Differenze tra le versioni di "Storia delle Forze armate tedesche dal 1945/Al culmine della Guerra fredda"

Corretto: "installate"
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Infine vi era l'artiglieria trainata, oramai basata su 212 cannoni obici FH-70, potenti e moderne armi da 155/39 mm con 24 km di gittata massima e un APU (Auxiliary Power Unit) per i movimenti autonomi su breve distanza. Da questo programma trinazionale (l'Italia ordinò 162 pezzi, la Gran Bretagna 71) doveva derivare anche il semovente SP-70, ma il programma, trascinatosi dietro incertezze e difficoltà varie, venne abbandonato dalla Germania nel 1987, decretandone la fine. L'artiglieria da montagna, infine, aveva il pezzo più piccolo, ovvero il Modello 56 da 105 mm, obice di successo della Oto-Melara, in quanto someggiabile e di leggera costruzione, anche se di ridotta gittata massima.
 
La contraerea leggera contava molte mitragliere Rh-202, già viste con i Marder e Luchs. Esse erano istallateinstallate in un gran numero di affusti binati, dotati di sistema computerizzato P56 per il controllo del tiro, motorino a due tempi (sotto il sedile del cannoniere) per azionare l'impianto ad una velocità di ben 80°-sec in azimuth, 48 in elevazione. Gittata utile 2 km, massima in quota 4,5 e sull'orizzonte 6 km. Esso pesava ben 2100 kg (il similare ZU-23 sovietico, più semplice ma con armi ancora più potenti da 23mm pesa appena 950 kg), ma possedeva sia il sistema di brandeggio motorizzato che 560 colpi di pronto impiego, potendoli scagliare a 2.000 colpi al minuto contro ogni tipo di bersaglio nel raggio di 2 km. Per fare un esempio, il Flakvierling tedesco con 4 armi da 20 mm del periodo bellico arrivava a 1,600 colpi min. ed era inferiore in ogni altro aspetto, dalla velocità iniziale a quella di brandeggio. Usato alle Falklands dagli argentini, ottenne qualche successo aereo ma non impedì la disfatta di Goose Green ,dove sei di questi sistemi -e 2 da 35 mm- vennero catturati dagli inglesi.
 
L'armamento comprendeva anche missili nucleari, gli americani Lance, con 4 battaglioni dotati di 24 rampe missili, utilizzabili con una testata nucleare da 212 kg entro un raggio di oltre 120 km.Erano armi a propellente solido, compatte e precise. Vennero radiate negli anni '90.
La Bundesmarine crebbe come forza costiera con un limitato numero di navi maggiori, essenzialmente rappresentate dalle unità classe Hamburg e dalle fregate classe Koln, 2,700 tonnellate, ordinate nel 1957. Esse avevano 3 cannoni da 100 mm e un lanciarazzi a quattro canne ASW. Gli Hamburg subirono un esteso refitting con 4 missili MM.38 Exocet al posto del cannone n.3, e sostituzione dei vecchi cannoni Bofors L60 con gli L70 prodotti su licenza dalla Breda. L'acquisto, durante gli anni '70 di 3 unità americane classe Adams modificate, ovvero i Lutjens, ebbe un effetto notevole, potendo a quel punto contare su navi armate con missili Tartar e in prospettiva, Standard SM-1MR, capaci di offrire copertura d'area ai gruppi della flotta tedesca contro gli attacchi aerei.
 
I missili Sea Sparrow, a più corto raggio, arrivarono con le fregate Bremen, di cui inizialmente erano previste 8 unità come variante nazionale del programma che generò anche le Kortenaer olandesi. Le Bremen tedesche, più veloci, naquero come piattaforme ASW capaci di far operare 2 elicotteri Lynx, anche se il numero comprato di questi ultimi non rendeva possibile equipaggiare con due elicotteri tutte le navi (14 contro un minimo di sedici). Con le Bremen arrivarono anche i missili Harpoon, di gittata molto superiore e molto più compatti degli MM.38 Exocet, arma standard tedesca per tutti gli anni '70. L'Exocet venne sviluppato come culmine di una lunga genia di armi sviluppate dall'Aerospatiale. Subito venne ordinato dalla Germania, dalla Royal Navy (300 missili) e dalla Marine Nationale. La Germania lo usò per rimodernare la sua componente di cacciatorpediniere, ma sopratutto per armare la flottiglia di navi missilistiche, precisamente quattro esemplari erano istallabiliinstallabili su ciascuna delle 40 Type 148 e Type 143, per un totale di ben 160 missili pronti al lancio. Alla massima dotazione di missili navali, la MMI italiana ha avuto imbarcati non più di 140 missili OTOMAT (12 sugli incrociatori, 32 per i cacciatorpediniere, 64 sulle fregate, 32 per i Pattugliatori di squadra, 12-14 sugli aliscafi missilistici).
[[Immagine:Schnellboote_Albatros-Klasse.jpg|350px|right|thumb|Una flottiglia di Gepard]]
Queste unità, simili alle francesi Combattante II e III (il cui progetto iniziale era in effetti tedesco, della Lurssen) differivano in stazza: le Type 148 o classe Classe Tiger entrarono in servizio a metà anni '70, avevano un dislocamento di 275 tonnellate e i nuovi cannoni OTO Melara a tiro rapido a prua, un cannone Bofors (forse prodotto dalla Breda) a poppa in una postazione aperta. A queste unità relativamente piccole ne seguì un modello migliorato, la Classe Albatross o type 143, 420 tonnellate di stazza e armate con un secondo cannone da 76 a poppa, oltre che con due lanciasiluri pesanti per attacco antinave. Esse hanno avuto un modello modificato nel Type 143A o Gepard, che sostituiva a poppa il cannone e i lanciasiluri con un sistema missilistico antiaereo RAM. Di questo sistema da difesa pensato contro i missili antinave (dotato del sistema IR dello Stinger e di un cercatore radar passivo, su corpo del missile Sidewinder con alette ripiegabili) la Germania è diventata il maggiore utente e partner europeo, ordinandone diverse centinaia.
 
I siluri pesanti erano istallatiinstallati anche sui sommergibili, dotati tutti di otto tubi di lancio prodieri. Ogni tubo di lancio non aveva ricarica ma poteva essere sostituito con due mine. I sottomarini Type 206 avevano una caratteristica particolarmente importante: 2 contenitori sui fianchi, capaci di trasportare ognuno 12 mine senza rinunciare ai siluri interni. In tal modo ogni Type 206 poteva stendere fino a 40 mine oppure 24 con otto siluri per l'autodifesa. I siluri tedeschi dell'epoca erano tutti di tipo filoguidato con guida finale di tipo sonar attivo, ma non erano bivalenti, per cui per ingaggi di sottomarini o di navi di superficie bisognava utilizzare armi diverse. Le piccole dimensioni -450 t a pieno carico-impedivano di ospitare siluri di ricarica, questo spiega il numero elevato di tubi di lancio presenti.
 
I siluri usati erano il Seal e il Seeschlage, simili tra loro, ma con il primo dei due dotato di circa il doppio delle batterie e quindi, con potenza e peso maggiori. Eccetto che per la mancanza di polivalenza, per tutto il resto erano moderni siluri elettrici, dotati di filoguida, doppia velocità di navigazione per ottimizzare la distanza percorribile, sonar attivo-passivo per l'ingaggio finale. Il Seal era usato sia dalle navi che dai sottomarini, pesava 1370 kg di cui 260 di carica, poteva percorrere 28 km a 23 nodi, o 12 a 35. Lungo 6,08 m (6,55 con contenitore del cavo di guida a doppia anima, per consentire uno scambio di informazioni tra siluro e sottomarino), calibro 533 mm, era un'arma adatta alle acque basse del Baltico. Lo Seeschlage, pure prodotto dalla AEG-Telefunken, era dotato di dimensioni minori e di un sonar adatto alla scoperta di sottomarini. Le dimensioni erano molto inferiori, come anche la carica esplosiva: 533 mm di calibro, appena 4,15-4,62 m di lunghezza, peso 800-900 kg, testata 100 kg e raggio di 6-14 km a 23-35 nodi.
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