Ecco l'uomo/Extracomunitario: differenze tra le versioni

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Gesù visse la sua vita non come cristiano ma come ebreo, obbediente (con pochissime eccezioni) alla Torah. Tuttavia, a pochi anni dalla sua morte, i seguaci ebrei di Gesù svilupparono un tipo di religione piuttosto diverso da quello seguito dalla maggior parte degli ebrei. L'ebraismo, come l'Islam dopo di esso, è fortemente radicato nella legge religiosa; il cristianesimo cessò di esserlo. L'ebraismo, come anche l'Islam, crede fortemente nell'unità di Dio; il cristianesimo arrivò a porre una così grande fede in Gesù e successivamente nella dottrina della Trinità, che a molti altri monoteisti sembrò, e sembra, in sostanza, una raffinata forma di politeismo. A poco a poco, la religione cristiana divenne sempre meno simile ad un'autentica, anche se eccentrica, forma di ebraismo, e sempre più come una religione completamente diversa.
 
Durante il periodo del [[w:Secondo tempio di Gerusalemme|Secondo Tempio]], ci furono molte discussioni interne su cosa significasse essere ebreo. La legge religiosa permetteva di acconsentire all'occupazione romana o di combatterla? In che modo la legge conciliava giustizia e misericordia? Dovettero essere stati dibattiti comuni, che si possono vedere rispecchiati nei racconti dei Vangeli sulle controversie di Gesù con i leader religiosi del suo tempo.<ref>Bruce Chilton e Jacob Neusner, ''Judaism in the New Testament'', Routledge, 1995, pp. 112-115 e ''passim''.</ref>
 
Non possiamo essere certi delle opinioni di Gesù, poiché i Vangeli sono un genere letterario altamente interpretativo, colorato dalle riflessioni dei loro collaboratori e redattori su eventi accaduti 40 e più anni prima, alla luce degli eventi importanti che si erano verificati negli anni successivi. Ciononostante, il suo atteggiamento nei confronti delle leggi dietetiche riportate nel Vangelo di Marco non rendono chiaro ciò che Gesù intendesse insegnare ai suoi discepoli e seguaci. Questa interpretazione testualmente carente – che comunque abbiamo esaminato nel capitolo precedente – alla fine ebbe delle conseguenze per i cristiani: certamente le leggi sul cibo divennero gradualmente un ricordo del passato, come dimostrano i resoconti degli Atti e delle lettere paoline. Inoltre, sebbene il messaggio di Gesù sul regno di Dio fosse chiaramente all'interno della tradizione ebraica tradizionale, i riferimenti cristologici su di lui e sul suo significato lo sono meno.
 
Abbiamo già detto eripetuto che la convinzione che Gesù fosse Dio è un'impossibilità per il pensiero ebraico. Ma non è così per la convinzione che Gesù affermasse di essere il Messia. Nel corso di 2000 anni, diversi ebrei hanno affermato di essere il Messia, inviato da Dio per inaugurare il regno di Dio sulla terra. [[w:Simon Bar Kokheba|Simon Bar Kochba]] nel 132 [[w:era volgare|e.v.]] e [[w:Sabbatai Zevi|Shabbetai Zvi]] nel 1665 e.v. sono due esempi tra i tanti. Ma l'associazione del Messia con termini come Figlio dell'Uomo e Figlio di Dio, che sviluppò una profusione di significati, portò presto a esaltare rivendicazioni per Gesù che pochi ebrei si sentirono in grado di seguire. Anche all'interno del Nuovo Testamento è così; arrivati al tempo del vero e proprio trinitarismo dei credi del IV secolo, questo divario era diventato incredibilmente ampio, direi insormontabile.
 
Gesù fu messo a morte dai romani con l'accusa di affermare di essere il Messia, re dei Giudei. Gesù rese chiaro a Pietro che si considerava il Messia (Marco {{passo biblico|Mc|8:29}}) come fece col Sommo Sacerdote (Marco {{passo biblico|Mc|14:62}}) — l'autenticità di queste dichiarazione è stata messa spesso in dubbio da vari esegeti neotestamentari. Alcuni ebrei accettarono Gesù come Messia, credendo che li avrebbe riscattati dall'amaro giogo di Roma e avrebbe fatto arrivare l'età messianica. Quando Gesù entrò a Gerusalemme in groppa ad un asino, fu acclamato "Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide!" (Marco {{passo biblico|Mc|11:10}}). Altri ebrei hanno respinsero l'affermazione.<ref>Si veda spec. Géza Vermes, ''Jesus the Jew: A Historian's Reading of the Gospels, 1973'' (trad. ital. ''Gesù l'ebreo'', Borla, 1983), ''ad loc.''</ref>
 
L'accusa contro Gesù sulla croce e lo scherno come "Re dei Giudei", la sua esecuzione tra due ladroni, i motivi messianici regali — tutto ciò suggerisce che Pilato si trovò di fronte un uomo accusato di sedizione. Gesù non fu crocifisso perché negasse la sua ebraicità, avesse abbandonato le Scritture o rinnegato il suo popolo. Rimase un ebreo (e chi altro, sennò?), il Gesù di Nazaret, l'ebreo della Galilea, e fu giustiziato per ragioni politiche piuttosto che religiose.<ref>Paula Fredriksen, ''Jesus of Nazareth: King of the Jews'', Vintage Books, 1999, ''passim''.</ref>
 
Affermare di essere il Messia, se fosse stata un'offesa contro l'ebraismo, non era certamente (come invece sostengono i Vangeli) un'offesa contro la legge ebraica per la quale Gesù avrebbe potuto essere messo a morte. I Vangeli affermano che la pretesa di Gesù di essere il Messia fosse una bestemmia, ma nella legge ebraica la bestemmia consisteva nel maledire Dio usando il sacro nome di Dio. Gesù non fece mai nulla del genere! Per gli ebrei, la storia ha dimostrato che Gesù non era il Messia tanto atteso, poiché gli ebrei non furono liberati dal giogo della schiavitù romana e l'Età d'Oro non arrivò. Tuttavia, alcuni ebrei hanno suggerito che Gesù stesse emulando i profeti biblici (cfr. Marco {{passo biblico|Mc|6:15}}, Matteo {{passo biblico|Mt|21:11}}).
 
"Qual è il primo di tutti i comandamenti?" gli fu chiesto. Gesù rispose, come qualsiasi altro ebreo: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi." (Marco {{passo biblico|Mc|12:28-31}}). Ogni ebreo riconoscerà nella risposta di Gesù lo ''[[w:Shemà|Shema]]'', una dichiarazione ebraica di fede, che viene recitata in ogni servizio liturgico ebraico, giorno e notte. Il famoso comando di Levitico {{passo biblico|Lev|19:18}} è anche un precetto fondamentale dell'ebraismo.
 
==Note==
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