Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Le Nubi di Magellano: differenze tra le versioni

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Seguendo il braccio, il primo sistema di rilievo che si incontra è formato dai gruppi stellari attorno all’ammasso '''NGC 1747''', che può essere individuato con telescopi da 120mm come una macchia nebulosa non risolvibile; si osservano in questa direzione alcune stelle di magnitudine 11 e 12, mentre lo sfondo lascia intendere la presenza di diversi bozzoli probabilmente di natura stellare non risolti. Con un 200mm si possono individuare con chiarezza i due addensamenti più importanti: a sudest il già citato NGC 1747, mentre a nordovest appare più definito l’ammasso '''NGC 1731''', sebbene nessuno dei due sia risolto in stelle. Poco più a nord di osserva una gigante rossa di magnitudine 6,4, che però fa parte della Via Lattea. Entrambi gli ammassi mostrano un’età giovane, come è evidenziato dalla presenza di alcune stelle di classe spettrale O e numerosi oggetti stellari giovani, che si disperdono nell’intera area di cielo fra i due oggetti e anche oltre.
 
Poco meno di un grado a nord, si trova il complesso nebuloso '''N11''', che costituisce il secondo sistema di nubi più brillante ed esteso dell’intera galassia dopo quello della Nebulosa Tarantola, nonché una delle regioni di formazione stellare più importanti. Presenta una struttura ad anello formata da più addensamenti nebulosi maggiori, visibili otticamente solo con telescopi di grande diametro, al cui interno si apre una cavità del diametro di 550 anni luce; questa bolla è stata generata dalle stelle giovani e calde poste al suo interno, che formano una brillante associazione OB nota come LH9 o con la sigla '''NGC 1760'''. Quest’ultimo oggetto è ben visibile anche con strumenti da 100mm come una macchia chiara su cui brillano alcune stelle di magnitudine 10 e 11; l’addensamento più importante, visibile sul lato nord del sistema, è invece risolto parzialmente in stelle da un telescopio da 150mm ed è talvolta distinto con una designazione a parte, '''NGC 1763'''. Il centro geometrico dell’associazione invece è formato in prevalenza da stelle di magnitudine 13 e 14 e pertanto per la loro risoluzione occorrono telescopi da 250mm a salire. La popolazione stellare di quest’insieme di associazioni è formata da almeno 43 stelle di classe O, delle quali 17 sono di classe inferiore a O7, denotando dunque un’età molto giovane, più 30 dei primi numeri della classe B, oltre ad alcune stelle di Wolf-Rayet. Secondo alcuni studi, questa regione ha subito negli ultimi 5 milioni di anni un processo di formazione stellare a catena che ha portato alla nascita dei diversi addensamenti che si osservano oggi: il primo episodio avrebbe avuto luogo nella parte meridionale e avrebbe formato l’ammasso '''NGC 1761''', che si trova nella zona più povera di gas al centro della bolla; in seguito, 2-3 milioni di anni fa, si sarebbe espanso verso nord per formare le stelle di NGC 1763, quindi 2 milioni di anni fa verso est, per generare infine le stelle del gruppo più giovane, denominato NGC 1769 e ancora immerse nella nebulosità. L’intera sequenza evolutiva sembrerebbe ricordare in scala minore ciò che è avvenuto anche nel sistema della Nebulosa Tarantola, sul lato opposto della galassia.
 
Mezzo grado a nord si trova '''NGC 1783''', che non fa fisicamente parte del braccio di spirale in quanto è un ammasso globulare, uno dei più brillanti della galassia. Con un telescopio da 80mm appare come una semplice stelle sfuocata e rintracciarlo può essere difficile, mentre con strumenti da 150mm appare già più chiaro e definito, sebbene non sia naturalmente risolvibile in stelle; il suo aspetto permane molto simile a quello di una lontana galassia ellittica o lenticolare, più luminosa al centro, estesa per circa 3 minuti d’arco. Secondo alcuni studi la sua età sarebbe di 1,8 miliardi di anni, dunque decisamente giovane per essere un ammasso globulare; studi più recenti hanno portato la sua età a 6 miliardi di anni, ma ciò nonostante resta un ammasso piuttosto giovane per la sua categoria.