Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Paolo e Gesù"

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Nonostante li loro difetti e la loro confusione, questi Gentili, sosteneva Paolo, erano stati ricolmi dello spirito di Dio. Ispirati, erano quindi parimenti potenziati:
{{q|Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro ''il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli'' [letteralmente, "opere di potenzepotenza"]; a un altro il dono della ''profezia''; a un altro il dono di ''distinguere gli spiriti''; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.|{{passo biblico2|1Corinzi|12:4-11}}}}
Lo spirito era giunto a questi Gentili tramite il battesimo, diceva Paolo, incorporandoli quindi nel "corpo di Cristo" di cui erano i membri individuali: "Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra" ({{passo biblico2|1Corinzi|12:13-14}}). Ed è questo spirito, da Dio, tramite Cristo, che permette loro di operare tali atti carismatici.
 
Anche Flavio Giuseppe e testi rabbinici successivi parlano di taumaturghi. Alcuni, come [[w:Honi Hameaggel|Honi Hameaggel]] ("il tracciatore di cerchi", "Onias" in Flavio Giuseppe) e suo nipote Hanan avevano reputazione di far piovere, e quindi comandavano alla natura. Un certo Eleazar (citato da Flavio Giuseppe, che ne dà un resoconto da testimone oculare) cacciava i demoni da coloro che ne erano posseduti, mentre [[w:Hanina Ben Dosa|Hanina ben Dosa]] produceva guarigioni a distanza.<ref>Da notare che fonti rabbiniche susseguenti associarono alcuni di questi personaggi specificamente con la Galilea.</ref> Riferimenti a tale attività si riscontrano anche nella letteratura essena. Nella loro versione di Genesi, la ''Genesis Apocryphon'', Abramo scaccia uno spirito maligno, responsabile di malattie, dal Faraone e dai suoi uomini. La ''Preghiera di [[w:Nabonide|Nabonide]]'', un frammento dei Manoscritti del Mar Morto, connette peccato e malattia, salute e perdono dei peccati, quando Re Nabonide narra come egli fosse "afflitto da un'ulcera malefica per sette anni... e un ''gazer'' [esorcista?] perdonò i miei peccati. Era un ebreo." Inoltre, in ''[[w:Guerra giudaica (Flavio Giuseppe)|Guerra giudaica]]'' e in ''[[w:Antichità giudaiche|Antichità giudaiche]]'', Flavio Giuseppe parla di capi carismatici che attraevano seguaci promettendo l'esecuizione di grandi prodigi: un certo [[w:Teuda|Teuda]] promise di separare le acque del fiume Giordano; un altro ebreo, dell'Egitto, promise di far cadere le mura di Gerusalemme con un suo comando; altri annunciavano la produzione di meraviglie nel deserto. Il mio punto non è di dire se questi uomini fecero o non fecero tali miracoli, ma piuttosto – come attesta il gran numero di loro seguaci – che i loro contemporanei chiaramente pensavano che li potessero fare. Infine, Flavio Giuseppe fa riferimento a Gesù di Nazareth come tale taumaturgo: egli fu un "saggio", dice Flavio Giuseppe, che produsse "fatti sorprendenti" (''AJ'' 18.63).
 
Esamino queste fonti per due ragioni. La prima è per dimostrare che le persone in antichità, a differenza di gran parte della gente oggigiorno, evidentemente non avevano difficoltà a percepire certi eventi come miracolosi, o ad attribuire quelli che noi reputiamo poteri soprannaturali ad esseri umani. Sebbene miracoli e guarigioni non fossero eventi comuni (se lo fossero stati, non sarebbero citati come dimostrazioni di potenza), erano abbastanza comuni tanto che la semplice abilità di produrre tali eventi non veniva considerata come conferma dell'autorità del taumaturgo. La seconda ragione rafforza la prima, e la collega specificamente a Gesù: la sua abilità di far miracoli poteva migliorare il suo ''status'' ma non poteva da sola stabilirla saldamenteconsolidarlo.
 
 
 
Saltando dalla testimonianza di Paolo delle azioni carismatiche eseguite dai suoi Gentili-in-Cristo a quelle tradizioni su Gesù stesso, notiamo che Gesù come esorcista, guaritore (finanche al punto di risuscitare i morti) e taumaturgo è uno degli aspetti che nei Vangeli è presentato in maniera più potente, più onnipresente e più numerosa. Tutti gli strati di questo materiale – Marco, Giovanni, tradizioni-''M'', tradizioni-''L'', e ''Q'' – lo affermano. Questo tipo di attestazione multipla indipendente supporta argomentazioni in merito all'antichità di una data tradizione, implicando che la sua fonte deve trovarsi prima delle sue multiple espressioni successive, forse nella missione di Gesù stesso. Tale ragionamento stabilisce solo che le tradizioni su Gesù che fa miracoli sono precedenti: non possono quindi rispondere alla domanda – preoccupazione moderna, di certo non antica – se egli in verità questi miracoli li fece.
 
E allora, Gesù di Nazareth fece miracoli? Qui io, come storico, devo soppesare la testimonianza della tradizione contro ciò che penso sia possibile in linea di principio. Non credo che Dio di tanto in tanto sospenda l'operato di quella che [[w:David Hume|Hume]] chiamava "legge naturale". Ciò che Gesù potrebbe forse aver fatto, in altre parole, deve essere conforme a ciò che penso sia possibile in ogni caso.<ref>Coloro che non hanno problemi ad accettare questi resoconti di miracoli come descrizioni fattuali e attendibili, possono saltare i prossimi due paragrafi del testo. Ma dovrebbero comunque ricordarsi che Gesù, secondo l'evidenza, non fu affatto unico nell'eseguire tali atti.</ref> Pertanto, rispondendo alla mia stessa domanda,: sì, io penso che Gesù probabilmente fece tali atti che i suoi contemporanei reputarono essere miracoli. Quelli che ho meno difficoltà ad immaginarmi che fece si conformano a quelli citati anche da Paolo: guarigioni ed esorcismi. Anche la cultura moderna ha familiarità con cure carismatiche eseguite per suggestione. Le nostre spiegazioni differiscono da quelle date da fonti antiche – dove noi usiamo il linguaggio dell'infermità psicosomatica e della suggestione, gli antichi parlavano invece di demoni e poteri speciali – ma il fenomeno osservato sembra identico.
 
 
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