Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Paolo e Gesù"

testo
(testo)
(testo)
{{q|Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e ''io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio''. Se farà il male, lo castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli d'uomo, ma ''non ritirerò da lui il mio favore'', come l'ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e ''il tuo trono sarà reso stabile per sempre''.|{{passo biblico2|2Samuele|7:11-17}}}}
Ma fu proprio quando il potere reale fu tolto ai re della stirpe di Davide, quando la dimora di Dio fu distrutta e il popolo di Israele cacciato dalla terra, che questa promessa fu riaffermata in oracoli profetici. A seguito della caduta del Nord sotto l'Assiria (722 p.e.v.) e la cattura di Gerusalemme e l'esilio a Babilonia sutto Nabuccodonosor (586 p.e.v.), Isaia, Geremia ed Ezechiele confermano la speranza di un regno futuro idealizzato. Pertanto {{passo biblico2|Isaia|11}} anticipa "un germoglio spunterà dal tronco di Iesse", il padre di Davide. Tale "germoglio" è un futuro monarca il cui regno sarà contrassegnato da giustizia e pace (estendendosi anche al regno animale, vv. 6-8), quando "la conoscenza del Signore riempirà la terra" e raccoglierà gli espulsi di Israele; anche i Gentili cercheranno il re messianico ({{passo biblico|Isaia|11:1-15}}).
 
"Ecco, verranno giorni – dice il Signore – nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra", così profetizza Geremia ({{passo biblico|Geremia|23:5}}). Amplificando questa promessa in seguito nel suo libro, Geremia continua: "Così dice il Signore: Davide non sarà mai privo di un discendente che sieda sul trono della casa di Israele"; poi continua e paragona la certezza di questa promessa con la certezza del Creato stesso: "Come non si può contare la milizia del cielo né numerare la sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di Davide, mio servo" ({{passo biblico|Geremia|33:17-22}}).
 
A Ezechiele Dio promette che susciterà "per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio" ({{passo biblico2|Ezechiele|34:23}}). Osservando le Ossa Secche ("Figlio dell'Uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele", {{passo biblico|Ezechiele|37:11}}), il profeta riceve da Dio la promessa di risurrezione e restaurazione: "Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele" ({{passo biblico|Ezechiele|37:12}}). Inoltre, a quel punto, Dio metterà "su di loro il mio servo Davide e non vi sarà che un unico pastore per tutti", loro re. (v. 24). Israele poi dimorerà nella terra per sempre, e sempre sotto un re davidico. Dio ripristinerà il santuario, il Tempio, e stabilirà una duratura alleanza di pace col Suo popolo. E col ripristino del Suo santuario anche i Gentili riconosceranno "che Io, il Signore, santifico Israele" (vv. 25-28).
 
Queste promesse profetiche furono annunciate proprio nel mezzo di una brutale disconferma dell'alleanza: sconfitta, distruzione, esilio. L'invocazione dei profeti del re davidico ultimo servì per affermare l'impegno generale e continuo di Dio verso Israele e verso le sue promesse di alleanza. Israele ''era'' in rovina, ma tale rovina era solo temporanea: Dio lo avrebbe redento.
 
E, in effetti, l'Esilio finì. Negli ultimi decenni del sesto secolo p.e.v. (ca. 538-510), con la loro sconfitta di Babilonia, i Persiani permisero agli esiliati di ritornare in Giudea e ricostruire la loro città e il loro Tempio. Ma i giorni della monarchia nativa erano finiti. Sotto i Persiani, la guida degli ebrei venne trasferita ai sommi sacerdoti, che governarono da Gerusalemme mentre servivano da intermediari tra il loro popolo e l'impero. Questo capo sacerdotale era (o si considerava fosse) uno [[w:Sadoc|Zadokita]], cioè un discendente dell'antico casato di Zadok, la cui prominenza storica si intrecciava con quella della monarchia davidica: lo Zadok biblico aveva sostenuto Salomone quale erede di Davide e lo aveva unto re ({{passo biblico2|1Re|1:28-45}}). Molto dopo che la potenza persiana era svanita, questa forma di governa continuava a persistere. Dopo che Alessandro Magno conquistò la Persia, i sommi sacerdoti di Gerusalemme mediarono in vari modi tra i Tolomei greci d'Egitto e i Seleucidi greci di Siria, e quindi la situazione continuò così fino allo scoppio della rivolta dei [[w:Maccabei|Maccabei]] (167 p.e.v.).
 
La guerra civile culturale che portò alla rivolta espresse una divisione all'interno della famiglia zadokita stessa. Nel 175 p.e.v., [[w:Giasone (Bibbia)|Giasone]], fratello del sommo sacerdote corrente, comprò per sé la carica corrompendo il sovrano seleucida [[w:Antioco IV|Antioco]], a cui chiese il permesso di trasformare Gerusalemme in una città ellenistica (da cui il ''gymnasium'' citato in {{passo biblico2|1Maccabei|1:14}}, cfr. {{passo biblico2|2Maccabei|4:7-22}} su Giasone). Vari zadokiti dividevano le loro lealtà politiche tra i Tolomei e i Seleucidi sempre in lotta tra loro; ma la maggioranza sosteneva, in un modo o nell'altro, l'ellenizzazione culturale e religiosa della vita ebraica. La famiglia sacerdotale degli [[w:Asmonei|Asmonei]], che si mise a capo della rivolta, alla fine guidò alla vittoria le forze che si opponevano ad una ellenizzazione radicale. In riconoscimento del loro potere e autorità in Giudea, i monarchi seleucidi da allora nominarono uno di loro alla carica di sommo sacerdote. In seguito (negli anni 140 e 130), man mano che crebbe l'autonomia politica, il sommo sacerdote asmoneo assunse il ruolo e persino il titolo di "re".
 
Gli ebrei dovevano adorare dei stranieri insieme al loro proprio? E ignorare le leggi bibliche su cibo, sacrifici, Shabbat? Cessare la circoncisione, o nasconderne i segni ({{passo biblico2|1Maccabei|1:14,43-49}})? Il successo della rivolta rispose a tutte queste domande con un secco "No". L'estrema ellenizzazione venne scartata e la Legge di Mosè, nelle sue varie interpretazioni, sarebbe diventata la legge della Terra di Israele.
 
 
 
 
=== "Cristo" secondo Paolo ===
 
 
 
8 553

contributi