Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Tra realismo e sperimentazione"

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=== Nuove tendenze linguistiche ===
Lo sviluppo economico e la diffusione dell'alfabetizzazione a partire dal secondo dopoguerra hanno portato a un profondo mutamento nelle abitudini linguistiche degli italiani - un mutamento i cui effetti si riscontrano ancora oggi. Se un tempo il dialetto rappresentava l'unico mezzo di espressione per la gran parte della popolazione, oggi non è più così: l'italiano si è diffuso come lingua parlata in diverse regioni e in diversi strati sociali, e in molti casi convive con il dialetto, tanto che uno stesso parlante, a seconda del contesto, può scegliere se usare il dialetto o l'italiano. I dialetti hanno ammorbidito certe forme fono-morfologiche strettamente locali, dando origine a forme regionali più ampie, mentre l'italiano ha conosciuto delle varietà regionali, adottando strutture tipiche dei dialetti. Inoltre l'italiano, che nei secoli passati era una lingua letteraria aulica e colta, si è abbassato per adattarsi all'uso quotidiano e, nei registri informali, ammette anche forme che dovrebbero essere considerate scorrette (si pensi all'uso colloquiale del pronome personale complemento "gli" al posto di "loro"). A tutto ciò si aggiunge la penetrazione di parole straniere, soprattutosoprattutto per settori come l'informatica (sono esempi termini come "computer", "hard disk", "tablet", ecc.), lo sport ("play-off", "corner").<ref>{{cita libro | autore=Alberto Asor Rosa | titolo= Storia europea della letteratura italiana | editore=Einaudi | città=Torino | anno=2009 | vol=III. ''La letteratura della Nazione'' | pp=482-483 }}</ref>
 
=== Le trasformazioni dell'editoria ===
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