext.com/IXT/ITA0458/_INDEX.HTM Vangelo di Pietro], il [[w:Vangelo greco degli Egiziani|Vangelo degli Egiziani]], ae ancora[[w:Vangeli apocrifi|altri ancora]] – queste differenze di interpretazione si moltiplicano solamente. Sebbene ciascun Vangelo riporti storie e insegnamenti che sono chiaramente variazioni su un tema comune, cionondimeno ciascun evangelista in un certo senso crea e presenta il suo Gesù personale, uno che serve a stabilire e quindi a legittimare le credenze e le pratiche della successiva comunità propria dell'evangelista.
 
 
 
 
Il compito della presente ricerca del Gesù storico è fondamentalmente diversa, ed i suoi punti di principio la distinguono da una teologia sia antica che moderna. Una costruzione teologica di Gesù può certamente cercar di relazionare questa figura fondamentale a interessi e usanze della moderna comunità di credenti. Ne risulteranno tante differenti interpretazioni teologiche quante sono le chiese in esistenza — romana, greco-ortodossa, pentecostale, battista, presbiteriana, e via dicendo. Lo scopo di tale impresa è di trovare ciò che Gesù ''significa'' per coloro che si riuniscono in suo nome, nell'ambito di quella data chiesa. Ma una costruzione storica di Gesù ricerca ciò che Gesù ''significò'' per coloro che lo seguirono durante le proprie vite e la sua. In linea di principio funziona nella direzione opposta, senza tirare Gesù dentro un contesto moderno, ma mettendolo, il più coerentemente possibile, nel suo.
 
Tale sforzo deve rispettare la distanza tra ora e allora, tra i suoi inretessi ed impegni ed i nostri. Il Gesù Nazareno storico non fu mai né mai potrà essere nostro contemporaneo. Rivestirlo di abiti presi in prestito da programmi correnti e nel contempo affermare che tali programmi furono in effetti i suoi, distorce solo e oscura chi egli fu veramente.
 
Se i credenti moderni cercano un Gesù che sia moralmente intelligibile e religiosamente pertinente, allora è loro compito ''re''interpretare di necessità creativamente e responsabilmente. Un tale progetto non è storico bensì teologico (generando un significato moderno/contemporaneo per una data comunità religiosa). Ne risulteranno inevitabilmente molteplici e conflittuali affermazioni teologiche, tante quante le varie e differenti comunità che le producono. Tuttavia, questa reinterpretazione teologica non deve essere scambiata né presentata come una descrizione storica.
 
Per considerare Gesù storicamente richiede liberarlo dal servire interessi moderni o identità confessionali. Significa rispettare la sua integrità come persona reale, quale soggetto di convinzioni appassionate e conseguenze inaspettate, sorpreso dalle svolte degli eventi e ignaro del futuro quanto ogni altro. Significa permettergli l'irriducibile ''alterità'' della propria antichità, la stranezza che [[w:Albert Schweitzer|Albert Schweitzer]] rappresenta nella sua poetica descrizione di chiusura: "Viene a noi come Uno sconosciuto, senza nome, come un tempo, in riva al lago". È proprio quando rinunciamo alla familiarità falsa profferta dagli angeli oscuri della Rilevanza e dell'Anacronismo che vediamo Gesù, i suoi contemporanei, e forse anche noi stessi, più chiaramente nella nostra comune umanità.
{{Vedi anche|Biografie cristologiche|Interpretare Gesù in contesto|Noli me tangere}}
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[[Categoria:Missione a Israele|Appendice]]
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