Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Paolo e Gesù"

testo
(testo)
(testo)
Ebrei di nascita dovevano contrattare esenzioni dai culti della cultura maggioritaria, e tali esenzioni erano riportate per iscritto nelle leggi delle città in cui vivevano. Il loro esclusivismo religioso irritava alcuni scrittori pagani, che lo consideravano "ateista", termine derogatorio che descriveva il rifiuto di adorare gli dei. Commentando con risentimento sull'"ateismo" ebraico, questi scrittori rimproveravano particolarmente quegli (ex-)Gentili che si erano convertiti all'ebraismo: tali conversioni sembravano una forma di sedizione, una slealtà di rango e un tradimento del proprio popolo, nazione, antenati, e dei.
 
Questo risentimento evidenzia la stranezza dell'idea di conversione nell'antichità. Quella che noi oggi consideriamo "religione" aveva un chiaro nesso genealogico: la gente adorava gli dei per loro nativi, della propria famiglia/paese. Sottoporsi ad un rito che trasformava un pagano in ebreo non aveva alcun senso per gli antichi pagani; sarebbe come stato oggigiorno sottoporsi ad un rituale per cui una persona si trasformasse dall'essere, diciamo, in effetti culturalmente italiana in una in effetti culturalmente australiana. Una persona moderna oggi si può certamente convertire dal cattolicesimo al protestantesimo ma rimanere italiana; oppure può cambiare legalmente la propria cittadinanza, passando da un passaporto italiano ad uno australiano, ma rimanere cattolica. La nostra distinzione tra nazionalità legale e culturale, o ''status'' religioso e culturale, non è precipua dell'antichità. "Diventare" un ebreo significava diventare parte di un altro popolo o nazione, in un certo senso annullare il proprio passato.
 
Senza conversione, però, queste comunità sinagogali della Diaspora non richiedevano un tale cambiamento di fedeltà religiosa, né si aspettavano avvenisse: i Gentili simpatizzanti potevano rimanere pagani e spesso lo facevano. Inoltre, gli stessi ebrei diasporici non sembra svolgessero missioni proselitizzanti presso i Gentili: dato il contesto sociale religioso dell'antica città, ed il risentimento pagano verso l'esclusività cultica ebraica, una tale missione, se fosse stata concepita, avrebbe potuto benissimo mettere in pericolo il benessere della propria comunità, in minoranza in qualsiasi città si trovasse.
 
Si consideri quindi, in tale contesto, ciò che Paolo dice ai suoi Gentili. Li esorta ad adorare ''solo'' il Dio di Israele.
 
 
<div style="height: 200px; overflow: auto; padding: 3px; border:1px solid #AAAAAA; reflist4" ><references/></div>
 
{{Avanzamento|75%|2022 dicembre 2020}}
[[Categoria:Missione a Israele|Paolo e Gesù]]
8 553

contributi