Utente:Giuli2797/Cromatografia/Cromatografia con fluido supercritico: differenze tra le versioni

bibliografia
(note)
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È una tecnica che si presta bene ad essere accoppiata ad ogni tipo di rivelatore e lo spettrometro di massa non fa eccezione, in questo caso saranno necessarie delle accortezze per realizzare un'interfaccia opportuna. L'accoppiamento viene realizzato attraverso l'ausilio di un tubicino di acciaio inossidabile di 125-250 μm che andrà ad aumentare il volume morto causando un lieve slargamento dei picchi, ma provocherà un effetto particolarmente favorevole: il calo di pressione provocherà la vaporizzazione di una buona parte della fase mobile e di conseguenza il flusso in arrivo al rivelatore sarà molto minore (il che è estremamente positivo dal momento che uno dei problemi principali legato all'utilizzo dello spettrometro di massa è proprio dato dal fato che è in grado di tollerare solo portate ridotte di flussi in entrata).<br>
Il più grande limite di questa tecnica è dato dalle condizioni di temperatura e pressione richiesti per mantenere la fase mobile in condizione di fluido supercritico: richiede infatti una strumentazione molto costosa aggiungendo un buon numero di fattori da controllare ed ottimizzare.
 
==Bibliografia==
Chromatography, Concepts and Contrasts, James M.Miller, John Wiley & Sons, 2005 <br>
Supercritical Fluid Chromatography, Terry A. Berger, Agilent Technologies, 2015 <br>
Fondamenti di Chimica Analitica di Skoog e West - III edizione, EdiSES S.r.l., 2015 <br>
Supercritical Fluid Chromatography: advances and applications in pharmaceutical analysis, Gregory K. Webster, Pan Standford Publishing, 2014
 
==Note==
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