Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Svizzera"

m
Bot: corregge errori ortografici comuni
Etichette: Modifica da mobile Modifica da web per mobile
m (Bot: corregge errori ortografici comuni)
Gli Svizzeri divennero sempre di più un popolo di mercenari: allo sciogliersi delle nevi sui valichi, non mancavano i signori feudali che venivano a chiedere il loro aiuto e la pratica di fare il mercenario fuori dai confini divenne talmente consueta, che ad un certo punto si cercò anche di vietarla, poiché spopolava la Svizzera dei propri uomini, molto necessari per mantenere il territorio contro le dure condizioni montane, da cui del resto loro tendevano a scappare.
 
La Svizzera cercò di tirarsi fuori dalle contese europee e dal 1815 ci è riuscita, occupandosi con successo di meccanica di precisione, industria casearia e dolciaria, banche e turismo. Ma sbaglierebbe chi pensasse che non ha avuto cura delle forze armate e degli armamenti in generale: la Oerlikon ha costruito nel 1914 una mitragliera antiaerea da 20mm20 mm che è ancora oggi in servizio, contendendo alla Bofors il primato nelle artiglierie antiaeree leggere. E non si trattò di un successo isolato, in quanto da allora le mitragliere Oerlikon da 20, 25, 30 e 35 mm sono diventate un armamento virtualmente standard per i reparti antiaerei leggeri e persino caccia: dai Bf-109 e Zero, ai JA-37 Viggen con il formidabile KCA, un cannone da 30mm30 mm che dopo 1500 metri ha ancora l'energia cinetica del 30mm30 mm DEFA a bruciapelo, e ha un proiettile più pesante del 30%. Anche nel settore delle armi leggere la Svizzera è ben posizionata, con i prodotti SiG-Sauer, come la pistola P.226 e i fucili d'assalto di progettazione nazionale. Poco noto, la Svizzera ha prodotto anche carri armati e cacciacarri, mentre i mezzi blindati per la fanteria della MOWAG e i radar Oerlikon-Contraves sono tra i più diffusi a livello mondiale nel settore antiaereo. Nel mentre, la Pilatus ha dato vita ad una interessante industria aeronautica, famosa soprattutto per i suoi apparecchi da trasporto leggero ed addestramento.
 
La coscrizione dell'esercito svizzero vede, come in quello svedese, un piccolo strumento militare in tempo di pace, ma grazie al sistema dei riservisti può diventare in poco tempo una forza di grandi dimensioni, mentre l'aeronautica, piccola ma non insignificante, ha assieme all'artiglieria il compito di appoggiarne le operazioni.
I blindati ruotati furono però ben più importanti, cominciando in particolare dal ROLAND, prodotto dalla MOWAG di Kreuzlingen, essenzialmente un mezzo 4x4 con compiti di sicurezza interna. Si tratta di un mezzo leggero, da appena 4.7 t, 4x4, motore a benzina a 8 cilindri a V da 202 hp che gli fornisce invero un rapporto potenza peso inusitato, di circa 40hp-ton. La velocità su strada di 110 kmh, con autonomia di 550 km sono caratteristiche di tutto rispetto per un veicolo apparso nel 1963. Il pilota è davanti, lo scomparto truppa al centro, il motore dietro, ma lascia spazio anche ad una porta posteriore, che si assomma alle due sui lati, tra le ruote. Lo scafo è a guscio in acciaio, resistente al 7.62 mm, anche le dimensioni di un mezzo tanto leggero sono di 4.4 m per 2.01 w altezza di 2.02 alla torretta, il che rende possibile trasportare solo 6 uomini in tutto. Il cambio era in origine manuale a 4 marce avanti e una indietro, poi rimpiazzato da uno automatico. La torretta dalla alta forma cilindrica era munibile di una mitragliera da 7.62 o 12.7 mm. Impiegato essenzialmente per compiti di sicurezza interna, il Roland ha tra i pochi inconvenienti il fatto che non è anfibio, anche se può guadare fino a 1 m. Opzionali sono altoparlanti, sirene, ruote antiproiettile. Esportato in nazioni come Bolivia, Cile, Argentina, Irak, Grecia, spesso usato dalla polizia o dall'aviazione per sorvegliare le basi. Non mancano tuttavia anche versioni come quella controcarro, dotata di 3 missili Mamba da 2 km sopra la torretta da 7.62 mm, che tra l'altro è telecomandata dallo scafo essendo troppo piccola per ospitare anche il mitragliere. Un modello simile venne prodotto, sempre 4x4, negli anni '70, era il MOWAG Grenadier capace col suo scafo allungato di portare in tutto 4 uomini. Venne costruito solo per l'export ed è interessante notare che poteva essere armato con torretta da 20 mm, ma anche con un lanciarazzi da 80 mm binato, per compiti di artiglieria (presumibilmente basati sul razzo SURA). Inoltre era totalmente anfibio con tanto di elica posteriore e due timoni di direzione collegati allo sterzo. Ma già negli anni '80 era fuori produzione, perché rimpiazzato dai PIRANHA.
 
Il Roland venne preceduto dall'MR 8. Questo venne prodotto solo per l'export, in particolare per la Germania, la cui Guardia di frontiera ebbe circa 600 mezzi prodotti dalla Henshel a Bussing. Erano previste due versioni, la SW1 e la SW 2. La prima era disarmata mentre la seconda aveva un rispettabile armamento dato da una mitragliera da 20 mm e 6-8 lanciagranate nebbiogene. Capocarro e guidatore erano fianco a fianco in avanti, altri 5 uomini erano dietro a destra, con lo scomparto motore a sinistra del veicolo. L'MR 8 venne anche sviluppato in versioni diverse per l'export in altre nazioni, con modelli come l'MR 8-09 con torretta e mitragliera da 20mm20 mm, l'8-23 con cannone da 90 in torretta biposto, e addirittura due tipi di lanciarazzi d'artiglieria. Uno aveva 20 razzi da 145 mm, l'altro addirittura un lanciatore binato da 80 mm che era alimentato da un caricatore automatico, tanto da consentire una cadenza di tiro combinata di 500 colpi al minuto. Nessuno di questi mezzi estremamente interessanti entrò tuttavia in produzione. Vi arrivò invece l' MR 8-32 con mortaio da 120 e scafo aperto superiormente.
 
Gli MR 8, al pari dei Roland non hanno normalmente mezzi di visone notturna, non sono anfibi e non hanno protezione NBC. Nonostante la massa sia maggiore rispetto al similare Roland, 8.200 kg questi mezzi capaci di 7 posti interni hanno un 6 cilindri da appena 161 hp, e quindi la velocità rispetto al Roland è molto inferiore, con appena 80 kmh. Le dimensioni sono maggiori con 5.31 x 2.2 x 1.88 m esclusa la torretta. L'autonomia è minore, nonostante il motore meno potente, con 400 km su strada. Nell'insieme due tipi di mezzi, il Roland e l'MR 8 simili in compiti, ma con il primo più recente e più potente rispetto al secondo.
 
==cannoni e armi portatili<ref>Dati da wiki.en</ref>==
Le artiglierie della Oerlikon di Zurigo e i sistemi di controllo del tiro della Contraves sono anch'essi parte della tradizione svizzera. Si tratta di produttori di sistemi ben noti e diffusi nel mondo ad ogni latitudine. La mitragliera Oerlikon da 20 mm iniziò la carriera nel 1914; si può dire che da allora non ha mai smesso di abbattere aerei. I tipi più moderni, però, sono assai più temibili.Per molti anni vi è stata feroce concorrenza tra la Oerlikon e la Hispano-Suiza nel campo delle artiglierie leggere antiaeree, fino a che la cosa venne risolta nella maniera più efficace: nel 1972 la Oerlikon comprò la HSS. I suoi cannoni vennero ribattezzati: l'HSS 639-B 3,1 divenne il GAI-DO1 e così le altre mitragliere della famiglia HSS 639. Il GAI-BO1, originariamente noto come 10 ILa/5TG (quest'tultima parte era il nome della bocca da fuoco, poi ribattezzata KAB-001) è invece una mitragliera svizzera, con struttura molto leggera, essendo ad azionamento manuale e senza capacità ognitempo di sorta. È un'arma uscita di produzione da più di 20 anni ma ancora impiegata. Balisticamente è eccellente con circa 1000ms1000 ms, cadenza di tiro 1000 c. min, gittata max 5700 m sull'orizzonte e 4500 in quota, ma pratica rispettivamente 2500 e 1500m1500 m. I caricatori sono da 8 colpi ad astuccio per proiettili perforanti, o da 30 o 50 colpi a tamburo per compiti contraerei. Pesa 547 kg in marcia, 407 in combattimento, alzo da _5 a +85 gradi, canna lunga oltre 100 calibri con un vistoso freno di bocca all'estremità. È trasportata su di un rimorchio a due ruote, e servita da 3 uomini di cui uno sull'affusto.
 
Il GAI-DO1 era di un altro spessore, essendo dotato di due cannoni da 20 mm KAD. Si tratta dell' HSS -666A della Hispano-Suiza. È un sistema con motore Wankel sotto il sedile del cannoniere per elevazione e brandeggio al ritmo di 40 e 80 gradi al secondo, sistema di puntamento P56 computerizzato, opzionalmente collegamento al radar LPD-20 di scoperta, scatole di munizioni a nastro da 120 colpi l'una. Peso 1800 kg in marcia, 1330 in posizione, lunghezza 4.59 in assetto di marcia e nello stesso caso larghezza 1.86 m , altezza 2.34 m. Le prestazioni balistiche sono praticamente le stesse del tipo precedente.
Qualche sistema svizzero da 30 mm binato è pure presente in alcune nazioni come arma per la difesa a bassa quota.
 
[[Immagine:Oerlikon 20mm20 mm 2.jpg|250px|left|thumb|]]
Le mitragliere di calibro minore non mancano sulle navi: la GAM-BO1 da 20 mm è molto diffusa, con gittata pratica contro bersagli di superficie di 2 km e contro aerei di 1.5 km. La cadenza di tiro è di 600 c.min, e il peso con tanto di 200 colpi pronti al tiro su nastro, di 500 kg. Parziale rimpiazzo v’è stato con il GBM-AO1 da 25 mm, con la mitragliera KBA-CO2. Ha una cadenza di 570 c. min e una gittata simile, con 200 colpi al seguito e una massa di 600 kg. Entrambi sono sistemi molto semplici ad azionamento manuale. In seguito non sono mancati anche altri impianti non svizzeri con le armi da 25 mm stabilizzate e sistemate in affusti più sofisticati, addirittura una versione della famiglia Dardo con le armi da 25 mm venne ad un certo punto approntata, ma non venduta.
 
7 670

contributi