Differenze tra le versioni di "La dimensione artistica e cosmologica della Mishneh Torah/Introduzione"

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Lo studio di Drory si concentra sul decimo secolo. Tracciare, attraverso due secoli, i collegamenti culturali che possano confermare la legittimità di sovrimporre il "sistema letterario ebraico" di Drory sulla ''Mishneh Torah'' e sulla ''Guida'' farebbe parte di una ricerca separata. L'idea è quindi in un certo modo un'ipotesi speculativa, ma un'ipotesi che sembra essere sostenuta dalla succitata testimonianza ''prima facie'', sia circostanziale (la lettera a Ibn Jaber) sia interna (i diversi orientamenti della ''Mishneh Torah'' e della ''Guida''), che si dimostra avere una potenza esplicativa considerevole, per esempio nel risolvere l'apparente contraddizione tra la trattazione dei sacrifici nella ''Guida'' quale necessità storica temporanea e nella ''Mishneh Torah'' quale istituzione eterna temporaneamente sospesa, materia che verrà considerata nel [[La dimensione artistica e cosmologica della Mishneh Torah/Emanazione|Capitolo 3]].
 
L'ipotesi quindi è che la scelta dell'ebraico da parte di Maimonide, invece dell'arabo, nella ''Mishneh Torah'' fu determinato da considerazioni tanto culturali quanto utilitarie, sorte dalle convenzioni che governavano l'uso dell'ebraico e dell'arabo per gli scrittori ebrei. Nella sua opera in ebraico, Maimonide porta la legge, come fa Sa`adyah per la lingua ebraica nella sua introduzione in ebraico, oltre la realtà quotidiana in una dimensione metafisica. Un'imitazione diretta dello ''Sefer ha`egron'', consapevole o meno, non può essere esclusa.<ref>Altri paralleli che vengono in mente sono il poema ebraico di Ibn Gabirol ''Keter malkhut'' ed il trattato arabo ''Fons Vitae'', le poesie ebraiche di [[w:Yehuda Ha-Levi|Yehuda Ha-Levi]] e il ''Kuzari'' in arabo.</ref> Nel sistema di Drory, la ''Mishneh Torah'' occupa una posizione atemporale, simbolico-poetica. Il punto non è di negare la qualità artistica della ''Guida'', ma di rinforzare l'idea che la differenza chiave tra questa e la ''Mishneh Torah'' non è una di argomento o di possibile pubblico, ma di genere letterario.
 
Per il lettore che comprendeva le convenzioni, il fatto che la ''Mishneh Torah'' fosse in ebraico avrebbe suscitato certe aspettative. Rimane da dimostrare che tali aspettative vennero realizzate ma, più volte le idee discusse esplicitamente nella ''Guida'' verranno trovate espresse nella ''Mishneh Torah'' simbolicamente, cioè poeticamente, tramite la sua forma (il concetto di macrocosmo e microcosmo rappresentandone un caso di primo piano: è discusso per esteso nella ''Guida'',<ref>''Guida'' I.72.</ref> ma non ce n'è menzione esplicita nella ''Mishneh Torah'').
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È stato asserito che la struttura della ''Mishneh Torah'' si basi effettivamente su quella della Mishnah.<ref>Joseph Tabory, "The Structure of the Mishnah versus ''Mishneh Torah''" {{he}}, in Uri Ehrlich, Howard Kreisel e Daniel J. Lasker (curr.), ''By the Well: Studies in Jewish Philosophy and halkhic Thought Presented to Gerald J. Blidstein'' [Al pi habe`er: meḥkarim behagut yehudit uvemaḥshavat hahlakhah mugashim leya`akov blidshtein], 2008, pp. 675-690.</ref> È vero che, nel comporla, Maimonide adottò il metodo attuale mishnaico di ordinamento,<ref>Si veda il ''Libro dei Comandamenti'', Introduzione.</ref> ed in gran parte seguì la struttura della Mishnah, ma è proprio questa somiglianza che rende evidenti le deviazioni e richiede una speigazione, come indica la '''Tabella 1'''.<ref>Le corrispondenze illustrate negli ordini mishnaici sono abbastanza approssimati perché le leggi che Maimonide presenta in un dato libro potrebbero essere scelti da molti punti della Mishnah e Ghemara, come anche da altre fonti.</ref> Le deviazioni più estreme sono le escissioni delle leggi civili nell'Ordine ''Nezikin'' dal loro posto al numero quattro della sequenza mishnaica ed il loro posizionamento in quattro libri alla fine della ''Mishneh Torah'', e la separazione del materiale dell'ordine finale della Mishnah, ''Tohorot'', in due libri posti molto prima nella sequenza maimonidea, nel libro numero 5, il ''Libro della Santità'', e appena prima dell'argomento di ''Nezikin'', nel libro numero 10, il ''Libro della Purezza''. Risalta anche il ''Libro della Conoscenza'': come unità non ha nessun equivalente mishnaico. Inoltre, abbiamo considerato solo le unità più grandi. Una tabella più particolareggiata rivelerebbe che anche quando un libro o un gruppo di libri nella ''Mishneh Torah'' appare corrispondere ad uno degli ordini della Mishnah, l'ordinamento interno è a volte molto differente. Dei libri 11 al 13, Twersky asserisce: "Nessuno di questi libri ha finanche un parallelo approssimativo in un qualche singolo ordine della Mishnah."<ref>Twersky, ''Introduction to the Code, cit.'', p. 271.</ref> Queste differenze sono sostanziali abbastanza da rendere improbabile una teoria che la Mishnah sia servita come modello strutturale della ''Mishneh Torah''. Maimonide infatti adottò il metodo della Mishnah ma non il suo ordine.
 
Il rapporto della ''Mishneh Torah'' con la Mishnah è in verità a tre livelli: c'è la Mishnah stessa; la spiegazione di maimonide riguardo alla struttura della Mishnah nella propria ''Introduzione alla Mishnah''; ed infine la ''Mishneh Torah''. Sarebbe materia di uno studio separato esaminare nel particolare che attinenza abbia il secondo livello, il resoconto della Mishnah da parte di Maimonide; sul terzo livello, la struttura della ''Mishneh Torah''.<ref>Tabory esamina la questione per esteso. Si veda anche Twersky, ''Introduction to the Code'', pp. 242-245.</ref> Ai nostri fini, pochi esempi saranno sufficienti ad illustrare alcuni punti generali.
Abbiamo allora due visioni della relazione tra ''Mishneh Torah'' e ''Guida'' rispetto alla loro classificazione dei comandamenti. Twersky e Berman ritengono fortemente contrastanti le due classificazioni, come rappresentassero giurisprudenza contro filosofia. Hadad invece le vede come essenzialmente simili, riflettendo entrambe l'idea di un fine nella creazione.
 
La nostra posizione non si accorda a nessuna delle due visioni. Contro Berman e twerskyTwersky, argomenteremo che un ordinamento gerarchico secondo una scala filosofica di valori sia proprio ciò che esibisce la struttura della ''Mishneh Torah'', rivelando che l'opera è in ogni sua parte tanto filosofica quanto la ''Guida''; filosofica in tutta la sua profondità, e non solo come valore aggiunto. La dimensione filosofica, la "grande cosa", incide considerevolmente sulla classificazione del libro — è infatti la sua determinante ultima. Le "spiegazioni originali" che Twersky nota sono affioramenti di formazioni profonde.
 
Allo stesso tempo, contro Hadad, si argomenterà che i due schemi classificativi non possono essere ridotti alla stessa idea filosofica. Hadad prima escogita una teoria del rapporto tra legge e natura secondo Maimonide, in cui la parte della natura è limitata alla natura sublunare, e poi applica le sue conclusioni alla struttura della ''Mishneh Torah''. La nostra posizione è l'incontrario: prima descrivere la struttura, e poi, dopo aver determinato che riflette la cosmologia maimonidea, esaminare le sue implicazioni per la relazione tra legge e natura, con la conseguenza che la relazione viene vista come abbracciasse anche la natura sublunare. È del tutto possibile che i due approcci siano conciliabili, poiché Hadad si concentra sulla legge in azione, mentre la nostra enfasi è sulla legge come forma di conoscenza. La legge in azione appartiene certamente al mondo sublunare,<ref>Si noti la somiglianza di linguaggio tra "Leggi delle Fondamenta della Torah", 3:11, dove Maimonide descrive la comprensibilità dei quattro elelenti sublunari, "la potenza dei quali, vecchi e giovani percepiscono costantemente", e "Legge delle Fondamenta della Torah", 4:13, dove descrive la comprensibilità generale dei comandamenti pratici, la "piccola cosa": "la loro conoscenza è raggiungibile da tutti, giovani e vecchi, uomini e donne".</ref> ma la legge come oggetto di contemplazione estende il diapason fino ai cieli. Inoltre, l'analisi di Hadad relativa alla visione della Torah secondo Maimonide quale mezzo per replicare la costituzione del cosmo nella costituzione dello stato ha molta somiglianza con la nostra visione della ''Mishneh Torah'' come microcosmo. Ciononostante, mentre il fine sembra una base giusta per spiegare la struttura dei comandamenti nella ''Guida'', è meno chiaro che lo sia anche per la ''Mishneh Torah''.