Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Paolo e Gesù"

testo e completamento
(testo e completamento)
Infine, Erode Antipa arrestò Giovanni, lo fece portare in una prigione isolata e lo fece decapitare lì — un'esecuzione relativamente sommessa e ordinata, che attesta nuovamente la mancanza di grandi assembramenti di seguaci. I profeti dei segni ed i loro seguaci, in constrasto, erano gli obiettivi di decisive azioni militari romane, e molti perirono insieme ai loro capi. Da questi ultimi casi possiamo quindi dedurre che, se tali profeti ammassavano folle, coloro che stavano al potere reagivano in maniera più forte e distruttiva. Tuttavia il timore di sedizioni, stimolate dalla popolarità dei relativi leader – come nel caso di Giovanni – sembra comune nella reazione sia di Roma che di Antipa. Un seguito popolare non sarebbe mai risultato gradito ad una qualsiasi autorità al potere.
 
Abbiamo cominciato il nostro sforzo per capire il perché Paolo chiamasse Gesù il Messia figlio di Davide, esaminando i significati del termine nel periodo tra i Maccabei e la Mishnah, da circa il 200 p.e.v. al 200 e.v. Le confusioni culturali e politiche del periodo ellenico stimolarono una quantità di varie concezioni del ruolo;: abbiamo visto che "messia" poteva essere immaginato come puro sacerdote, come profeta escatologico finale, e forse, come figura redentrice non-umana celeste. Ma il significato più diffuso del termine risaliva alla sua fonte biblica: il Messia era il Figlio di Davide, guerriero escatologico, principe di pace.
 
Paolo stesso indica le sue ragioni per attribuire questo titolo a Gesù solo nella sua lettera ai Romani. In tale contesto, paolo sembra nominare i Gentili che si convertono attraverso Cristo ad adorare il Dio di Israele quale evento escatologico che conferma la condizione di Gesù come Messia (davidico). Da qui la sua chiusura di questa lettera con la citazione da Isaia: "Spunterà il rampollo di Iesse, colui che sorgerà a giudicare le nazioni:
in lui le nazioni spereranno" ({{passo biblico2|Isaia|11:10}}; {{passo biblico2|Romani|15:12}}). Ma la missione ai Gentili fu un fenomeno post-Risurrezione. I suoi successi eventuali non possono comprovare la proclamazione originale di Gesù come Cristo da parte degli apostoli, né l'accettazione iniziale della loro affermazione da parte di Paolo nel 33. E secondo l'evidenza della sola crocifissione di Gesù possiamo dedurre che, perlomeno poco prima della sua morte, Gesù o si attribuì tale titolo da sé o altri glielo attribuirono, e in un modo abbastanza pubblico da far coinvolgere Roma. La stessa testimonianza dei Vangeli, tuttavia, non fornisce una chiara visione di questi eventi, in parte perché le loro narrazioni sono così teologicamente cariche di specifiche revisioni cristiane del termine ''christos'', assegnandolo a vari particolari, fittizi o reali, della vita di Gesù.
 
Tre domande hanno aperto questo ciclo di indagine: quali erano i vari significati del termine "messia" in questo periodo? Quando venne usato tale termine per Gesù? Perché? Abbiamo esaminato le fonti neotestamentarie in merito alle loro ragioni per questa identificazione e quindi abbiamo un senso del perché e del come questi cristiani tra (circa) il 50 e il 100 pensarono che Gesù fosse il Cristo.
 
Tuttavia dobbiamo risalire nel tempo al periodo stesso della vita e missione di Gesù. Ciò significa lasciarsi Paolo alle spalle come nostra guida e immetterci nel territorio storico di Gesù stesso: Giudea e Galilea agli inizi del primo secolo. "Cristo" venne attribuito a Gesù ad un certo punto durante la sua missione. Rimangono quindi le nostre due domande: Quando? Perché?
 
== Note ==
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