Differenze tra le versioni di "Riflessioni su Yeshua l'Ebreo/Sacrificio religioso"

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Freud sostenne che il sacrificio arcaico di una vittima divino-umana fu infine ripreso nella Santa Comunione. Egli affermò che Cristo aveva redento l'uomo psicologicamente dal "peso del peccato originale", dando la propria vita in pagamento del crimine primordiale. Secondo Freud, il "peccato originale" dell'umanità non era il fatto che Adamo avesse mangiato la mela. La tradizione biblica censurava un'offesa ben più grave, il parricidio. Se gli uomini fossero stati colpevoli del crimine minore, asserì Freud, Dio sarebbe stato descritto che richiedeva una punizione molto meno severa, in conformità con il principio di misura-per-misura. La morte espiatoria di Cristo indica un'arcaica colpa di sangue.<ref>Sigmund Freud, ''[[w:L'uomo Mosè e la religione monoteistica|Moses and Monotheism]]'', trad. {{en}} Katherine Jones (New York: Alfred A. Knopf, 1939), 174, e ''Totem and Taboo'', 154.</ref>
 
Freud sostenne anche che, offrendo se stesso sulla Croce, il "Figlio" ucciso prendeva il posto del "padre" originariamente assassinatoucciso come oggetto di adorazione umana. Di conseguenza, la religione del figlio (cristianesimo) prese il posto della religione del padre (ebraismo). Come segno dello spostamento del padre da parte del figlio, la festa del totem fu ripresa, ma ora la comunità dei fratelli (cioè la chiesa) mangiava il corpo e il sangue del figlio piuttosto che quello del padre o del suo animale surrogato. Il rito permetteva ai fratelli di identificarsi con il figlio nel modo più concreto, mangiando la sua sostanza. Ripeteva anche il crimine primordiale in una forma inedita: con la sua espiazione prefetta, il Figlio aveva fatto a modo suo ciò che il gruppo più anziano di fratelli aveva fatto a modo proprio: il Figlio aveva sostituito il Padre. Freud quindi concluse che l'Eucaristia era "essenzialmente una nuova eliminazione del padre, una ripetizione dell'atto colpevole".<ref>Freud, ''Totem and Taboo'', 155.</ref>
 
Credo che Freud abbia sbagliato quando interpreta il cristianesimo come una religione in cui il Padre è di nuovo rimpiazzato. Nessun spostamento del genere avviene nel cristianesimo paolino. Come notato, la strategia ebraica di obbedienza al Padre viene modificata con l'identificazione del fratello maggiore perfettamente obbediente che nel cristianesimo raggiunge un giusto rapporto col Padre. Tuttavia, la questione fondamentale rimane la stessa in entrambe le tradizioni: come fanno uomini e donne a raggiungere il giusto rapporto con il Padre? Secondo Paolo, i cristiani raggiungono il rapporto di perfetta obbedienza al Padre attraverso l'identificazione con il Figlio perfettamente obbediente. Siamo quindi costretti a cercare una comprensione alquanto diversa della Santa Comunione da quella suggerita da Freud, sebbene la nostra spiegazione sarà secondo le linee freudiane. Nella misura in cui la Santa Comunione è una ripetizione simbolica e una confessione del parricidio originale, offrendo il suo corpo ai discepoli nel pasto della Comunione, Cristo paga ancora una volta il prezzo del crimine originale al loro posto come loro surrogato. Tuttavia, mentre il sacrificio di Cristo consente una drammatica ripetizione del crimine, consumando Cristo nell'Eucaristia, i cristiani si identificano anche con la sua perfetta obbedienza nell'accettare una morte che non meritava perché era completamente senza peccato.
 
Cristo è quindi veramente una figura di mediazione. Egli media tra i fratelli e il Padre, offrendo al Padre un'obbedienza fino ad una morte di cui i fratelli sono incapaci, e prendendo su di sé la punizione di Dio per la disobbedienza dei fratelli. Egli fa da intermediario tra il Padre e i fratelli permettendo ai fratelli di diventare uno con lui piuttosto che con il Padre, liberandoli così dalla tentazione di commettere il peggiore di tutti i crimini, il deicidio contro il Padre, un crimine che possono liberamente attribuire agli ebrei, che hanno represso la memoria del crimine primordiale.
 
Il mito del crimine primordiale freudiano è stato liquidato da alcuni studiosi come speculazione infondata di uno studioso che ha oltrepassato i limiti della propria competenza.<ref>Si veda A. L. Kroeber, ''American Anthropologist'', Nuova Serie 22 (1920), 48-55.</ref> Anche Freud ammise che il mito era una storia "fatta proprio così: una storia".<ref>Sigmund Freud, ''Group Psychology and the Analysis of the Ego'' (New York: Norton, 1989), 69.</ref> Tuttavia, sebbene il suo tentativo di ricostruzione possa difficilmente essere considerato come un fatto, Freud approfondisce la nostra comprensione della rivoluzione religiosa cristiana, di cui Paolo fu forse l'esponente decisivo dopo la crocifissione di Gesù, e ci aiuta a comprenderne la straordinaria potenza emotiva.
 
Sia Freud che Paolo accettarono la dottrina della "caduta dell'uomo". Entrambi convennero che la storia umana è iniziata con un atto di ribellione primordiale contro il Padre. Entrambi videro il ruolo fondamentale di Cristo come quello di annullare le conseguenze della ribellione primordiale. Nella narrativa di Paolo, il ruolo di Cristo come ultimo Adamo è quello di invertire il peccato del primo Adamo. Sia Paolo che Freud considerano il Pasto del Signore come il modo in cui il credente diventa tutt'uno con il fratello maggiore (Cristo). Entrambi prendono molto sul serio la "presenza reale" di Cristo all'interno degli elementi del Pasto del Signore, anche se per Freud la presenza di Cristo è solo psicologicamente "reale". Sia Paolo che Freud, per ragioni molto diverse, considerano futile la strategia ebraica di obbedienza al Padre, ed entrambi ritengono che Cristo scopra un livello più profondo del significato della controversia di Dio con l'uomo, che l'ebraismo aveva represso.
 
Ci furono, naturalmente, importanti aree di disaccordo tra Freud e Paolo, la più importante delle quali era la convinzione di Freud che la soluzione cristiana al problema religioso dell'umanità fosse in definitiva tanto illusoria quanto lo era la soluzione ebraica. Tuttavia, credo che ci sia molto valore nel ''[[w:Midrash|midrash]]'' o mito di Freud. Nel semestre primaverile del 2009, tenni un corso su ''"The Age of the Enlightenment (L'Età dell'Illuminismo)"'' presso la mia università. Prese alla lettera, le dottrine di Paolo — come quella di diventare uno con Cristo nel pasto del Signore e Cristo come l'ultimo Adamo che cancella i peccati portati sull'umanità dal primo Adamo — furono considerate dall'[[w:Illuminismo|Illuminismo]] con considerevole scetticismo. Tuttavia, come notato sopra, queste idee e i relativi riti avevano un senso e furono creduti da milioni di persone per duemila anni. Il ''midrash'' o mito di Freud mostra che ci sono profonde verità psicologiche incorporate in queste credenze e pratiche, e che hanno permesso a uomini e donne, sia ebrei che cristiani, ciascuno a modo suo, di superare le distruttive tentazioni intrafamiliari che erano così dolorosamente evidente anche in civiltà avanzate come la cartaginese, cananea, fenicia ed ebraica prima delle riforme di [[w:Giosia|Giosia]] (649-609) e della "scoperta" da parte dei sacerdoti del Tempio del "Rotolo della Legge".
 
== Note ==
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[[Categoria:Riflessioni su Yeshua l'Ebreo|Sacrificio religioso]]
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