Utente:Giuli2797/Cromatografia/Gascromatografia: differenze tra le versioni

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In alternativa al filamento metallico può essere usato un termistore ovvero un resistore la cui resistenza varia significativamente al variare della temperatura. Il più grande vantaggio che questi hanno rispetto ai resistori è che sono inerti in condizioni di ossidazione e sono di dimensioni molto ridotte. Per contro però non possono essere impiegati in condizioni riducenti e presentano una serie di altri svantaggi che costituiscono un limite importante alla loro applicabilità. Primo aspetto da considerare è che impiegando i termistori la rivelabilità degli analiti diminuisce velocemente all’aumentare della temperatura, per questo motivo vengono utilizzati solo in analisi a bassa temperatura e con colonne capillari<ref> Barry pag. 295 </ref> in quanto consentono di lavorare con volumi molto ridotti il che, però, costituisce un problema importante perché, come si vedrà in seguito, tale tipo di detector non è particolarmente sensibile se confrontato con gli altri esistenti. <br>
In generale per quanto riguarda il rivelatore TCD sia esso a termistore o a resistore, il segnale ottenuto è proporzionale alla concentrazione degli analiti. Si tratta tuttavia di un rivelatore non specifico in quanto risponde ad ogni tipo di composto e universale, questo perché ogni composto modifica la conducibilità termica del flusso di gas in modo differente: per questo motivo è necessaria una standardizzazione. Viene infatti spesso aggiunto uno standard interno che arreca importanti vantaggi all'analisi: innanzitutto in questo modo le temperature della cella e del filamento sono rese indipendenti le une dalle altre inoltre il risultato fornito è reso indipendente dal tipo di rivelatore (se a filamento o a termistore), dalla corrente misurata, dalla concentrazione del campione e dal flusso del gas carrier. Come si è già accennato in precedenza anche la sensibilità è molto ridotta, una delle peggiori se confrontata con quella degli altri rivelatori: tollera infatti un rumore fino a 2 μV, ha una rivelabilità compresa tra 10^6 e 10^8 g/mL nel gas carrier NOTA e il LOD è nell'intorno dei 10 ppm, in compenso il LOL è piuttosto ampio in quanto nell’ordine di 10<sup>4</sup>. <ref>Sadek pag. 5</ref> <br>
Per minimizzare le fluttuazioni termiche il rivelatore viene posizionato all'interno di un blocco metallico dotato di grande inerzia termica che viene mantenuto ad una temperatura di circa 50°C maggiore di quella della colonna: è infatti molto importante controllare la temperatura in quanto si possono registrare variazioni di resistenza significative al variare della temperatura. La variazione della resistenza del filamento varia con la temperatura con la seguente relazione: <br>
<math> R_1 = R_0[1+0,004\alpha(T_1-T_0)] </math> <ref>https://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_elettrica</ref> <br>
con &alpha; coefficiente termico che dipende dal materiale <br>
Si possono trovare strumenti a singolo o a doppio canale. Nel primo caso è necessario avere un sistema di correzione per le variazioni di temperatura, nel secondo invece si confrontano i due filamenti di cui uno esposto ad un flusso di una colonna di un bianco e l'altro al flusso uscente dalla colonna di analisi. Il secondo caso è ovviamente il preferibile in quanto consente di compensare non solo le variazioni di temperatura del forno ma anche il fenomeno di bleeding. <br> [[File:Flame Ionization Detector.svg|thumb|right|125px|Rivelatore a ionizzazione di fiamma]]
 
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