Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Paolo e Gesù"

(testo)
 
Flavio Giuseppe racconta la storia in maniera diversa. Narrando la sconfitta di Antipa nel 39 e.v. per mano del suo vicino orientale e già suocero, il re [[w:Nabatei|nabateo]] [[w:Areta IV|Areta]], Flavio Giuseppe fa un salto indietro all'anno 28 circa, a Giovanni:
[[File:William Dobson - The Executioner with the Head of John the Baptist - Google Art Project.jpg|200px300px|right|thumb|''Decapitazione di Giovanni il Battista'', olio di [[w:William Dobson|William Dobson]], (1640)]]
{{q|Per alcuni ebrei, la distruzione dell'esercito di Erode [nel 39] sembrava una vendetta divina, e certamente una vendetta giusta, per il suo trattamento di Giovanni, soprannominato il Battista. Poiché ''Erode lo aveva condannato a morte'', sebbene fosse un bravo uomo, e avesse esortato gli ebrei a condurre vite rette, di praticare la giustizia verso i propri simili e devozione verso Dio, e quindi di unirsi nel battesimo [cioè, immersione]. Secondo lui questa era cosa preliminare necessaria per essere ben accetti a Dio... quale consacrazione del corpo, implicando che l'anima fosse già stata purificata con la giusta condotta. Quando anche ''altri si unirono alle folle intorno a lui, poiché erano molto eccitate dalle sue parole, Erode se ne allarmò''. Un'eloquenza che aveva un così grande effetto sulla gente ''avrebbe potuto condurre ad una qualche forma di sedizione'', poiché sembrava che [lela gente] potesse essere guidata da Giovanni in qualsiasi cosa facessero. Erode decise che sarebbe stato molto meglio fare la prima mossa ed eliminarlo prima che il suo operare conducesse ad una rivolta... Giovanni fu portato in catene alla fortezza di Machaeras...ed ivi giustiziato. Ma gli ebrei furono dell'opinione che l'esercito fu distrutto per vendicare Giovanni, poiché Dio desiderò infliggere danno ad Erode.|Flavio Giuseppe, ''AJ'' 18.116-19}}
Certe differenze distinguono il caso di Giovanni il Battista da altre figure profetiche in Giudea. Un'importante differenza è la loro collocazione. Gerusalemme ed il deserto giudeo, dove i profeti radunavano i loro seguaci, erano sotto la diretta giurisdizione romana. Giovanni operava e vagava "nel deserto" roccioso vicino al fiume Giordano prima che si butti nel Mar Morto. Egli immergeva le persone che venivano da lui in entrambe le sponde del fiume, la sponda occidentale in Giudea, la sponda orientale nella regione di perea, parte del territorio dell'ebreo Antipa. Gli altri profeti promettevano di dare "segni" – potenti opere prodotte divinamente – mentre Giovanni sembra essersi limitato ad esortare ad una riforma morale e purificazione corporea, missione profetica di tipo differente.
 
 
Abbiamo cominciato il nostro sforzo per capire il perché Paolo chiamasse Gesù il Messia figlio di Davide, esaminando i significati del termine nel periodo tra i Maccabei e la Mishnah, da circa il 200 p.e.v. al 200 e.v. Le confusioni culturali e politiche del periodo ellenico stimolarono una quantità di varie concezioni del ruolo;
 
 
 
 
== Note ==
8 553

contributi