Le strutture basilari del pensiero ebraico/Principi comuni: differenze tra le versioni

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=== Secondo Nieto ===
Come accennato, Nieto trattò dei concetti di Deismo ai suoi tempi. Le interpretazioni matematiche dell'universo elaborate da [[w:Isaac Newton|Isaac Newton]] e simili a quelle della critica biblica di Spinoza che mettono in discussione la sua divinità introdussero l'idea che sebbene Dio esista, Egli non interferisce con il mondo. Nieto volle confutare questa idea. Uno dei suoi trattamenti più famosi sulla questione fu la lezione che tenne a Londra il 20 novembre 1703. Sentì che Dio doveva essere "riportato" nei fenomeni della vita e dell'universo. Se le persone non credevano che Dio fosse reattivo e impegnato negli affari degli esseri umani, non ci sarebbe stato posto per la vera vita religiosa e spirituale. Sebbene non abbiamo la trascrizione della sua lezione, sappiamo però che la tenne perché diventò oggetto di una grande controversia.
 
== ''Mitzvot'' – Comandamenti ==
Comprendere lo scopo delle ''[[w:mitzvah|mitzvot]]'' e il modo in cui siamo tenuti a relazionarci con loro è fondamentale per un solido coinvolgimento nell'ebraismo tradizionale. Se l'alleanza con Dio è al centro dell'ebraismo, le mitzvot sono modi di agire all'interno dell'alleanza e costruire il rapporto che abbiamo con Dio. Pertanto, vedere i mitzvot come se fossero gettoni meccanici per una ricompensa personale, crea una mentalità che si basa principalmente sulla gratificazione egotistica e sull'autoprotezione piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di una relazione attiva con Dio. Allo stesso modo, se vediamo le mitzvot solo come comportamenti intesi a mantenerci obbedienti a Dio piuttosto che comportamenti destinati a migliorare le nostre vite spirituali e fisiche in modo da poter essere più idonei a impegnarci nell'alleanza con Dio, queste diventano invadenti piuttosto che benefiche.
 
 
=== Secondo Maimonide ===
Maimonide insiste sul fatto che la mitzvot non dovrebbero essere viste come modalità meccaniche di autoprotezione o unità che sono principalmente destinate a dare ricompense. Lo sottolinea sia nel suo ''Commentario alla Mishnah'' che nella ''[[Mishneh Torah]]''. Nel ''Commentario'' affronta l'affermazione di Rabbi Hananya ben Akashya che afferma che "Dio voleva portare merito a Israele. Pertanto, Egli rese abbondanti Torah e mitzvot". Scrive che lo scopo dell'elevato numero di mitzvot è quello di migliorare il vantaggio statistico di farne almeno uno correttamente con pieno amore e impegno. Ciò nega l'idea che la moltitudine di mitzvot sia tale da poter aggiungere più merito con le osservanze di più mitsvot. Non è un obiettivo quantitativo, ma un obiettivo qualitativo.
 
{{q|Tra le fondamenta della fede c'è che quando una persona adempie una mitzvah delle 613 in modo appropriato e come dovrebbe essere adempiuta, e non include in essa un ulteriore motivo di nessun tipo, ma piuttosto la fa per se stessa... allora merita il Mondo a venire.<ref>Maimonides, 1995, II, p. 165.</ref>}}
 
Lo ribadisce in vari modi nella ''Mishneh Torah'', ma più esplicitamente nelle Leggi di [[w:Teshuvah|Teshuvah]].
{{q|Non si dovrebbe dire "Sto facendo questa mitzvot..." per ricevere le benedizioni scritte nella Torah... non è appropriato servire Dio in questo modo... Colui chi serve per amore si impegna in Torah e mitzvot senza nessun motivo ulteriore... piuttosto loro fanno ciò che è vero perché è vero e bontà ne consegue naturalmente.<ref>Maimonides, 2009.</ref>}}
Maimonide sottolineò che eseguire i comandamenti è un atto di amore e che, pertanto, devono essere eseguiti in quanto tali. Ulteriori motivi di qualsiasi tipo influiscono negativamente sul loro significato e valore. Non sono atti che Dio ha bisogno che noi compiamo, ma modi in cui possiamo costruire l'amore.
 
=== Secondo Luzzatto ===
Luzzatto affronta lo stesso problema e presenta un punto simile seppur in modo diverso. Aggiunge che l'effettiva esibizione di mitzvot influenza la spiritualità e la purezza esistenziali di una persona e quindi facilita la connessione con Dio in quanto la santità accresciuta di una persona si adatta a connettersi con il più Santo dei santi.
 
{{q|Ogni atto di osservare i comandamenti di Dio avvicina una persona a Dio passo dopo passo. L'individuo raggiunge quindi un grado di luce di Dio corrispondente al grado di vicinanza e questo a sua volta provoca un grado di perfezione...<ref>Luzzatto, 1981.</ref>}}
 
Sottolinea l'aspetto dell'intento e della mentalità nell'esecuzione di mitzvot nella sua introduzione alla versione dialogica del ''Mesilat Yesharim''. Afferma che<ref>Si veda Maimonide, ''Hilchot Teshuva'', 7:7, in cui afferma che la mentalità di ''teshuvah'' è ciò che rende l'esecuzione di una mitzvah autentica ed accettabile o meno.</ref> l'intento è al centro dell'azione della mitzvah. Questo era importante perché c'era molta attenzione agli elementi pratici e legali delle mitzvot ma non allo scopo e agli obiettivi. La mancanza di attenzione sull'elemento di alleanza delle mitzvot in quanto sono un modo di relazionarsi e connettersi con Dio, fa sì che l'adesione alle mitzvot sia di natura meccanica come azioni che devono essere compiute piuttosto che comportamenti che, essenzialmente, sono atti d'amore. Luzzatto dedica l'intera introduzione della versione dialogica del suo ''Mesilat Yesharim'' ad affrontare questo problema indicando che lo "studioso" non presta attenzione agli aspetti dell'amore e del timore di Dio nel servirLo, mentre grande attenzione è rivolta all'aspetto legale e pratico.
{{q|Quando esaminiamo il problema scopriamo che le mitzvot d'azione sono una categoria e le mitzvot del cuore e della mente sono un'altra... Il verso pone i comandamenti del cuore prima dei comandamenti del corpo perché è giusto... l'aspetto centrale del servizio [divino] è la raffinatezza del pensiero espresso quindi in azioni.<ref>Luzzatto, 2003, p. 62.</ref>}}
Le mitzvot per Luzzatto non sono semplicemente atti morali, ma mezzi per un fine. Hanno lo scopo di costruire una relazione di amore e riverenza verso Dio tramite azione unita a mentalità. Inoltre, le mitzvot stesse ci perfezionano, purificano e santificano affinché possiamo stabilire una relazione con Dio.<ref>Si veda Maimonide, ''Moreh Nevukhim'', ed. Kafeh, pp. 348-9.</ref>
 
=== Secondo Nieto ===
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[[Categoria:Le strutture basilari del pensiero ebraico|Principi comuni]]
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