Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-133"

ortografia
(Corretto: "impressionanti")
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Di recente sono stati avviati anche programmi per le 'Small Diameter Bombs', con peso ridotto, per esempio 113 kg, e involucro di materiali sintetici con bassa produzione di schegge pesanti, e quindi la capacità di utilizzare tali armi anche in ambito urbano con pochi 'effetti collaterali', specie se abbinate a sistemi di guida di vario genere.
 
A parte questo, vi sono le bombe a grappolo, '''CBU''', Cluste Bombs Units, che non sono un'invenzione recente (anche durante la II GM vennero utilizzate ampiamente). I modelli in uso sono tantissimi, e le submunizioni sono altrettanto numerose, essenzialmente o antipersonale o anticorazzati-antipersonale. Tra le forze armate americane, la Marina trascurò inizialmente il loro sviluppo, mentre l'Aeronautica, forse memore dei bombardamenti a tappeto, le sviluppò alacremente. Nondimeno, è stata proprio un'arma della Marina americana ad avere successo e notorietà: la Mk 20 '''Rockeye''', ovvero un'arma che venne utilizzata da Israele nella guerra del Kippur. Essa tuttavia pare non essere molto adatta per le bassissime quote, dove nazioni che possono scegliere, tipo l'AMI italiana, preferiscono le BL-755. Compariamo le due: la BL-755 ha un peso di 272 kg, e contiene 147 submunizioni che vengono espluseespulse da 7 sezioni della bomba, ciascuna da oltre 1 kg e capace di perforare oltre 30 cm d'acciaio, per giunta maggiore nella versione Mk II. La bomba ha avuto vasta diffusione e impiego. La Rockeye, invece, è diversa: pesa appena 227 kg, ma si apre a conchiglia disseminando ben 247 submunizioni, esattamente 100 in più pur pesando di meno. La capacità distruttiva di queste munizioni è ovviamente minore, con una capacità di perforazione dell'ordine dei 20 cm d'acciaio, ma è ancora più che sufficiente per perforare il tetto dei carri armati e di qualunque mezzo corazzato leggero non dotato di piastrelle ERA, e con una diffusione maggiore sul terreno, saturandolo.
 
Altre CBU americane contengono munizioni antipersonale APAM, grosse come palle da tennis e con capacità di frammentazione, spesso usate come la migliore arma contro barchini veloci e imbarcazioni leggere. Le CBU americane dell'USAF hanno per esempio tra di loro le CBU-87/B con 202 submunizioni SUU-64/B a doppio effetto, anzi triplo: frammentazione, HEAT controcarro, incendiario. Molte le CBU utilizzate per la guerra in Vietnam come le CBU-19A/B e le CBU-30/A, ma questo conflitto è stato più famoso per i bombardamenti a tappeto, ma anche per il lancio dei terribili ordigni incendiari. Questi ultimi sono stati essenzialmente quelli al fosforo, incendiari ma con scarsa persistenza, utilizzati in realtà anche come armi fumogene o per marcare obiettivi, e quelle al napalm che è benzina gelatinizzata. Da notare che, a parte l'orrendo effetto antipersonale di cui sono capaci, queste armi sono state utilizzate molto (in Corea, per esempio) contro veicoli, anche contro carri armati, e dimostrandosi efficace, sebbene possa sembrare strano che un carro possa prendere fuoco. Certo che comunque i carristi erano ben più protetti dei fanti da tali armi. Per potenziare il napalm e farlo bruciare anche sott'acqua, visto che c'era il pericolo che qualcuno si gettasse in acqua per non bruciare, venne aggiunto anche fosforo o altri additivi al napalm. Tuttavia non tutte erano armi tanto letali: le bombe CBU 19 e 30 erano per esempio caricate con submunizioni caricate con gas CS lacrimogeno, con lo scopo di stanare i guerriglieri dalle foreste. Le CBU-52 erano invece con bombette a frammentazione anche contro le difese antiaeree, di cui queste armi sono i principali nemici.
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