Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Paolo e Gesù"

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Quando poi ci rivolgiamo ad una più vasta gamma di testimonianze – varie tradizioni pagane; altri scritti ebraici – di nuovo troviamo riscontri di miracoli e taumaturghi, guaritori ed esorcisti. Gli antichi si "incubavano" – cioè, dormivano presso un sito di culto – onde poter ricevere visioni o favori da un dio. Abbiamo prove di tale pratica dal culto di [[w:Asclepio|Esculapio]], il dio della medicina. I suoi devoti, quando ricevevano guarigioni, lasciavano una testimonianza dei suoi miracoli nelle iscrizioni intorno al suo santuario. Pertanto anche al santone pagano [[w:Apollonio di Tiana|Apollonio di Tiana]] vennero attribuiti numerosi miracoli: guarigioni spettacolari, esorcismi, una volta persino la resuscitazione di un morto. E nei [[w:Papiri magici greci|Papiri magici greci]] – libri per professionisti consultati per cure e svariati tipi di assistenza (in amore o nelle scommesse alle corse, per esempio) – possiamo leggere ricette per evocare aiuti demoniaci a raggiungere alcuni di questi fini. Se tali pratiche non fossero state considerate efficaci, se i miracoli e le meraviglie si pensava non avvenissero, allora non avremmo così tante testimonianze che invece avvennero.
 
Anche la tradizione biblica ed extra-biblica, da parte ebraica, parla di preghiere potenti, cure miracolose, segni e meraviglie. La Scrittura riporta le imprese del profeta [[w:Elia|Elia]] e del suo protégé, [[w:Eliseo (profeta)|Eliseo]]: Elia, per esempio, fece risuscitare dai morti il figlio di una vedova ({{passo biblico2|1Re|17:17-24}}). Anche Eliseo risuscitò un bambino dai morti ({{passo biblico2|2Re|4:18-37}}) e curò dalla lebbra il generale straniero Naaman, per autorità specifica di profeta: "Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele" ({{passo biblico2|2Re|5:1-27}}). Inoltre, benedì la giara d'olio di una vedova, cosicché "ne riempirono molti vasi" ({{passo biblico2|2Re|4:1-7}}), e in seguito nutrì cento uomini con soli pochi pani: "essi mangiarono, e ne avanzò" ({{passo biblico2|2Re|4:42-44}}). Tali atti miracolosi riecheggiano nelle storie evangeliche di Gesù.
 
Anche Flavio Giuseppe e testi rabbinici successivi parlano di taumaturghi. Alcuni, come [[w:Honi Hameaggel|Honi Hameaggel]] ("il tracciatore di cerchi", "Onias" in Flavio Giuseppe) e suo nipote Hanan avevano reputazione di far piovere, e quindi comandavano alla natura. Un certo Eleazar (citato da Flavio Giuseppe, che ne dà un resoconto da testimone oculare) cacciava i demoni da coloro che ne erano posseduti, mentre [[w:Hanina Ben Dosa|Hanina ben Dosa]] produceva guarigioni a distanza.<ref>Da notare che fonti rabbiniche susseguenti associarono alcuni di questi personaggi specificamente con la Galilea.</ref> Riferimenti a tale attività si riscontrano anche nella letteratura essena. Nella loro versione di Genesi, la ''Genesis Apocryphon'', Abramo scaccia uno spirito maligno, responsabile di malattie, dal Faraone e dai suoi uomini. La ''Preghiera di [[w:Nabonide|Nabonide]]'', un frammento dei Manoscritti del Mar Morto, connette peccato e malattia, salute e perdono dei peccati, quando Re Nabonide narra come egli fosse "afflitto da un'ulcera malefica per sette anni... e un ''gazer'' [esorcista?] perdonò i miei peccati. Era un ebreo." Inoltre, in ''[[w:Guerra giudaica (Flavio Giuseppe)|Guerra giudaica]]'' e in ''[[w:Antichità giudaiche|Antichità giudaiche]]'', Flavio Giuseppe parla di capi carismatici che attraevano seguaci promettendo l'esecuizione di grandi prodigi: un certo [[w:Teuda|Teuda]] promise di separare le acque del fiume Giordano; un altro ebreo, dell'Egitto, promise di far cadere le mura di Gerusalemme con un suo comando; altri annunciavano la produzione di meraviglie nel deserto. Il mio punto non è di dire se questi uomini fecero o non fecero tali miracoli, ma piuttosto – come attesta il gran numero di loro seguaci – che i loro contemporanei chiaramente pensavano che li potessero fare. Infine, Flavio Giuseppe fa riferimento a Gesù di Nazareth come tale taumaturgo: egli fu un "saggio", dice Flavio Giuseppe, che produsse "fatti sorprendenti" (''AJ'' 18.63).
 
Esamino queste fonti per due ragioni. La prima è per dimostrare che le persone in antichità, a differenza di gran parte della gente oggigiorno, evidentemente non avevano difficoltà a percepire certi eventi come miracolosi, o ad attribuire quelli che noi reputiamo poteri soprannaturali ad esseri umani. Sebbene miracoli e guarigioni non fossero eventi comuni (se lo fossero stati, non sarebbero citati come dimostrazioni di potenza), erano abbastanza comuni tanto che la semplice abilità di produrre tali eventi non veniva considerata come conferma dell'autorità del taumaturgo. La seconda ragione rafforza la prima, e la collega specificamente a Gesù: la sua abilità di far miracoli poteva migliorare il suo ''status'' ma non poteva da sola stabilirla saldamente.
 
 
 
 
 
 
 
== ''"Questo è il mio corpo, che è per voi": La Cena del Signore'' ==
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