Differenze tra le versioni di "Architetture dei processori/Cache"

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L'idea che il processore utilizzi i dati in cache prima ancora che sia verificata la corrispondenza tra etichetta ed indirizzo può essere applicata anche alle cache associative. Un sottoinsieme dell'etichetta, chiamato in inglese hint, può essere utilizzato per scegliere temporaneamente una delle linee di cache associate all'indirizzo richiesto. Questo dato può essere utilizzato dalla CPU in parallelo, mentre l'etichetta viene controllata completamente. Questa tecnica lavora al meglio quando usata nel contesto della traduzione degli indirizzi, come spiegato più in basso.
 
Quando un dato è scritto nella cache, dopo un po' di tempo deve comunque essere scritto in memoria principale. La decisione del momento in cui questa scrittura deve aver luogo è controllata dalla politica di scrittura. In una cache write-through, ogni scrittura sulla cache comporta una scrittura contemporanea nella memoria principale. In alternativa, una cache write-back non esegue immediatamente questa azione: al contrario, la cache tiene traccia delle linee che contegonocontengono dati da aggiornare settando opportunamente quello che viene chiamato il dirty bit. Il dato viene effettivamente scritto in memoria solo quando esso deve essere eliminato dalla cache per far spazio a nuove informazioni. Per questa ragione, una ricerca fallita in una cache write-back spesso genera due accessi alla memoria: uno per leggere il nuovo dato, l'altro per scrivere la vecchia informazione (se indicato dal dirty bit).
 
Esistono anche alcune politiche intermedie. La cache potrebbe essere ad esempio write-through, ma le scritture potrebbero essere temporaneamente inserite in una coda, così da processare insieme scritture multiple, ottimizzando l'accesso al bus.
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