Il buddhismo cinese/I testi: il Canone buddhista cinese/Mìjiàobù: differenze tra le versioni

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Il '''Mìjiàobù''' (密敎部) (T.D. vol. 18-21, sezione dal n. 848 al n. 1420) e la sezione del Canone buddhista cinese che contiene testi di diversa origine catalogati come Buddhismo esoterico o Mantrayana (密宗, pinyin: ''Mìzōng'', in Giappone è più diffuso 密教 ''Mikkyō''). Si tratta dei testi fondamentali delle scuole cinese Zhēnyán (眞言宗) e giapponesi Shingon e Tendai sebbene alcuni di essi conservino uno status importante anche in altri indirizzi.
La sezione è una delle più lunghe del Canone buddhista cinese. Una parte cospicua delle opere contenute è frutto della traduzione e compilazione dell'''Acarya|ācārya'' indiano Amoghavajra che insieme a Xuánzàng (玄奘) è stato uno dei traduttori più prolifici nella storia del Buddhismo cinese. La sezione contiene sia opere eterogenee e indipendenti sia gruppi di opere imparentate, associate cioè ad uno stesso ciclo Tantra|tantrico maggiore. Il primo genere di opere comprende ''sūtra'' incentrati attorno a formule (''dhāraṇī'') e rituali (''kalpa'', ''kalpavidhi''), introdotte in Cina fin dal III secolo. Tra quelli più antichi, in ordine cronologico si possono ricordare:
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