Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Umanesimo civile"

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=== Firenze ===
Firenze è la vera e propria culla dell'Umanesimo, che si sviluppa in un periodo storico particolarmente complesso. Dopo il tumulto dei Ciompi del 1378, la città è guidata da un'oligarchia, in cui il potere è in mano a un ristretto numero di grandi famiglie, tra la quali hanno un ruolo preponderante gli Albizzi. Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento Firenze porta avanti una politica espansionistica per il controllo della Toscana, conquistando Arezzo, Pistoia, Volterra e Pisa. Il fallimento della politica di conquista verso la Lombardia finisce però per rafforzare i principali avversari degli Albizzi, i Medici, una ricca famiglia di banchieri. Nel 1433 Cosimo de' Medici, il capo della famiglia, viene esiliato e si rifugia a Padova e a Venezia. L'anno successivo, tuttavia, gli Albizzi sono scacciati in seguito a un rivolgimento politico. Cosimo torna quindi in città e ne diventa di fatto il signore. Da quel momento in poi i Medici conserveranno il potere su Firenze e, in seguito, sul Granducato di Toscana (che governeranno fino al 1737).
Firenze è la vera e propria culla dell'Umanesimo. Qui, alla fine del XIV secolo aveva sede il celebre cenacolo che riuniva a casa di Boccaccio intellettuali come '''Coluccio Salutati''' (Stignano, Buggiano, 16 febbraio 1332 – Firenze, 4 maggio 1406) in nome dell'amore per i classici e l'esaltazione civile delle lettere. Nella seconda metà del Quattrocento grande importanza avrà la [[../La corte di Lorenzo Il Magnifico|corte di Lorenzo il Magnifico]], la cui attività è segnata dal platonismo di Pico della Mirandola e Marsilio Ficino. Molto sviluppata è anche la produzione in volgare italiano.<ref name="Baldi61">{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=Dalle origini all'età della Controriforma | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | p=61}}</ref>
 
FirenzeDurante ètutti questi travagliati decenni la veravita eculturale propriafiorentina cullasi dell'Umanesimomantiene particolare vivace. QuiIn città, alla fine del XIV secolo aveva sede il celebre cenacolo che riuniva a casa di Boccaccio intellettuali come '''Coluccio Salutati''' (Stignano, Buggiano, 16 febbraio 1332 – Firenze, 4 maggio 1406) in nome dell'amore per i classici e l'esaltazione civile delle lettere. Nella seconda metà del Quattrocento grande importanza avrà la [[../La corte di Lorenzo Il Magnifico|corte di Lorenzo il Magnifico]], nipote di Cosimo de' Medici, la cui attività è segnatainfluenzata dal platonismopensiero di filosofi come Pico della Mirandola e Marsilio Ficino. Molto sviluppata è anche la produzione in volgare italiano.<ref name="Baldi61">{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=Dalle origini all'età della Controriforma | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | p=61}}</ref>
 
Qui la poesia lirica continua a utilizzare, in varie forme, i modelli del Trecento. Si diffonde inoltre un linguaggio medio, che però non riesce a trovare spazio nella letteratura alta. Le uniche prove di rilievo, da questo punto vista, sono alcune traduzioni dal latino di Leon Battista Alberti (Genova, 14 febbraio 1404 – Roma, 25 aprile 1472), che tenta di trovare nel volgare dei corrispettivi alle forme classiche. In volgare scrive i quattro libri ''Della famiglia'' (1433-1441), in cui analizza i principali aspetti e istituzioni della vita sociale dell'epoca, quali il matrimonio, la famiglia, l'educazione, la gestione economica del focolare, l'amicizia e in genere i rapporti sociali. Tra i più originali poeti del periodo si ricorda Domenico di Giovanni detto il Burchiello (Firenze, 1404 – Roma, 1449). Barbiere fiorentino, era a capo di un circolo politico anti-mediceo, che si riuniva nella sua bottega; proprio a causa di questa attività sarà poi costretto all'esilio. È autore di una serie di sonetti caudati, di tono burlesco, che avranno grande fortuna per tutto il secolo e che saranno un modello imitato da molti.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 2002 | Einaudi | Torino | pp= 199-200 }}</ref> Altra personalità di spicco è Leonardo Bruni (Arezzo, 1º febbraio 1370 – Firenze, 9 marzo 1444), allievo di Salutati, traduttore dal greco e dal latino, e autore delle ''Historiae Florentini populi'' (1415-1444 circa), ricordato anche per le sue teorie sull'importanza della società nella vita umana.