Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Lo Scorpione meridionale: differenze tra le versioni

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Fra questi il più facile da osservare è '''NGC 6242''', sia per la sua luminosità che per la sua posizione; si trova infatti a 1,5 gradi in direzione SSE rispetto alla brillante coppia di stelle μ1-μ2 Scorpii, poco a nord del brillante sistema stellare che comprende NGC 6231 e la regione di Scorpius OB1. Le dimensioni ridotte dell'ammasso rendono molto difficoltosa la risoluzione tramite un binocolo, nonostante le sue stelle più luminose siano di magnitudine 7 e 8. Con un telescopio anche di piccola apertura e ingrandimenti spinti l'ammasso è ben risolto in una trentina di stelle luminose, dominate da una stella rossa nella parte meridionale. Situato alla distanza di circa 4600 anni luce, possiede un’età di 40 milioni di anni ed è pertanto relativamente giovane. NGC 6242 è probabilmente l'ammasso in cui si è generato il microquasar GRO J1655-40, un oggetto estremamente compatto che emette raggi X e accompagnato da una stella di classe spettrale F; la sua posizione e la sua distanza, stimata come inferiore a 5500 anni luce, suggerisce una forte affinità con l'ammasso aperto, da cui si sarebbe allontanato in un secondo momento.
 
Più difficile è '''NGC 6268''', le cui componenti più brillanti sono di magnitudine 9,5; può essere notato con un binocolo 10x50 o meglio 15x70 come una piccola macchia chiara di aspetto nebuloso circa 2,5 gradi a sudest della coppia μ1-μ2 Scorpii. La sua risoluzione è possibile anche con strumenti da 80mm80 mm, a patto di avere l’oggetto abbastanza alto nel cielo: si contano una trentina di componenti fino alla magnitudine 12. Si tratta di un ammasso poco popolato, ma comunque ben contrastato a causa della scarsa presenza di stelle di simile luminosità nei paraggi; la sua distanza è stimata sui 3400 anni luce ed è quindi in primo piano rispetto alla regione di Scorpius OB1.
 
==Ammassi sparsi e nubi isolate==
 
Un addensamento molto blando di stelle è ciò che forma l’ammasso '''NGC 6169''', visibile con difficoltà attorno alla stella μ Normae; benché appaia sulla gran parte delle carte celesti, raramente ne viene fornita una descrizione proprio per via della sua difficoltà di osservazione. È formata da un gruppo di stelle di magnitudine 12 e 13, più altre più deboli, che formano un vago addensamento visibile soprattutto a nordest di μ Normae, una supergigante blu la cui magnitudine 4,85 lo oscura fortemente; questa stella si trova anche alla medesima distanza dell’ammasso (3300 anni luce) e ne farebbe fisicamente parte.
Un altro piccolo ammasso visibile nei dintorni è NGC 6178, visibile circa 2 gradi a sud del precedente; può essere notato con un telescopio da 80mm80 mm come un minuto gruppetto di stelline deboli circondato da un triangolo di stelle di magnitudine 8 e 9, col vertice rivolto verso sud. La sua risoluzione è completa con strumenti da 150mm150 mm. Appare formato da una quindicina di stelle fino alla magnitudine 14 e si trova alla medesima distanza dell’ammasso di μ Normae.
 
Ben più appariscente è invece l’ammasso '''NGC 6192''', visibile poco meno di 2 gradi a nordest di μ Normae, nei pressi di una stella azzurra di magnitudine 5,8 denominata V1003 Scorpii. Sotto un cielo molto buio e avendo lo Scorpione molto alto in cielo, si presenta persino alla portata di un binocolo 10x50, sebbene la sua risoluzione sia impossibile e appare come una debole macchia chiara. Strumenti da 80mm80 mm iniziano a consentire una parziale risoluzione, con alcune stelle di magnitudine 12 su uno sfondo ancora nebbioso; telescopi da 200mm200 mm lo mostrano risolto in almeno una quarantina di stelle e permette anche di notare che il centro dell’ammasso è curiosamente povero di componenti stellari, le quali sembrano quasi disporsi a formare una sorta di anello. Una concatenazione di stelle prolunga notevolmente l’ammasso verso est. La distanza di NGC 6192 è stimata sui 5000 anni luce e viene dunque a trovarsi nella medesima regione galattica dell’associazione Scorpius OB1.
 
Continuando con gli ammassi sfuggenti, vi è '''NGC 6216''', visibile circa 3 gradi a SSW della coppia ζ1-ζ2 Scorpii e molto difficile da staccare poiché circondato e immerso in un campo di stelle di fondo particolarmente ricco. Può essere notato come un piccolo addensamento di stelle di magnitudine 12, individuabile con telescopi da 100-120mm120 mm di diametro; per la sua risoluzione ben chiara e definita occorrono strumenti da 200mm200 mm e forti ingrandimenti. Si tratta di un ammasso molto distante, le cui componenti stellari vengono quindi fortemente oscurate dal mezzo interstellare presente su una linea di vista di ben 14.000 anni luce.
 
'''NGC 6259''' è un ammasso molto ricco rintracciabile con facilità circa 3 gradi a sudovest della stella η Scorpii, in direzione di un addensamento luminoso della Via Lattea; è visibile anche con un binocolo 15x70, sebbene appaia assolutamente irrisolvibile, mentre qualche componente inizia a mostrarsi con telescopi da 80-100mm100 mm di diametro. Telescopi da 200-250mm250 mm offrono una vista notevole, con le componenti che diventano chiaramente centinaia fino alla magnitudine 14, in un contesto che resta ancora parzialmente nebuloso e che lascia intendere che un’ulteriore risoluzione sia possibile. Si tratta di un oggetto che ricorda per diverse caratteristiche l’ammasso M11 nello Scudo, tanto che talvolta è stato indicato come un suo “gemello” australe, meno appariscente perché più oscurato dalle polveri interstellari lungo la linea di vista; si presenta molto ricco e con un’età stimata sui 200 o 300 milioni di anni. La sua distanza è invece pari a 3400 anni luce, simile dunque a quella di μ Normae e del suo ammasso stellare.
Pochi minuti d’arco a ovest si trova il ben più piccolo NGC 6249, visibile come un debole addensamento di ridotte dimensioni dominato da una stella di magnitudine 9,9 e un paio di stelle di magnitudine 10. I due ammassi si troverebbero relativamente vicini anche fisicamente, dato che la distanza di NGC 6249 è stimata sui 3200 anni luce.
 
'''NGC 6250''' è situato oltre il confine con la costellazione dell’Altare, poco meno di 2 gradi a SSW dei precedenti due; appare decisamente più facile anche grazie al fatto che si presenta ben staccato dal fondo cielo, poiché si trova in direzione di una regione di fondo molto oscurata da banchi di nebulosità oscure. Con un binocolo 10x50 sono visibili le quattro stelle dominanti, di magnitudine 7 e 8, molto vicine fra loro e con un intermezzo vagamente nebuloso; con telescopi da 120mm120 mm la risoluzione è già completa, mentre con strumenti da 200mm200 mm si notano più componenti ed è anche possibile notare a forti ingrandimenti che una delle componenti principali è una stella doppia con separazione di 2”. Si tratta di un ammasso giovane, con un’età stimata sui 26 milioni di anni e contenente infatti anche stelle di classe spettrale B, oltre a una discreta popolazione di stelle di classe A e F; due di queste stelle sono responsabili dell’illuminazione di una piccola nebulosa a riflessione visibile nei dintorni, fatto questo che testimonia come l’ammasso si trovi fisicamente in una zona molto ricca di polveri. La sua distanza è stimata sui 2800 anni luce e si colloca presso il bordo esterno del Braccio del Sagittario.
 
Poco più di un grado a est di η Scorpii si trova il piccolo ma facile ammasso '''NGC 6322'''; è visibile anche con un binocolo 10x50, dove appare come un piccolissimo triangolo di stelle di magnitudine 7, con al centro un’altraun'altra stella più debole, disegnando dunque una sagoma simile a una Y maiuscola. Con telescopi da 150mm150 mm diventa ben chiaro che la stella centrale è in realtà formata da due stelle di magnitudine 9, circondate da alcune stelle più deboli che formano il centro dell’ammasso. La sua distanza è stimata sui 3300 anni luce ed è dunque situata nella medesima regione galattica di diversi altri ammassi appena descritti.
 
Al di là della portata dei telescopi più comuni, ma evidenziabile nelle fotografie a lunga posa, è la nebulosa '''Sh2-3''', nota anche come '''RCW 120''' e soprannominata '''''Bolla Perfetta''''' a causa del suo aspetto; dista circa 4400 anni luce e si individua circa mezzo grado a sud del punto mediano della linea che congiunge la stella Lesath (υ Scorpii) alla coppia μ1-μ2 Scorpii. Sh2-3 appare otticamente come una debole nebulosa, e tale fu ritenuta fino a quando non sono giunte le prime immagini riprese dal Telescopio Spaziale Spitzer, all'inizio degli anni duemila; da queste immagini risultava evidente una grande struttura circolare coincidente con una bolla di vento stellare, dalla forma talmente regolare che da allora venne indicata come un ottimo esempio di bolla perfetta. Questa bolla è stata generata da una stella estremamente massiccia non visibile nella banda della luce visibile; questo particolare ambiente crea le condizioni ottimali per l'accrescimento di una giovane stella gigante, visibile sul bordo della bolla stessa. Nonostante la sua apparente semplicità, questa bolla presenta alcune particolarità, prima fra tutte la sua apertura in direzione nord, da cui fuoriesce il gas ionizzato racchiuso al suo interno. La stella principale responsabile della ionizzazione dei gas della nube è CD -38°11636, di magnitudine 11,07 e di classe spettrale B1 o forse O8. La nebulosa è circondata da un grande quantitativo di polvere interstellare e gas neutro, dove si troverebbero alcuni oggetti stellari giovani.
A breve distanza si trova il debole e difficile ammasso '''NGC 6318''', le cui componenti dominanti sono appena di magnitudine 11; si tratta di un oggetto sfuggente situato in direzione di un campo stellare molto ricco ma a tratti oscurato. La sua distanza è stimata sui 7200 anni luce.
 
'''NGC 6281''' è stranamente poco conosciuto presso gli astronomi amatoriali, benché la sua luminosità sia discreta. La sua posizione si individua con facilità grazie alla presenza nei dintorni di stelle luminose; per trovarlo si può partire dalla coppia μ1-μ2 Scorpii e procedere verso est di circa due gradi e mezzo. La stella variabile HD 153890, di magnitudine media 5,86 ne marca il bordo meridionale. Attraverso un binocolo si nota come una macchia chiara piuttosto piccola su cui si trovano alcune minute stelline; già con un piccolo telescopio da 80mm80 mm e ingrandimenti un po' spinti è possibile risolverlo in diverse decine di componenti azzurrognole. Tramite la fotometria si è accertato che possiede 55 stelle membri accertati fino alla magnitudine 13,5, disperse in un raggio di 20’ dal centro, sebbene la maggior parte di esse giaccia entro un diametro di 8’. Le sue componenti più luminose sono invece di magnitudine 8. Studi basati su metodi statistici hanno indicato che il raggio mareale dell'ammasso è pari a 26 anni luce; la sua massa totale è invece pari a 214 masse solari. Al suo interno è nota una stella peculiare, catalogata come HD 153947 o NGC 6281-9, che ha classe spettrale A0p, la cui sigla di stella variabile è V974 Scorpii; si tratta probabilmente di una blue straggler, formata dalla fusione fra due stelle. L'età dell'ammasso è stimata sui 320 milioni di anni e la sua distanza è pari a circa 1800 anni luce.
 
La famosa '''Nebulosa Farfalla''' ('''NGC 6302''' o '''C69''') si trova nelle vicinanze; è possibile individuarla persino con un binocolo 10x50, sebbene occorrano cieli bui e l'oggetto deve trovarsi alto sull'orizzonte. Un telescopio da 140mm140 mm è sufficiente per osservare invece che la sua struttura è allungata in senso est-ovest. Nelle fotografie prese con un telescopio amatoriale si evidenzia con delle irregolarità, al punto che può sembrare un insetto schiacciato (da cui il nome inglese bug) oppure, se la foto mostra molti dettagli ed è ad alta risoluzione, una sagoma a doppio cono che ricorda le ali di una farfalla. NGC 6302 possiede una morfologia piuttosto complessa, che può essere approssimata descrivendola come una nebulosa bipolare con due lobi primari, sebbene vi siano delle evidenze della presenza di un secondo paio di lobi derivanti da una precedente fase di perdita di materia da parte della stella progenitrice; osservazioni di questa nebulosa suggeriscono che vi sarebbe pure una struttura esterna ortogonale simile a quella rinvenuta nella Nebulosa Formica (Mz 3). La nebulosa è orientata con un angolo di 12,8° contro lo sfondo rispetto alla nostra linea di vista. La nebulosa contiene anche un grande lobo orientato a nordovest che si estende per oltre 3' all'esterno della regione centrale, in cui si trova la stella centrale: si stima che si sia formato da un evento eruttivo avvenuto circa 1900 anni fa; possiede una parte di forma circolare le cui pareti seguono esattamente un getto di Hubble, ossia dove la velocità del getto stesso è proporzionale alla distanza dalla sorgente centrale.
 
==Attorno al pungiglione==
[[File:Cats Paw Nebula NGC 6334.jpg|300px|thumb|left|NGC 6334, nota anche come “impronta di gatto”, è visibile con telescopi da 200mm200 mm di diametro.]]
[[File:Wide-field view of the area of NGC 6357 in constellation Scorpius.jpg|300px|thumb|left|La nebulosa NGC 6357, la cui forma ricorda vagamente quella della Nebulosa di Orione capovolta.]]
[[File:M6a.jpg|300px|thumb|left|L’Ammasso Farfalla, noto anche con la sigla M6, è facilmente risolvibile in diverse decine di stelle anche con un semplice binocolo 10x50.]]
A nord e nordovest del brillante gruppo di stelle che delinea il pungiglione dello Scorpione si trovano diversi gruppi di nebulose e ammassi stellari, molti dei quali giovani e piuttosto appariscenti; alcuni di questi oggetti sono noti da secoli o persino da millenni, come il famoso Ammasso di Tolomeo (M7).
 
Una delle nebulose più notevoli visibili in questa direzione è la '''NGC 6334''', soprannominata '''''Impronta di gatto''''' per via della sua forma. Situata 3° a nordovest di Shaula (λ Scorpii), inizia ad essere visibile sotto ottimi cieli anche con strumenti da 200mm200 mm di diametro, dove si rivela debolmente la natura tripartita della nebulosa. Situata alla distanza di 5500 anni luce, è una grande regione di formazione stellare formata da un lungo e spesso filamento centrale con sette addensamenti; delle tre aree circolari da cui deriva il soprannome della nebulosa, il più cospicuo è quello centrale, dominato dalla gigante blu HD 156378, di magnitudine 9,35 e classe O6.5III.
 
Nelle foto a grande campo si può notare che questo sistema sia connesso ad altre grandi nebulose, come la '''NGC 6357''', soprannominata '''''Aragosta''''' o anche '''''Guerra e Pace'''''. Questa nebulosa si estende per oltre un grado e, sebbene non sia visibile con strumenti amatoriali di modesta apertura, ricorda per certi versi l'aspetto della Nebulosa di Orione capovolta. NGC 6357 è una grande regione H II a forma di anello situata all'interno del Braccio del Sagittario; trovandosi a circa 5700 anni luce di distanza, si trova poche centinaia di anni luce in primo piano rispetto alla grande Regione di Scorpius OB1. I gas della nube ricevono la radiazione di un gran numero di stelle giovani e calde, gran parte delle quali facenti parte dell'ammasso aperto Pismis 24; quest'oggetto è costituito da diverse stelle massicce di classe spettrale O e B, fra le quali Pismis 24-1, prima ritenuta la stella più massiccia conosciuta ed ora osservata come composta da tre stelle comunque comprese tra le più massicce. A questa si aggiungono alcuni sistemi multipli, come quello di HD 319718, costituito da stelle di classe O, e di W93, dove la primaria è una stella di Wolf-Rayet. In aggiunta a queste, vi sono tre stelle di classe spettrale B esterne all'ammasso che concorrerebbero alla ionizzazione della nebulosa. Nei pressi di NGC 6357 si estende l'associazione Scorpius OB4, un'associazione OB costituita da 71 stelle con classi spettrali comprese fra O e B9 posta alla distanza media di 4600 anni luce. Le componenti di classe O mostrano una distribuzione uniforme senza apparenti concentrazioni.
Poco ad est di questa nebulosa, incorniciato da un triangolo di stelle di magnitudine 6, si trova l’ammasso aperto '''Cr 333''', di cui pochissime informazioni vi si trovano in letteratura; le sue componenti principali sono di magnitudine 10. Può essere notato come un leggero addensamento stellare in una regione già molto ricca di stelle di fondo.
 
Un’altraUn'altra grande nebulosa, sebbene molto meno marcata e contrastata, è '''RCW 132''', nota anche come '''Sh2-12''' (sebbene sia quest’ultima la designazione da preferire, è più nota con la sigla RCW). Si trova nella parte centro-meridionale della costellazione, a breve distanza angolare dal brillante ammasso aperto M6; si estende per circa due gradi in una regione molto ricca di campi stellari. RCW 132 è una grande regione H II situata sul Braccio del Sagittario alla distanza di circa 5540 anni luce; la responsabile della sua ionizzazione sarebbe HD 159176, un sistema stellare binario composto da due stelle blu di sequenza principale con classe spettrale O7V situato all'interno dell'ammasso aperto NGC 6374, cui RCW 132 appare fisicamente associata. Secondo alcuni studi, la nube apparterrebbe a una grande regione di formazione stellare comprendente tre sorgenti di radiazione infrarossa, fra le quali due individuate dall'IRAS. La sorgente più cospicua è IRAS 17302-3245, che coincide con una regione di gas ionizzato che presenta emissioni nella banda dell'infrarosso. Se si accetta come valida questa distanza, la nebulosa verrebbe a trovarsi nella medesima regione della già citata associazione Scorpius OB4. Altri studi, tuttavia, stimano la distanza di Sh2-12 attorno ai 985 parsec (circa 3210 anni luce), dunque in primo piano rispetto a Scorpius OB4 e sul bordo esterno del Braccio del Sagittario. Le medesime stime indicano una distanza inferiore anche per l'ammasso NGC 6383, che quindi dovrebbe trovarsi slegato dall'associazione OB.
 
A breve distanza si trovano anche i giovani ammassi aperti '''Tr 27''' e '''Tr 28''', davvero molto difficili da rilevare all’osservazione visuale perché confusi coi ricchi campi stellari di fondo. Tr 28 si trova appena mezzo grado a ovest di M6 ed è formato da stelle di magnitudine 11 e 12 dominate da una coppia di magnitudine 9; Tr 27 si trova esattamente 1 grado più a sud del precedente ed è dominato da una coppia di stelle di magnitudine 8.
 
Discorso analogo vale per l’ammasso '''NGC 6404''', visibile circa 50’ a SSW di M6 e leggermente più facile da staccare rispetto ai precedenti due perché giace in una zona un po’ più povera di campi stellari di fondo. Molte delle sue componenti sono di magnitudine compresa fra 11 e 13 e sono dunque alla portata di strumenti da 150-200mm200 mm di diametro.
 
Si arriva così al famoso ammasso '''M6''', l<nowiki>'</nowiki>'''Ammasso Farfalla''': si trova infatti a metà via fra la coda dello Scorpione e la punta della freccia del Sagittario; è ben visibile ad occhio nudo e anche un piccolo binocolo è sufficiente per risolverlo in alcune decine di stelle molto vicine fra loro. Un 10x50 consente di vedere una quindicina di astri concentrati, mentre a ingrandimenti superiori l'ammasso è completamente risolto e le sue componenti ben distaccate; sul lato est è ben visibile la gigante rossa variabile BM Scorpii. L'ammasso si estende per circa 20 anni luce e dista, secondo stime diverse, da 1500 a 2000 anni luce dalla Terra; l'incertezza è data soprattutto perché l'ammasso si trova in una regione oscurata dalla polvere interstellare. Come gli altri ammassi aperti è formato prevalentemente da stelle giovani blu, sebbene la stella più luminosa sia arancione. L'età stimata di M6 è di circa 50 milioni di anni, il che lo rende simile a quella di diversi ammassi aperti situati lungo l'Anello Lindblad, come l'Ammasso di Alfa Persei. Sono note circa 120 stelle che potrebbero essere membri fisici di M6; tuttavia, dato l'elevato numero di stelle che si sovrappongono sulla linea di vista, le componenti apparenti appaiono molte di più. La dimensione apparente dell'ammasso è di 25 minuti d'arco e la sua magnitudine apparente media è pari a 4,2; quest'ultima tuttavia appare piuttosto variabile poiché la stella più luminosa, BM Scorpii, è una variabile semiregolare con una magnitudine che varia da 5,5 a 7, comportando una notevole variabilità della magnitudine totale dell'ammasso. Fra le altre componenti vi sarebbe una debole variabile Delta Scuti che oscilla di pochi decimi di magnitudine; la sua magnitudine massima si aggira attorno a 11,5.
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